Le elezioni e i nuovi migranti

Il web sta prendendo spazio, come luogo di presentazione e dibattito in vista delle eminenti elezioni politiche del 4 marzo, soprattutto tra gli italiani all’estero. I social prendono, si sono prima trasformati in centri di presentazione delle liste in lizza elettorale  da cui è nato qualche dibattito anche se le proposte politiche e i programmi non sono ancora del tutto chiari. All’inizio il fenomeno è stato così divampante da far sembrare che gli stessi candidati si considerassero una merce di scambio, quasi  un prodotto da publicizzare  per un supermercato, quando invece del solito slogan con foto e simbolo avrebbero potuto partecipare ai dibattiti sul web e nei vari programmi radio della comunità. Fortunatamente nei social sono apparse delle idee per i nostri futuri parlamentari e dal gruppo gruppo facebook Italiani a Buenos Aires ne ho tratte 4 su suggerimento di Andrea Pedemonte, ideatore del Progetto BienvenIta e fondatore dell’Accademia Sportiva Italiana.

Quindi dopo le riflessioni dell’articolo anteriore si propongono le seguenti idee:

1) Documenti: per snellire e rendere più rapido l’espletamento delle pratiche si potrebbe dare la possibilità di ottenere qualsiasi documento personale della pubblica amministrazione italiana per  posta elettronica certificata (PEC) , che si usa attualmente  in Italia,   Svizzera e Hong Kong.  La Pec permette di dare a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale, garantendo così la prova dell’invio e della consegna. Il contenuto può essere certificato e firmato elettronicamente oppure crittato garantendo quindi anche autenticazione, integrità dei dati e confidenzialità PEC. Si potrebbe usare questo sistema per chiedere  in Italia un certificato di antecedenti penali  o per sollecitare i titoli di studio.  Nel 2018 dovrebbe bastare l’invio da parte del Consolato di una PEC al Tribunale di competenza con la richiesta del casellario giudiziale di un italiano all’estero e ottenerlo dopo pochi giorni, così come già avviene per il codice fiscale con l’Agenzia delle Entrate.

2) Omologazione dei titoli universitari: i nuovi parlamentari dovrebbero lavorare per il riconoscimento e la convalida dei titoli di studi universitari, rivalida di fondamentale importanza sia per iscriversi all’università sia per praticare una professione. Sembra impossibile ma fino agli anni ’90  non c’era nemmeno l’omologazione dei diplomi di Scuola Superiore, che si è ottenuta. Probabilmente per i differenti percorsi universitari l’omologazione non sarà possibile per tutti i titoli, per  alcuni lo sarà mentre  per altre si dovranno superare esami complementari. L’omologazione dovrebbe dare anche agli emigrati italo argentini in Italia la possibilità di lavorare nel loro ambito di preparazione specifica.

3) Argomento lavoro e permesso di soggiorno: coscienti del fatto che non è possibile concedere un permesso permanente in Argentina a tutti gli italiani che vengono, in quanto tali, in virtù delle relazioni che vi sono sempre state storicamente tra i due paesi, si dovrebbe facilitare ai nuovi migranti la possibilità di cercarsi un lavoro e inserirsi in modo regolare nella società di accoglienza. Il percorso dovrebbe essere pressappoco così: un italiano arriva come turista e può fare la richiesta per ottenere una residenza temporanea della durata di un anno (dunque anche DNI e CUIL). Ha così la possibilità di cercare un lavoro senza le problematicità di chi non ha documenti (sappiamo bene che per i migranti senza documenti è quasi impossibile) e l’occasione di dimostrare che può essere utile al paese che lo ospita. Se trova un’occupazione sarà inserito nel paese in modo regolare e contribuitá al suo sviluppo con il suo lavoro e le sue tasse, se, invece, nel corso di un anno non  ci riesce  dovrà andarsene ma avrà avuto almeno una possibilità d’inserimento. Ovviamente dovrebbe esserci reciprocità e queste facilità dovrebbero valere anche per gli argentini che vogliono andare in Italia.

4) Giovani e impresa: con un lavoro di tutti i sistemi di rappresentanza degli italiani all’estero, dell’Ambasciata e del Consolato, si dovrebbe dare ai nuovi migranti la possibilità di sistemarsi sviluppando nuove startup. Sarebbe bene facilitare questo percorso creando incubatori d’impresa per startup composte da italiani con italoargentini e/o argentini. Questa occasione consentirebbe a molti ragazzi italiani di realizzare i loro progetti imprenditoriali e creerebbe posti di lavoro per altri italiani e ragazzi del posto. Si darebbe origine a una rete di nuove aziende legate all’Italia che contribuirebbero a far crescere gli scambi commerciali tra i due paesi e tra aziende italiane e argentine quindi i nostri parlamentari dovrebbero favorire la nascita d’incubatori e trovare i finanziatori di startup di giovani italiani.

Edda Cinarelli