Victor Roque Moya, vice presidente USEI: No alla diminuzione dei parlamentari per gli italiani all’estero

Con l’approvazione in seconda lettura al Senato, l’11 luglio, della modifica costituzionale, chiamata dai parlamentari pentastellati la “legge taglia-poltrone”, si riduce il numero dei deputati e senatori, compresi gli eletti nella circoscrizione Estero. La prima lettura al Senato c’era stata nel mese di febbraio, a maggio è stata approvata alla Camera, è ripassata al Senato e, a settembre, tornerà alla Camera. La maggioranza Lega-5Stelle, con il sostegno di Fratelli d’Italia, e il voto di Gaetano Cario – MAIE- (Il fatto quotidiano) ha ridotto non solo i parlamentari, come aveva promesso ai suoi elettori, ma ha soprattutto prodotto un’altra mortificazione dei diritti degli italiani all’estero.

Se pensiamo che a quest’atto si aggiunga la proposta di legge del Sen. Petrocelli che, prevedendo la preventiva prenotazione per votare all’estero, allontanerà dal voto centinaia di migliaia di persone, si capisce che per ora vuole ridurre la rappresentatività agli italiani all’estero e con il tempo far sparire proprio la circoscrizione estero. Il disegno di legge dovrebbe tornare alla Camera, a settembre, dove probabilmente riceverà il via libera definitivo. L’ultimo appello contro la riforma costituzionale potrebbe essere il referendum confermativo, se richiesto nelle forme prescritte, che si dovrebbe tenere nella primavera del prossimo anno.

Si decidono riforme tanto discriminatorie verso gli italiani nel mondo, proprio mentre il loro numero sta aumentando esponenzialmente sia per una nuova ondata migratoria dall’Italia sia per la crescente richiesta di cittadinanza italiana, sarebbe il caso quindi se non di aumentare i parlamentari eletti all’estero almeno di mantenerli.

La riforma costituzionale, proposta dal Movimento Cinque Stelle consiste in una riduzione dei parlamentari, tra deputati e senatori, da 945 a 600. Nello specifico, per quanto riguarda la Camera si passerebbe dai 630 attuali a 400, di cui otto eletti nelle circoscrizioni estere, invece di dodici. I senatori, invece, dai 315 attuali passerebbero a essere 200, di cui quattro, e non più sei, eletti nella circoscrizione estero. Per entrambe le aule del Parlamento è quindi prevista una riduzione del 36,5% dei membri. Il disegno di legge costituzionale andrebbe a modificare gli articoli cinquantasei e cinquantasette e cinquantanove della Costituzione, aggiunti per una proposta dell’On. Tremaglia nel 2001 quando fu approvata la riforma costituzionale che permise il voto attivo e passivo degli italiani nel mondo.

La riduzione dei loro diritti avviene nel silenzio totale e probabilmente complice del MAIE di Riccardo Merlo, che non ha speso una parola per spiegare la riforma della Costituzione, né per dare chiarimenti. Si sa che il senatore Cario nell’ultima seduta in Senato ha votato per il taglio dei parlamentari, mentre Borghese, deputato, alla Camera, a maggio, avrebbe votato contro ma non è chiaro perché sembrerebbe che fosse in missione. E’ proprio su di lui che saranno puntati i riflettori nella prossima sessione alla Camera sul tema.

Quando Merlo è diventato sottosegretario agli Esteri, con delega per gli italiani nel mondo, noi emigrati e figli di emigrati abbiamo gioito pensando che difendesse i nostri interessi, ora invece ne siamo delusi perché non ci aspettavamo questo duro colpo.

L’atteggiamento del MAIE si contrappone inoltre a quello di netto e deciso rifiuto della modifica costituzionale espresso dal Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo (CGIE) , da tutte le istituzioni di rappresentazione del mondo associativo italiano ed anche da 670 Expat. Italiani che hanno manifestato la loro posizione contraria alla riforma su Google.org

Abbiamo parlato di questa situazione con il vicepresidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani all’Estero (USEI).

Che cosa pensa di quello che succede?

Siamo in stato di allerta, ci stanno togliendo un diritto acquisito, e siamo sorpresi che succeda questo con un sottosegretario agli esteri, Merlo, argentino. Se finora per noi italiani residenti all’estero non si è fatto niente, figuriamoci cosa succederà se la nostra presenza sarà solo simbolica. Torneremo alla situazione anteriore di quando eravamo cancellati dalla realtà italiana.

Sembra che Merlo voti sempre con la Lega e il Movimento Cinque Stelle, in effetti, questo governo è chiamato Giallo- Verde- MAIE. Cosa ne pensa?

Sono stupito, non fa comunicazioni, non ci tiene aggiornati su quello che succede e le notizie riportate su giornale del suo movimento confondono e non chiariscono niente. Merlo ha messo il MAIE dentro l’Esecutivo e vota i provvedimenti più importanti con la Lega e i cinque Stelle. Sembra che stia pensando a se stesso. e al suo Movimento. Dobbiamo raccogliere firme, ottenere il referendum e fare in modo che la riforma non passi.

In ciascuna delle quattro ripartizioni erano sempre eletti almeno un deputato e un senatore, mentre gli altri seggi erano distribuiti proporzionalmente al numero dei cittadini italiani residenti nella specifica ripartizione.

Qualora passasse questa modifica, l’America Meridionale avrebbe solo due parlamentari e ognuno dovrebbe rappresentare più di mezzo milione di persone, è assurdo, non c’è proporzionalità.

Fiorella Raggio