Proclamata la Repubblica Indipendente di La Boca (1876 – 1888)

La via Caminito di La Boca, è una meta turistica della città di Buenos Aires, apparentemente allegra con le case di lamiera dipinte con colori forti, con i “conventillos” diventati centri commerciali o studi di pittori, è presentata come espressione del rione genovese della città. In effetti, una volta non era così, il quartiere turistico, campione della storia dell’immigrazione, è il risultato di anni di storia e di trasformazioni. Lo stesso nome “Caminito” è stato dato alla famosa strada nel 1950, in omaggio alla canzone di tango, composta nel 1926 dall’italo argentino Juan de Dios Filiberto (musica) insieme a Gabino Coria Peñaloza (parole).

I colori forti sono stati idea di Quinquela Martin, pittore cresciuto a La Boca, che ha acquistato con i suoi quadri fama mondiale e contribuito notevolmente alle relazioni tra l’Italia e l’Argentina.

Il rione, nato alla foce del Riachuelo, è cresciuto intorno al primo porto di Buenos Aires, era grigio, le strade principali erano in terraferma ma ovunque c’erano costruzioni su palafitte. I migranti, soprattutto italiani e liguri si stipavano nei conventillos, in balia delle varie inondazioni, ed erano completamente abbandonati istituzionalmente. Molti lavoravano nei cantieri navali, altri facevano il carbone, i famosi “carbunin”, erano manovali, altri muratori.

Tra loro c’erano molti socialisti e anarchici, la situazione di abbandono era tale da spingerli a creare le prime reti di mutuo soccorso, perché se non si aiutavano tra di loro, non lo faceva nessuno. Il vuoto istituzionale era profondo e le condizioni di lavoro erano di sfruttamento e di ingiustizia, lo scontento era diffuso. Per questo, sembra che tra gli anni 1876 e 1888 in seguito ad uno sciopero o alle manifestazioni d’insoddisfazione generale, ma anche di intraprendenza di alcuni, un gruppo di genovesi abbia dichiarato l’indipendenza del quartiere e proclamato la Repubblica de La Boca.

Veramente non ce n’è traccia nei libri di storia, ma questa non è una novità. Si sa che la storia è cambiata da chi la scrive o che si dà molta rilevanza ad alcuni episodi utili alla creazione di un racconto mentre altri sono ignorati. I numerosi indizi si trovano nei libri o negli articoli dell’epoca. L’italiano Ignacio Weiss ha raccontato nel suo libro “Gauchos, gesuiti, genovesi” che nel 1876 un gruppo di abitanti di La Boca aveva iniziato un moto separatista chiedendo l’autonomia amministrativa del quartiere, che allora faceva parte del distretto di San Telmo, e che alla fine un gruppo di genovesi aveva addirittura proclamato la Repubblica de La Boca, con autorità e bandiera propria bianco-celeste e al centro lo stemma dei Savoia.

La versione più diffusa, parla di un conflitto lavorativo che, nel 1882 avrebbe scatenato un lungo sciopero e di conseguenze un gruppo di estremisti avrebbe dichiarato la Repubblica Indipendente di La Boca e messo a conoscenza il Re d’Italia – Umberto I di Savoia – di questi moti.

Tutto sarebbe finito quando Julio A. Roca, allora Presidente della Repubblica Argentina, avrebbe mobilitato l’esercito nazionale per riportare l’ordine perduto e abbassare la bandiera separatista. La Repubblica sarebbe durata un giorno. Rubén Granara Insúa, stimato presidente della fondazione del Museo dell’Immigrazione Ligure, nel suo articolo “La República de La Boca”, cita una pubblicazione del 1904 sulla rivista Caras y Caretas del giornalista Blas Vidal, che attribuisce l’origine di questa Repubblica a “un comitato di difesa del quartiere”. Secondo l’opera di teatro Venimos de muy lejo, interpretata dal “grupo de Teatro Catalina Sur” nella costituzione della Repubblica Genovese de La Boca c’era scritto che potevano votare le donne, tutto questo secondo la leggenda popolare.

Forse anche per calmare e indirizzare nel verso giusto l’insofferente e forse anche eccessivamente intraprendente popolazione della zona, nel 1883 si è messa la prima pietra della parrocchia di San Juan Evangelista, inaugurata nel 1886, dei sacerdoti salesiani che avevano il compito di accompagnare i migranti e di aiutarli a conservare la loro identità culturale, guarda caso cattolica, e di offrirgli anche la possibilità di un’educazione formale.

E’ passato molto tempo, ma sembra opportuno ricordare che il carattere effervescente della zona è rimasto, che nel marzo 1904 Alfredo Palacios è diventato il primo deputato socialista di tutta l’America Latina, proprio in rappresentazione del quartiere, e che ancora oggi, anche se sempre di meno, passeggiano per La Boca si può ancora respirare l’aria socialista e ribelle degli immigranti liguri del XIX secolo.

Edda Cinarelli