Niente turismo, ma il cinema salva le casse del comune Venezia

Nel cuore della notte la facciata di Palazzo Ducale sembra esplodere, riducendosi a un cumulo di macerie. A Rialto, vicino al Mercato del Pesce, viene pescato più volte dal Canal Grande un cadavere e Piazza San Marco si trasforma in un campo da calcio illuminato di luci colorate. Non è la fotografia di una città impazzita, ma quella di una Venezia trasformata in un set cinematografico a cielo aperto, come hanno dimostrato per alcune notti le luci spettacolari di Mission Impossible 7. Proiettate su Palazzo Ducale, hanno creato una finta esplosione che ha incantato chi passava per la Piazza.

Mentre il mondo lotta contro la pandemia e Venezia appare come un deserto di negozi e alberghi chiusi, il cinema è l’unica realtà che sta portando una boccata di ossigeno all’economia cittadina e a quei tantissimi lavoratori, spesso a contratto intermittente, che per mesi sono rimasti disoccupati. Da ottobre calli e palazzi veneziani si sono trasformati in un continuo set cinematografico che ha portato almeno 700 mila euro nelle casse comunali, senza contare l’affitto di palazzi e il budget speso per comparse, macchinisti, trasportatori, tassisti, alloggi, tecnici luci, ristoranti e molto altro.

Oggi si sono chiuse le riprese di Lybra, settimo episodio di Mission Impossible 7 con Tom Cruise e Rebecca Ferguson, che ha portato solo al Comune 550 mila euro per l’affitto di Palazzo Ducale e di uno spazio all’Arsenale dove depositare le attrezzature, ma a questo soldi si aggiungono i 100 mila di affitto per Piazza Sn Marco pagati da Sony per lo spot della PlayStation che verrà girato questa notte . “I musei sono un set ideale per le riprese anche normalmente, come è accaduto in passato per The Tourist” ha detto Maria Cristina Ribaudi, presidente dei Musei Civici che quest’anno hanno visto un calo del 75% di visitatori “Questa volta è stata un’occasione particolarmente importante perché i musei sono chiusi per legge e nell’accordo con la produzione americana di Mission Impossible, oltre all’affitto dello spazio c’era l’impegno di diffondere il valore dei Musei Civici”.

La produzione americana, arrivata lo scorso 25 ottobre e di ritorno oggi a Roma, ha affittato per un giorno anche il Conservatorio Benedetto Marcello per altrettanti 40 mila euro. E mentre Tom Cruise saltava da una barca all’altra nei panni dell’agente Ethan Hunt in fuga, in giro per la città il regista spagnolo Alex De La Iglesia girava il film horror Venicephrenia con scene che molti passanti hanno spesso scambiato per vere, come il cadavere che viene pescato a Rialto o le urla disperate di un gruppo di persone alle Zattere. Nell’isola della Giudecca invece il veneziano Andrea Segre sta girando il film Welcome Venice con Andrea Pennacchi e Ottavia Piccolo su come il turismo abbia cambiato la vita della città. “In un contesto di depressione complessiva sicuramente questi film stanno portando del lavoro in città” spiega Piero Rosa Salva, presidente di Vela, la società partecipata dell’amministrazione che si occupa dell’organizzazione eventi “Negli anni abbiamo consolidato questo settore che garantisce serietà a chi si rivolge a noi per gli spazi, sicurezza alla città perché diciamo anche quello che si può o non si può fare e una significativa entrata economica per il Comune”.

Per ora le uniche riprese saltate sono state quelle della serie di Ciro Visco con Vittoria Puccini, ma è invece in arrivo il film su Ernest Hemingway ispirato a Di là del fiume e tra gli alberi diretto da Paula Ortiz. Qualcuno potrà dire che rispetto a com’era Venezia l’anno scorso, con turisti che venivano da tutto il mondo per visitarla e musei ed esposizioni diffusi per tutta la città, è poco, ma è comunque una speranza per il futuro.

Vera Mantegoli (pubblicato da La Repubblica il 18/11/2020)

Fonte https://www.repubblica.it/cronaca/2020/11/18/news/il_cinema_salva_le_casse_del_comune_venezia-274836558/?ref=RHTP-BH-I274300569-P6-S7-T1