L’Argentina e la Calabria: un esempio da seguire

La comunità italiana è senz’altro la più numerosa dell’Argentina non solo tra le presenti nel paese ma addirittura si riconferma anno dopo anno come la più grande delle comunità italiane all’estero. Si calcola che più della metà della popolazione può vantare di avere tra i suoi antenati un oriundo della nostra penisola, ma quello che non tutti sanno è che la comunità calabrese a Buenos Aires è senz’altro la più numerosa. Rappresenta da sola quasi 40% degli italoargentini anche se nel resto del paese i connazionali si distribuiscono a macchia di leopardo secondo la provenienza, per cui è molto azzardato dire che l’impronta calabrese si trovi ovunque.

I calabresi in Argentina restano primi anche in quanto a iniziative e presenze al punto che concentrano l’attività di quasi tutta la comunità italiana a Buenos Aires. Questa caratteristica è ancora più evidente quando si tratta dei gruppi di giovani. Nel 2019 è stata eletta Miss Calabria in Argentina la giovanissima Mariel Pitton Straface che, insieme al fratello Leandro, rappresentano il centro di gravità e motore dei giovani calabresi della capitale. Il testimonio di Mariel è la storia di vita di tantissimi giovani italoargentini che riscoprono la terra delle loro origini grazie all’affetto trasmesso dai nonni.

A continuazione la sintesi di una conversazione tenuta con lei qualche giorno fa che rappresenta la storia di tanti giovani alla riscoperta delle proprie origini.

“I miei 4 nonni erano italiani, da parte di mio padre la madre era catanese e il padre era della provincia di Udine, anche se purtroppo non ho conosciuto nessuno di loro due perché erano già deceduti al momento della mia nascita, si erano conosciuti e sposati qui in Argentina. Da parte di mia madre entrambi sono calabresi di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza. Ho solo conosciuto mia nonna perché mio nonno è deceduto quando avevo solo tre anni. Mia madre parla sempre di lui e io ce l’ho molto presente. La mia parte italiana ce l’ho grazie alla mia nonna che parla un misto tra italiano e spagnolo e ogni giorno che passa mi parla dell’Italia come se l’avesse lasciata ieri. Sono 70 anni che abita qui, loro si sono sposati in Italia e sono partiti quando lei aveva 16 anni. E’ molto bello ascoltarla e già da piccola mi ero proposta di studiare l’italiano ma a causa delle diverse priorità mi sono messa a studiare l’inglese.

“Faccio parte del consiglio di direzione dell’Associazione Calabrese, collaboro ovunque ci sia da fare, nella segreteria dei giovani, in quella della donna, nelle attività culturali e adesso in piena quarantena ho dato una mano nell’aggiornamento della piattaforma virtuale. Dirigo il gruppo folkloristico e collaboro con altri gruppi di giovani come quello dell’Associazione Passione Tricolore e quello delle Nuove Generazioni Italiane. Cerco di prendere parte di ogni iniziativa sempre che sia possibile.

“Scrivo per il sito web buenosaires.it appartenente alla rete di italiani.it, faccio anche parte del consiglio di direzione dell’Associazione Calabrese, sono la segretaria per i giovani e fondatrice nonché direttrice del gruppo folkloristico dell’Associazione Calabrese. Ho fondato questo gruppo con l’obiettivo di diffondere le radici e le tradizioni italiane con l’obiettivo di attrarre i giovani all’associazione. Sappiamo che mancano i giovani e potrebbero essere stati attratti mediante un progetto dedicato a loro.

“Nel 2018 la Regione Calabria ha dato delle borse di studio per la diffusione della lingua e la cultura italiane presso l’Università della Calabria e questo è stato il mio primo viaggio in Italia. Ci sono andata insieme a una amica anche lei vincitrice di una borsa di studio, a Rende ci siamo incontrate con altri giovani di origine calabrese. E’ stata una esperienza incredibile, uno dei viaggi più belli che ho fatto in vita mia. Io non conoscevo l’Italia e non avevo mai pensato di andarci soprattutto perché mia nonna è molto grande e fatica a viaggiare. Non ho voluto perdere questa opportunità e ci sono rimasta più di tre mesi per studiare l’italiano presso l’Università della Calabria e ho partecipato al Festival delle Spartenze a Paludi.

“Ho anche conosciuto il paese dei miei nonni e i miei parenti italiani, ho viaggiato e conosciuto altri posti dell’Italia. Le borse di studio sono molto importanti per i giovani perché li incentiva e li stimola. Ho visto i luoghi di cui mi parlava mia nonna, è stato incredibile. Nel 2019 ho partecipato al progetto Scuola Calabria e abbiamo percorso in pullman 28 paesi della Calabria e ho studiato l’italiano presso l’Università per gli Stranieri di Reggio Calabria.

“Non so come mi vedo a futuro anche perché in questa situazione è molto difficile fare delle proiezioni, però credo che mi vedo sempre così attiva come adesso, in costante sviluppo con i gruppi che dirigo. Il mio obiettivo più grande è fare crescere il gruppo folkloristico, siamo già più di 33, mi piacerebbe trasformare l’Associazione in una scuola di danze italiane. Adesso non ho nessun obiettivo preciso, forse andrei per un periodo in Italia ma non so se posso stare tanto tempo lontano dalla mia famiglia”.

Paolo Bonanno Cinarelli (pubblicato da Thedaylicases.com il 04/10/2020)

Fonte https://thedailycases.com/largentina-e-la-calabria-un-esempio-da-seguire-argentina-and-calabria-an-example-to-be-followed/?fbclid=IwAR33MTdcmDB6b0yxixngQCruQJXJJcnfD3obotDhGNbgB4X41i1FiGeBLhM