TERRA incontra l’artista Tomas Ortolani

L’Associazione “Tracce dell’Emilia-Romagna nella Repubblica Argentina “ TERRA di Mar del Plata per combattere il lock down ha organizzato il ciclo virtuale CONOSCENDO, che costa di incontri con giovani artisti, filosofi e esponenti della cultura vincolati all’italianità in generale e all’Emilia Romagna in particolare.

Per il ciclo virtuale ‘Conoscendo’, organizzato dall’Asociación Nuevas Generaciones Terra di Mar del Plata rappresentativa dei discendenti emiliano-romagnoli, e moderato da Gino Ponzini, è stato intervistato il giovane artista Tomás Carlos Ortolani, classe 1992, che è un illustratore e disegnatore di Mar del Plata ma residente da diversi anni a Córdoba, sempre in Argentina. Appassionato fin da bambino di disegno, passa attraverso il mondo dei comics, dei disegni animati e degli ‘anime’. Si definisce un artista figurativo che ammira tanto l’arte rinascimentale e barocca quanto quella dei maestri europei e statunitensi contemporanei.

La sua opera è orientata al modello classico e figurativo; purtuttavia l’artista non manca di affrontare problematiche contemporanee e sociali, sotto un profilo concettuale. Ha viaggiato in Europa, visitando l’Inghilterra e la Spagna, e nel Vecchio Continente si è materializzato il trampolino di lancio per la partecipazione a concorsi internazionali di arte figurativa. Una vita artistica già ricca e movimentata, dunque, quella del giovane Tomás Ortolani che racchiude parte della sua filosofia in una serie di ritratti di adolescenti con giocattoli o per meglio dire con ‘muñecos’.

Quello che emerge osservando queste opere, di una qualità quasi fotografica, è una sorta di senso di solitudine dell’adolescente circondata dai giocattoli della propria infanzia: in una sua opera una ragazza è raffigurata con alcuni giocattoli o bambole in mano; in un’altra c’è una ragazza sdraiata a terra e completamente circondata da giocattoli, tra i quali diversi supereroi di grandi dimensioni, come se in un certo senso volessero proteggerla o rendere quasi impenetrabile quell’epoca ben precisa all’interno della vita della persona; in un’altra opera ancora una giovane donna è ritratta a fianco di un robot a grandezza umana e le due figure si tengono per mano attraverso la tessera di un puzzle.

L’arte, è cosa nota, è soggettiva non soltanto per chi la realizza ma anche per chi la osserva: si potrebbe intravedere un legame di eterna fanciullezza e, quindi, di eterna purezza d’animo tra l’essere umano e i suoi muñecos? E’ difficile dare una risposta. “Non so quanto la mia vita abbia influito sulle mie opere. Mi piace collezionare muñecos però non intendo parlare tanto di me o della mia infanzia quanto piuttosto in generale della maniera in cui i muñecos caratterizzano la prima parte della vita delle persone, ossia l’infanzia, e quindi di conseguenza il modo in cui poi ci si relaziona con l’esterno”, ha spiegato Tomás Ortolani che ha mostrato anche bozzetti preparatori e altre tipologie di opere tratte dal suo repertorio comunque vasto ed eclettico.

In un simpatico scambio di battute alla fine con Marcelo Carrara, Consigliere Cgie, che ha chiesto come potrebbe esser d’aiuto l’associazionismo a un artista come lui che volesse promuovere iniziative in Italia e in Europa, Tomás Ortolani ha risposto sorridendo “con la ciudadanía” evidenziando un tema comunque molto caro a tanti oriundi che vivono in America Latina: il tema appunto della cittadinanza che può aprire molte porte, soprattutto in campo lavorativo. (Simone Sperduto/Inform)