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May 2021

L’Ambasciata a porte virtuali aperte per il 2 giugno

Nel 75° anniversario della Repubblica Italiana, l’Ambasciata a Buenos Aires apre virtualmente le sue porte alla collettività e a tutti gli amici dell’Italia per celebrare l’importante ricorrenza e i valori che essa rappresenta.

“Da sempre italiani e argentini celebrano insieme i loro momenti più importanti. E in una fase difficile – spiega l’Ambasciatore d’Italia in Argentina Giuseppe Manzo – vogliamo offrire un momento per stare insieme, anche se a distanza, nel nome dell’amicizia tra i due Paesi”.

L’appuntamento è per il 2 giugno, ore 20, con accesso libero e gratuito sul canale Youtube dell’Ambasciata e del Teatro Coliseo.

Padrone di casa sarà appunto l’Ambasciatore Manzo che accoglierà e guiderà gli ospiti. Si parte da Palacio Alvear, la storica sede dell’Ambasciata, per un percorso di storie, immagini e iniziative virtuali, che raccontano l’Italia di oggi e le sue eccellenze in Argentina: dai progetti sull’acqua potabile alle reti satellitari comuni; dai più famosi oggetti di design italiano alle iniziative per promuovere la microimprenditorialità femminile.

Dopo gli inni nazionali, la celebrazione si concluderà con lo speciale concerto da Genova di Gino Paoli e Danilo Rea organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires. (aise) 

Fonte: Buenos Aires: l’Ambasciata a porte aperte per il 2 giugno (aise.it)

Italia, Messico, Spagna e Usa sveleranno la nazionalità di Colombo

“Dove nacque Cristoforo Colombo? Uno dei più grandi enigmi storici potrà essere risolto con tutta probabilità nei prossimi mesi grazie alla più avanzata tecnologia genetica sul Dna. Un progetto scientifico dell’Università di Granada e di diversi laboratori internazionali (Firenze, Roma, Texas e Messico) analizzerà le ossa del navigatore, che la tradizione vuole che abbia visto la luce a Genova, per determinare se fosse italiano, corso, portoghese o spagnolo. L’indagine intende identificare il luogo di nascita dopo l’analisi genetica delle ossa, estraendo il Dna che potrà essere messo a confronto con i resti dei familiari e dei suoi discendenti diretti, ha annunciato oggi (ieri – ndr) il quotidiano spagnolo El Pais”. A rilanciare la notizia è Massimo Barzizza su “Punto d’incontro”, portale online che dirige a Città del Messico.

“Affinché la conclusione finale sia il più affidabile possibile, al processo parteciperanno cinque laboratori, due dei quali —uno di Firenze e l’altro statunitense— lavoreranno in modo indipendente e isolato.

Sosterranno lo studio anche altri due istituti, uno a Roma e l’altro in Messico, mentre il team avrà anche contatti specifici con un quinto centro specializzato in identificazione genetica, in modo che quando tutti avranno completato il lavoro verranno raccolti i dati ottenuti da ciascuno.

Colombo morì il 20 maggio 1506 a Valladolid, e da fin da allora si è aperta la questione della sua origine.
José Antonio Lorente, professore di medicina legale e forense presso l’Università di Granada, insieme all’antropologo fisico Juan Carlos Álvarez Merino e allo storico Marcial Castro, a capo di un’équipe interdisciplinare, riesumarono nel 2003 le spoglie dell’ammiraglio e di suo figlio Hernando dal sepolcro dove furono deposte nella cattedrale di Siviglia. Infine estrassero parte delle ossa e le trasferirono, insieme a quelle di Diego Colón, fratello del leggendario marinaio. Nel corso di quell’indagine è stata confermata la relazione tra le tre salme (i due fratelli, Cristóbal e Diego, e il figlio del primo, Hernando). La Repubblica Dominicana sostiene invece che il navigatore riposi nella Cattedrale di Santo Domingo, in un’urna ritrovata nel 1877 dove si legge la scritta “Cristoforo Colombo”.

La disputa tra la Spagna e il paese caraibico sui resti ha origine nel fatto che i corpi dello scopritore dell’America e di suo figlio furono trasferiti dalla penisola nel 1523 all’isola di Hispaniola (territorio oggi condiviso dalla Repubblica Dominicana e Haiti), dove il marinaio voleva essere sepolto.

