Uno sguardo alla nuova migrazione italiana in Argentina

Un sondaggio realizzato da un think tank italoargentino con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Argentina mostra chi sono e cosa fanno gli italiani arrivati in Argentina negli ultimi anni.

A un secolo dalle grandi ondate migratorie, una nuova migrazione italiana giunge in Argentina. Solo lontane le navi e le valigie di cartone, gli immigranti italiani del duemila sono giovani professionisti e cosmopoliti abituati ai viaggi e alla vita in altri paesi. Lasciano l’Italia quasi sempre per decisione personale e non per bisogno e scelgono l’Argentina per lavorare, studiare, o – più semplicemente – per fare una esperienza di vita.

Un sondaggio recente cerca di descrivere le caratteristiche di questo fenomeno. Si chiama Encuesta de Presencia Italiana Contemporánea en Argentina (EPICA) ed è uno dei progetti del Laboratorio di Idee Italia Argentina (L.I.A), un think tank formato da giovani professioniti italoargentini.

Nel sondaggio circa 200 italiani arrivati recentemente in Argentina hanno risposto in forma anonima a diverse domande riguardo la loro situazioni familiare e lavorativa, la loro formazione, l’esperienza di vivere in Argentina e le loro aspettative ed inquietudini sul Paese.

I nuovi migranti sono per lo più giovani, di formazione universitaria o addirittura con master in Italia o in Argentina. Il 53% degli intervistati ha tra i 25 e i 39 anni, il 70,1% ha una laurea e il 21,9% ha un master. Nella grande maggioranza dei casi – il 66% – si tratta di giovani che hanno già lavorato in altri Paesi. Tre su quattro considerano di essere stati bene accolti e di aver avuto la possibilità di trovare un lavoro consono alla propria formazione professionale.

 

Purtroppo i dati anche rivelano le difficoltà di chi riparte da zero in un Paese straniero: un terzo ha più di un lavoro e il 33% non realizza versamenti previsionali, il 21% dichiara di non possedere una assicurazione sulla salute.

I dati reali di questo fenomeno migratorio sono particolarmente difficili da ottenere anche da parte delle autorità italiane dato che la maggioranza elude le pratiche consolari di iscrizione. Secondo la Dirección Nacional de Migraciones negli ultimi otto anni gli italiani che hanno fatto richiesta di residenza sono in media duemila l’anno anche se dovrebbero essere molti di più data la particolare avversione dei nostri connazionali verso le pratiche consolari di iscrizione all’Aire.

Il sondaggio EPICA conferma che solo un terzo degli intervistati considera che la sua residenza in Argentina può essere definitiva, un altro terzo considera che la sua permanenza è a lungo termine e il 20% dichiara di rimanerci per un periodo di tempo limitato.

Nonostante le differenze, il sondaggio rivela una caratteristica in comune tra la migrazione italiana del passato con quella odierna: la stragrande maggioranza dei nuovi arrivati – l’88% – ha coppia o coniuge de posto. E, tra quelli che hanno figli, nel 70% dei casi si tratta di bambini nati in Argentina. Un dato che, esattamente come succedeva agli italiani migrati nel dopoguerra, è il principale indicatore di una probabile permanenza definitiva.