Tango e amore, il libro su Caminito

L’amore al centro del libro, di Oscar Francisco Vilche, presentato il 12 settembre 2013 nel Congreso de la Nación sul famoso tango Caminito, la cui canzone è stata composta nel 1926 da Cabino Coria Peñaloza con musica di Juan de Dios Filiberto, musicista del rione de la Boca.

Al contrario di quello che si può pensare poiché a la Boca, rione di Buenos Aires, c’è una strada omonima, il nome del famoso tango è stato ispirato da un sentiero di Olta – Loma Blanca – che si trova a circa Km.170 dalla capitale della Rioja, dove viveva Cabino Coria Peñaloza. Il poeta si era innamorato di una giovane del luogo, colta e raffinata, che sapeva suonare bene il pianoforte e incontrava di nascosto in questo sentiero distante dal centro abitato per evitare chiacchiere. Peñaloza, tornato a Buenos Aires, dopo un tempo spinto dal suo desiderio di amore è ritornato a Loma Blanca per ritrovarlo, ma la giovane non c’era più. Non si sa dove sia andata, forse la famiglia l’ha allontanata proprio perché venuta a conoscenza dell’amore clandestino, forse è andata sposa. Allora il poeta spinto dall’amarezza , quasi al bordo del suicidio, ha scritto la famosa canzone. E’ stato solo molti anni dopo, nel 1950, che per ragioni turistiche il nome del famoso tango è stato dato alla strada de la Boca.

Il tango è stato inciso inizialmente da Carlos Gardel, però ha raggiunto fama internazionale quando è stato interpretato da Ignacio Corsini, italiano, “tano” di Buenos Aires. E dopo La Cumparsita e El choclo è il terzo tango più famoso del mondo. E’ stato interpretato da tanti cantanti, tra gli ultimi ci sono i Tre tenori: Josè Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti.

Nei versi che seguono: Tristezza e la richiesta al sentiero di non rivelare che il poeta aveva pianto per amore.

Desde que se fue
triste vivo yo,
caminito amigo,
yo también me voy.
…no le digas si vuelve a pasar
que mi llanto tu suelo regó.

Edda Cinarelli