Storia del Carnevale di Viareggio: il Carnevale della cartapesta

Il Carnevale è, probabilmente, la festa pagana che più persone celebrano in tutto il pianeta. È una festa molto antica, risalente al periodo egizio ed è sempre stato celebrato con balli in maschera e ricchi banchetti. Se oggi pensiamo a quale città incarni al meglio il significato di tale festa, un nome vince su tutti: Viareggio.

La graziosa città toscana, rinomata per le sue spiagge e le belle pinete, durante l’inverno deve la sua fama al Carnevale, che da 145 anni è la festa italiana più spettacolare, conosciuta ovunque, testimonianza di eccellenti capacità artistico-espressive ed organizzative.

Nel lontano 1873 un gruppo di borghesi decise di mascherarsi per protestare contro le tasse troppo elevate che erano costretti a pagare: seduti al tavolo del rinomato “Caffè del Casinò”, alcuni giovani per bene ebbero l’idea di fare una parata di carrozze per burle e sbeffeggio, si trattava proprio di un Martedì Grasso.

Verso la fine del secolo cominciarono a sfilare per le strade i primi carri trionfali, fatti in legno, scagliola e juta, realizzati da scultori, carpentieri e fabbri del luogo e costruiti all’interno di cantieri navali.

La festa diventò presto uno spettacolo importante per la città e la sua fama si diffuse rapidamente nel resto d’Italia.

La Prima Guerra Mondiale indusse una pausa bellica che durò 6 anni. La manifestazione riprese nel 1921 con una sfilata dei carri sul lungomare della città, ritrovo della mondanità del tempo. Di quell’anno è la canzone “Coppa di Champagne”, attuale inno del Carnevale. Anche le maschere presero vita a suon di musica: per la prima volta, infatti, la banda salì sul carro intitolato “Tonin di Burio”.

Nel 1923 si inaugurò un carro animato: si trattava del Pierrot, che attraverso un ingegnoso sistema, mosse come per magia occhi e testa. Nel 1925 venne inventata una tecnica per rendere i carri più leggeri e duttili: la cartapesta.

Si tratta di un preparato essenzialmente composto da acqua, colla, gesso e carta. In questo stesso anno fu realizzato a Viareggio il primo carro di cartapesta, “I cavalieri del Carnevale” di Antonio D’Arliano. Attualmente uno dei grandi maestri riconosciuti della cartapesta è Arnaldo Galli che insieme al fratello Renato e a Silvano Avanzini ha collaborato per la costruzione di materiali di scena in film di Federico Fellini come Casanova e Boccaccio ’70, costruendo un’Anita Ekberg di misure enormi.

Il 2001 è una data storica per il Carnevale di Viareggio poiché è stata inaugurata la Cittadella del Carnevale, un’immensa struttura polifunzionale che ospita laboratori, una scuola di cartapesta, un museo, per valorizzare e promuovere la memoria storica di questa festa.

Fabrizia Fioroni