Un museo dell’Immigrazione per un dialogo tra Buenos Aires e Genova

Nell’intervista concessa a Telam. Il Presidente del Comites di Buenos Aires, Dario Signorini ha dichiarato che – in caso fosse rieletto – cercherebbe di concretare un progetto nel cassetto del Comites, cioè quello di far costruire nel molo, dove si trova ora il monumento di Cristoforo Colombo, un Museo della Migrazione Italiana o dell’Italianità, da mettere in dialogo con il Museo Dell’Immigrazione Italiana MEI di Genova.

Il monumento di Cristoforo Colombo, quando è stato inaugurato nel 1921 in pompa magna, si trovava nel Parco Cristoforo Colombo, in zona Monserrat, davanti alla Casa Rosada. Per decisione della Presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, nel 2013, è stato smantellato e in seguito trasferito, con la complicità inspiegabile dell’allora Capo del Governo della città di Buenos Aires Mauricio Macri, in un molo chiamato “Espigon Argentino” della Costanera Nord. L’idea iniziale del Presidente Argentino era quella di togliere il complesso scultorio con destino incerto, – credo che pur di toglierlo di mezzo l’avrebbe anche messo in un deposito – sembra anche che definisse l’almirante genovese “genocida” e se non fosse stato per l’interesse della comunità italiana, forse si sarebbe perso per sempre. Grazie a una gestione proprio del Comites, il monumento è stato salvato e ricollocato sul lungo fiume nord, davanti all’aeroporto della città di Buenos Aires.

Il proposito di Signorini, fin dal momento della ricollocazione, era quello di far costruire accanto al monumento un Museo dell’Immigrazione Italiana a testimonianza dell’apporto culturale dato dagli italiani alla costruzione della cultura argentina. Nel progetto di Signorini c’è anche che il nuovo museo sia in dialogo con il MEI di Genova, che per ora si trova al terzo piano del Museo Galata, nella darsena del Porto di Genova, e a partire da quest’anno continuerà nella Commenda di Prè.

Un edificio a tre piani, accanto alla Chiesa di San Giovanni di Prè, nei cui saloni interni storicamente c’era la base dei Cavalieri di Malta. La commenda, in altre parole il convento e l’ospitale (locali al piano terra), assolvevano la duplice funzione di stazione marittima sulle rotte della Terrasanta e di ospedale (ospitaletto), inizialmente per i pellegrini e in seguito per i malati e gli indigenti della città.

Il progetto è stupendo, se si realizzasse Buenos Aires e Genova sarebbero unite in un dialogo culturale, Cristoforo Colombo sarebbe doppiamente riabilitato perché era nato proprio a Genova, ma per realizzarlo ci sono dei problemi evidenti, a partire da quello economico. Per il nostro bene, per riaffermare l’orgoglio della nostra italianità, dopo lo smacco subito, auguriamo al Comites di riuscire di trasformare il progetto in una splendida realtà.

Edda Cinarelli