Bettino Craxi, vittima o delinquente o né l’uno né l’altro? Ne parliamo con l’ex direttore de L’Avanti!

Bettino Craxi è stato Primo ministro d’Italia dal 1982 al 1987, era segretario generale del Partito Socialista Italiano, cui era iscritto fin da molto giovane. E’ considerato da tanti precursore della modernizzazione del Paese e della politica italiana.

Accusato durante il processo di Mani Pulite di vari delitti come il finanziamento illecito del suo partito si è rifugiato a Hammamet, in Tunisia, dov’è morto come esule politico il 19 gennaio 2000. Si è sempre proclamato innocente, prima di morire aveva chiesto alla Giustizia italiana di poter tornare in Italia per curarsi meglio ma il permesso gli era stato denegato. Il destino ha voluto che morisse proprio nel giorno in cui la Camera aveva dato il via libera alla Commissione d’inchiesta su Tangentopoli per la quale Craxi si era a lungo battuto.

Partiamo dalla fine, crede che Craxi sia morto vittima di una persecuzione politica e di una giustizia di parte o che fosse colpevole?

E’ morto vittima di un sistema paese, affidatosi a un gruppo di potere, che ha usato la Giustizia come strumento per eliminare una classe politica. Partiti e politici che avevano comunque delle falle ma che avevano in Craxi una delle massime punte di diamante e aveva trasformato l’Italia del dopoguerra da un piccolo paese distrutto in una delle cinque potenze del mondo.

Pensa che il pool di Milano, quello di Mani Pulite (1992) volesse favorire altre forze politiche?

No, non c’è una teoria complottista, l’Italia era il crocevia di alcuni interessi, che, essendo caduto l’equilibrio del muro di Berlino, non avevano più bisogno di pesi e contrappesi. Craxi era un soggetto molto forte e non facilmente contrastabile quindi alcuni soggetti italiani e esteri hanno voluto eliminarlo. Il gruppo di Mani Pulite era composto di magistrati, che consapevolmente o no, non si sa, voleva essere un contropotere.  E’ che il mondo era globalizzato già da prima che ce ne rendessimo conto e c’erano vari interessi in gioco.

Craxi si era fatto molti nemici. Nel 1984 aveva incontrato, a Tunisi, Yasser Arafat, presidente dell’Organizzazione per la Liberazione Palestinese (OLP), che forse lui finanziava. Nel 1985 c’è stato poi l’episodio di Sigonella. Non crede che Reagan, la Thatcher e Shimon Peres abbiano deciso di eliminare un presunto provocatore dalla scena politica? 

Craxi era amico personale di Arafat, ne sono sicuro, e aveva sicuramente finanziato l’OLP con l’Internazionale Socialista, probabilmente tramite Silvio Berlusconi. Durante la sua permanenza in Tunisia quando era ricercato dalla Giustizia Italiana, l’OLP lo difendeva in armi, con l’assenso del governo tunisino, con il supporto militare del governo tunisino, che gli dava una scorta.

Sono certo che il Presidente della Tunisia Zine El Abidine Bel Alì lo ritenesse amico e viste le sue capacità pensava che fosse una persona su cui investire ma so che anche la Thatcher e Reagan lo stimavano, mentre credo che gli israeliani non lo vedessero di buon occhio.

Perché il governo tunisino lo appoggiava tanto?

Probabilmente lo vedevano come un perseguitato in patria e perché Craxi aveva un buon rapporto con l’allora presidente tunisino. Bettino con le sue indicazioni ha determinato che la Tunisia in pochi anni abbia quintuplicato il suo PIL. Prova che la buona amministrazione dà i suoi frutti.

Quindi solo gli israeliani lo ritenevano un nemico?

Non solo, probabilmente anche delle lobby nordamericane, ma è solo una presunzione. Sono sicuro che il Presidente Reagan e il Primo ministro Thatcher ne avessero grande stima. Ne sono super certo perché me l’ha detto lui tante volte

Esaminando la gestione di Craxi, vedo che aveva aumentato il debito pubblico da 400 mila milioni a un milione di miliardi di lire. Il debito è usato normalmente per costruire infrastrutture ma può pesare sull’esito, successo o fallimento dei governi posteriori.

Il debito di un paese è come il debito di una famiglia. Se ci s’indebita per comprare un’automobile che dopo alcuni anni perde il suo valore si è contratto un debito inutile, ma se compro un’automobile per usarlo come strumento di lavoro, dopo pochi anni estinguo il debito e ci ho guadagnato.  E’ un problema di capacità di gestione. Probabilmente Craxi ha fatto dei debiti per ammodernare il paese e quel debito in seguito è stato mal gestito, ed è aumentato con gli interessi. Chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale non è di per sé una cosa brutta, dipende poi dall’uso che se ne fa.

Come mai l’Italia che, con Bettino Craxi era la quinta potenza, è retrocessa?

Per un intreccio di cause, un sistema geopolitico diverso unito a gestioni insipienti.

I giornali, i media sono riusciti a muovere l’opinione pubblica contro di lui. Non crede che sia stato molto denigrante per l’Italia e per la folla, il lancio delle monetine su Craxi davanti all’Hotel Raphael di Roma? 

Ognuno di noi la pensa come vuole. Personalmente credo che sia vergognoso, ma i media influenzano in un modo o nell’altro la gente, questo accade sempre, in tutto il mondo.

C’è un paese in cui le situazioni si possono gestire in modo giusto?

Il Paradiso.

Era necessario far cadere la Prima Repubblica?

Il mondo era cambiato, l’Italia era un paese strategicamente al confine tra due sistemi politici e bisognava cambiarne i registi.

Edda Cinarelli