Taiwan e Italia, relazioni tra due Stati amici

La Repubblica di Cina, più nota come Taiwan o Formosa è uno Stato democratico costituito dal gruppo di isole: Formosa, Pescadores, Quemoy e Matsu. Ha 36.197 km², circa 10mila più della Sicilia, poco più di 23 milioni di abitanti, 520 mila migranti. In un territorio abbastanza piccolo concentra svariate bellezze naturali, coste da sogno, vulcani e alte montagne di oltre 3mila metri di altezza. Ha un clima mite per le correnti di acqua calda che lambiscono le sue coste. Direi che ha tutto per essere un paese da sogno.

E’ stata fondata nel 1912 dal dottor Sun Yat-sen. Nel 1949, dopo la vittoria dei comunisti nella guerra civile tra nazionalisti e comunisti, nella Cina continentale, e la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, vi si è rifugiato il governo nazionalista guidato dal Generale Chiang Kai-sek con i resti dell’esercito del Kuo-Min Tang (KMT). Fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, il paese è stato retto da un regime autoritario a partito unico (il Kuo-Min Tang). Nel 1987, per le pressioni del Partito Democratico Progressista (DDP), è stata revocata la legge marziale, sono state legalizzate le opposizioni e si è arrivati a un Parlamento unicamerale con la presenza dei rappresentanti dei due partiti principali. Agli inizi degli anni novanta, è cominciata la democratizzazione pacifica. Dal 1996 la Repubblica di Cina (Taiwan) è una democrazia piena. Nel 2016 è stata eletta Presidente Tsai Ing-wen, presidente del Partito Progressista Democratico (PPD), che ci tiene molto alla sovranità di Taiwan e vuole espanderne sempre di più i vincoli a tutti livelli. Si sta lavorando, infatti, sulla diversificazione del mercato stringendo vincoli sempre più stretti con i paesi del Sudest Asiatico, più l’India, l’Australia e la Nuova Zelanda. La Repubblica di Cina o Taiwan, pur essendo un paese piccolo, è una potenza economica e “ha maggior libertà del mondo” parole dell’ambasciatore Antonio Hsieh. Ha un indice della percezione della corruzione molto basso, un’industria molto sviluppata, educazione di primo livello, il tasso disoccupazione è del 3,68%. Il suo PIL è di 588 miliardi dollari USA, il suo PIL pro capite è di 24,889 dollari USA, e il tasso d’inflazione è dell’1,4%.

La difesa dell’ambiente è una priorità per il nuovo governo e Taiwan è al secondo posto, dopo la Germania, per il riciclaggio dei rifiuti. A causa dell’apparente rivalità tra la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica di Cina, sono solo diciassette i paesi che ora riconoscono in via ufficiale lo stato di Taiwan. Tutti gli altri mantengono invece relazioni informali. Tra i primi figurano principalmente diversi piccoli stati dell’area oceanica e dell’America centrale e Latina, un paese Africano e il Vaticano, unico Stato in tutt’Europa. I 166 paesi nel mondo – tra i quali tutti i ventotto membri dell’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America – concedono ai cittadini taiwanesi, titolari del Passaporto della Repubblica di Cina (Taiwan), di entrare all’interno dei propri confini senza bisogno di Visto. Dimostrano così indirettamente che riconoscono la Repubblica di Cina, mentre solamente ventuno nazioni al mondo consentono ai cittadini della Repubblica Popolare Cinese di entrare nei propri confini senza Visto.

A causa della contrarietà di Pechino, Taiwan è membro solo di trentasette organizzazioni internazionali governative, come l’Apec e l’Organizzazione mondiale del commercio, dove tuttavia è ufficialmente riconosciuto con il nome di Cina Taipei o Taipei cinese. Inoltre, Taiwan è anche osservatore di ventuno

organizzazioni internazionali governative, ma, dice l’ambasciatore Antonio Hsieh.”Non possiamo usare il nome ufficiale del nostro Paese. Speriamo che l’ONU accetti nuovamente Taiwan o la Repubblica di Cina, come suo membro perché il popolo taiwanese desidera fortemente partecipare alla comunità internazionale. Taiwan, infatti, può contribuire alla realizzazione di tante belle cose nel mondo!”.

L’ambasciatore continua: ” Il paese mantiene con la Cina Popolare una relazione di ambivalenza. La Cina Popolare blocca e opprime politicamente Taiwan nella comunità internazionale ma è il maggior socio commerciale della Repubblica di Cina ”. I due paesi sono legati da più di 800 voli settimanali. Secondo l’ambasciatore Hsieh: “La Cina Popolare sta usando la strategia del bastone e la carota. Se nel futuro la Repubblica Popolare Cinese diventerà un paese democratico, si potrà anche parlare di un’unione politica o ad altri tipi di alleanze, le possibilità sono tante e tutte possibili. Comunque la decisione sarà sempre nelle mani del popolo Taiwanese che dovrà scegliere attraverso una forma democratica. Nessun partito politico o governo può decidere unilateralmente il nostro futuro. Mi auguro che ci sia una soluzione Win-win!”.

Repubblica di Cina e Italia

L’Italia è il quinto partner commerciale europeo di Taiwan, il ventesimo mondiale con 4,7miliardi di dollari USA (2017); diciannovesimo per esportazioni taiwanesi (2,2 $), e ventiduesimo per importazioni (2,5 $). Cioè, gli scambi commerciali bilaterali sono favorevoli a Italia.

Nell’anno 2014 è stata approvata una legge “esenzione di doppia tassazione fra Italia e Taiwan” nella Camera dei deputati Italiana.

Relazioni Culturali con l’Italia

Il Ministero per l’Educazione Nazionale e il National Science Council, offrono ogni anno borse di studio per studenti italiani che vogliono studiare la lingua cinese tradizionale o perfezionare i loro studi a Taiwan.

Inoltre, nel 2008 le Università Yang Ming e l’Università degli Studi di Perugia, e le Università Chung Hsin e Università Politecnica delle Marche, hanno sottoscritto una collaborazione per scambi e altre attività.

Taiwan partecipa alle maggiori Esposizioni d’Arte e Architettura, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e alla Biennale di Venezia.

Collaborazioni Scientifiche

Il National Science Council di Taiwan e il Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno siglato un accordo per sostenere progetti di ricerca e attività di ricerca e studio, organizzare seminari e visite reciproche, accordi di questo tipo, cioè similari a quelli firmati con l’Italia, sono stati siglati con istituzioni di molti altri paesi del mondo. L’ambasciatore Antoni Hsieh conclude: “Siccome ci sono tante belle cose da raccontarvi fra Italia e Taiwan, spero di riservarle alla prossima occasione!“.

Edda Cinarelli