River Plate – Boca Juniors, passioni di folle

Le squadre di calcio River Plate e Boca suscitano amore ed entusiasmo tra i tifosi argentini e del mondo. I loro giocatori sono tanto bravi da far proclamare il derby Boca-River come uno tra i più belli, qualcuno l’ha definito addirittura: uno spettacolo di danza.

Le due squadre sono sorelle e rivali, nate nello stesso quartiere di origine genovese, più volte campionesse, vivai di talenti calcistici che poi hanno fatto fortuna in altre latitudini, in Italia come: Crespo, Veròn, Ortega, Palacios; in Spagna come Di Maria, Riquelme, in Gran Bretagna e in Cina come Tevez.

Entrambe sono nate a La Boca, culla non solo dell’arte ma anche dello sport. Il Club River Plate è stato fondato il 25 maggio 1901 dalla fusione di due club amatoriali Santa Rosa e La Rosales. Un gruppo di 24 ragazzi si è riunito in Almirante Brown 927, dove funzionava la tipografia di Francisco Gentile, per fondare un nuovo club di calcio. La scelta del nome è stata motivo di discussione: José Corpucci ha proposto River Plate; Carlos Antelo, La Rosales; Pedro Ratto, Forward e Bernardo Messina, Juventud Boquense. Si è scelto il nome di River Plate e la istituzione si è chiamata Club Atlético River Plate. Il suo primo presidente è stato Lepoldo Bard. I colori della maglietta sono quelli originali della bandiera genovese. Con il tempo il Club si è trasferito nella zona nord della città, ha fatto costruire lo stadio Monumental, il più grande dell’Argentina, ed ha dato il nome al quartiere dove si trova, di gente benestante. Ecco il soprannome di “millonario” dovuto anche al fatto della gran quantità di capionati vinti e le cifre stratosferiche in cui venivano piazzati i suoi calciatori venduti in Europa.

Il Club Atletico Boca Juniors è nato il 3 aprile 1905 da un gruppo di adolescenti italo-argentini. I fondatori erano sei, quattro di chiara origine genovese (da qui il soprannome Xeneises): Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana; due, i fratelli Juan e Teodoro Farenga, di origine lucana. Inizialmente si riunivano nella casa di Baglietto, sita al numero 1232 di Ministro Brin, ma poco dopo hanno dovuto cercare un altro punto di ritrovo perché il padrone di casa, alquanto scocciato dal rumore che facevano, gli ha dato un calcio nel sedere. Hanno scelto allora una panchina di Plaza Solís. Come presidente avevano eletto Baglietto, ma poi la scelta è ricaduta su Luis Cerezo poiché Esteban era minorenne. I colori della maglietta sono quelli della bandiera svedese presi dalla prima nave passata nel Riachuelo dopo la fondazione. L’attuale stadio di Boca si chiama la Bombonera, proprio perché irrompe stretto uno spazio urbano ridotto e circondato da casette colorate nelle viuzze del quartiere, come una bomboniera che deve contenere decine di migliaia di spettatori.

Com’era logico visti i loro inizi, le due squadre si amano e si odiano. Entrambe hanno vinto vari campionati argentini, Boca non è mai sceso in serie B, River una volta. E’ una storia che negli scontri diretti tra le due squadre vede i gialloblù vantaggiati con 133 a 119 vittorie e 115 pareggi, mentre che in quanto ai campionati vinti la squadra del River si porta avanti con 58 campionati ufficiali vinti contro i 52 del Boca, che però si riscatta con 66 a 61 considerati i campionati anteriori al 1931, anno fino al quale il calcio solo si giocava in forma dilettantistica. La netta supremazia di River nei campionati e coppe locali si ribalta sulla scena internazionale tanto continentali ed intercontinentali con 18 titoli del Boca contro 10 del River.

Le partite Boca – River si chiamano super classico, sono molto attese soprattutto dalle tifoserie delle due squadre. Suscitano un’atmosfera da delirio, ricreano la misticità festosa. Il 5 novembre ci sarà una nuova partita Boca – River, si svolgerà nel Monumental ed i tifosi hanno già il cuore in gola, il calcio è vissuto in Argentina come una grande passione.