Ushuaia: meta di una vacanza avventura al limite

Ushuaia è la capitale della Provincia Argentina della Terra del Fuoco, divisa dal continente dallo stretto di Magellano, è molto distante da Buenos Aires. Si trova su un fiordo, nel Canale Beagle, quasi al limite Sud dell’Argentina, più in giù c’è solo l’Antartide. Per la distanza è abbastanza caro arrivarci, ma l’esperienza vale la pena, in estate per i colori della natura, le scalate sulle rocce delle montagne, il silenzio della campagna, la flora e la fauna; in inverno per le svariate possibilità che offre nel campo del turismo avventura, un sacco di esperienze al limite, che stimolano l’adrenalina e fanno vivere intensi momenti di brivido: sci di fondo o in discesa nel Cerro Castor, passeggiate in moto da neve o in slitte trascinate da husky, escursioni in quattro per quattro. Le ruote con i chiodi sono indispensabili perché le macchine possano avanzare su un tappeto di neve che ricopre strade in salita e in discesa come se si fosse su un’enorme montagna russa. Sempre in macchina è possibile guadare laghi, risalire fiumi sull’acqua ghiacciata in una peripezia alla sua massima espressione. I rifugi sono riscaldati a legna e nei loro pressi è possibile fare strani incontri, come quelli con cuccioli di volpe rossa o con dei castori. Volendo è possibile navigare nel Canal Beagle e osservare colonie di lupi di mare o di volatili tipici di quella latitudine come i cormorani. E’ possibile anche viaggiare sul treno della fine del mondo, una replica del treno su cui i carcerati andavano dalla galera nel bosco a raccogliere legna, con la differenza che i vagoni del treno originale erano scoperti, cioè per il trasporto merci, e quelli dell’attuale sono completi. Vicino a Ushuaia ci sono il Parco Nazionale di Terra del Fuoco, Playa Larga, Tierra Mayor e altri. Obbligatorio visitare il punto zero della Strada 3 quella che permette unire l’Alaska con la Terra del Fuoco.

La città è nata da un presidio militare, poi nel 1902 è iniziata la costruzione di un carcere di massima sicurezza per delinquenti pericolosi, almeno secondo il giudizio del tempo. Così ci sono stati il celebre anarchico Simon Radowitzky e anche il “petiso orejudo” come era chiamato Cayetano Santos Godino, assassino seriale di bambini.

Nel 1947 il carcere è stato chiuso da Juan Domingo Peron, impietosito dalle penose condizioni di vita in cui vivevano i carcerati. Nel 1948 l’imprenditore bolognese Carlo Borsari ha vinto la gara d’appalto per la costruzione della città e del porto. E’ arrivato con 650 lavoratori, tra operai, tecnici, architetti, tutti bolognesi, su una nave salpata da Genova il 26 settembre 1948.

In seguito li hanno raggiunti mogli e figli che hanno portato il numero d’italiani a superare i 2.000. La loro maggior parte è rientrata in Italia a progetto finito, ne sono rimasti pochi, alcuni sono venuti a Buenos Aires, così l’influenza italiana nella zona non è forte come in altre province dell’Argentina, e di quella spedizione non è rimasto nemmeno il ricordo. La città ha un grande impulso turistico e la sua popolazione è composta di gente arrivata a Ushuaia alla ricerca di un lavoro soprattutto da: Buenos Aires, la Pampa, Santa Fe, Cordoba. L’Isla Grande, combinazione unica di mare, montagne, ghiacciai, boschi è sicuramente una meta turistica completa e desiderabile.

Edda Cinarelli