I corpi furono depositati nella Cattedrale di Santo Domingo, fino a quando nel 1793 la Spagna cedette l’isola caraibica alla Francia. Le urne furono poi trasportate nella Cattedrale dell’Avana, dove rimasero fino all’indipendenza di Cuba nel 1898. Da lì, con tutti gli onori, furono rispedite in Spagna e collocate nella Cattedrale di Siviglia, dove l’ammiraglio riposa in un’imponente opera di sepoltura di Arturo Mélida. I promotori del progetto internazionale di ricerca stanno cercando, attraverso il governo spagnolo, di ottenere dalla Repubblicana Dominicana le ossa che ancora conserva per sottoporle alle indagini del Dna. I risultati dell’indagine saranno resi pubblici a ottobre in un documentario diretto da Regis Francisco López, prodotto da Rtve e Story Producciones.

L’ipotesi più accettata dagli storici colloca il luogo di nascita di Colombo a Genova nel 1451, come figlio di Giovanni Colón o Colombo e Giovanna Fontanarrosa, una famiglia di tessitori. Vari documenti storici, come il testamento di suo figlio Hernando Colón, lo accreditano. I dubbi persistono, tuttavia, poiché Cristoforo Colombo non avrebbe mai scritto una riga in italiano e nei suoi testi utilizzò idiomi valenziani, maiorchini, galiziani e portoghesi.

Ci sono numerose teorie che sostengono che l’ammiraglio avrebbe nascosto o falsificato la sua origine di ebreo convertito al cattolicesimo a causa di problemi legali all’eredità di famiglia. Storici rinomati hanno stabilito il luogo di origine di Colombo in paesi diversi come Spagna, Portogallo, Croazia o addirittura Polonia. Secondo gli esperti dell’Università di Granada quella che sta per partire è “l’indagine scientifica più ambiziosa sull’origine di Colombo, che raccoglie il lavoro sviluppato dalle diverse tesi emerse fino ad ora e che metterà a confronto tutte le ipotesi””. (aise) 

Fonte: Punto d’incontro/ Italia, Messico, Spagna e Usa sveleranno la nazionalità di Colombo (aise.it)

Il Comites ricorda il dott. Favaloro e chiede una firma per il suo busto

Nel giorno del Siciliano, il pensiero corre rapido a René Favaloro, e si plaude all’iniziativa del Comites che ha commissionato un busto per ricordarlo. Favaloro è nato in Argentina, a La Plata, da una famiglia emigrata dall’isola di Salina, in provincia di Messina. Il nonno, Geronimo, probabilmente il vero nome era Girolamo, aveva nell’isola un podere che coltivava a vigna. Per il clima e per la terra particolarmente fertile, ne ricavava un’uva squisita da cui estraeva un vino molto apprezzato, che vendeva in terraferma.

Tutto andava bene, la famiglia doveva lavorare duramente ma non era povera, seguiva un ritmo di vita antico e destinato a perdurare fino a quando è arrivata la filossera a sparigliare le carte. Le piante di vite si sono ammalate e la famiglia, preoccupata per la sua economia, ha dovuto prendere un’inaspettata decisione: quella d’emigrare alla ricerca di un futuro più stabile. Ha deciso così di venire in Argentina.

Il figlio di Geronimo era ebanista, il nipote fin da piccolo ha dimostrato il desiderio di fare il dottore, spinto probabilmente dal desiderio d’essere utile agli altri. La sua è un esempio della tipica famiglia di emigranti, che con sforzo, dedizione, onestà è riuscita ad ascendere socialmente. René ha studiato molto, nei momenti liberi aiutava il padre in bottega, è arrivato all’Università, dove si è laureato in medicina.

Nel 1949, appena laureato, è entrato nel Policlinico de La Plata come aiuto-medico. Ha iniziato come medico praticante, nel giro di pochi mesi, è stato confermato. Gli hanno chiesto allora di compilare una scheda con i suoi dati personali ma, nell’ultima pagina, doveva firmare che accettava la dottrina del governo. Si è rifiutato di farlo motivato dal fatto di avere meriti più che sufficienti per il posto e di non voler tradire i suoi ideali di libertà d’opinione.

In seguito ha lavorato alcuni anni come medico di campagna poi si è trasferito negli USA, in Ohio, dove nella Cleveland Clinic si è specializzato in cardiologia e nel 1967, ha realizzato il primo intervento di bypass. Nel 1971 è tornato in Argentina per ricongiungersi con i suoi familiari e ripagare con il suo lavoro il paese d’accoglienza delle enormi possibilità che gli aveva offerto, e il sogno nel cassetto di sviluppare in Argentina un centro di eccellenza simile a quello della Clinica di Cleveland, combinando cure mediche a ricerca scientifica.

Nel 1975 è riuscito a coronare il suo sogno ed ha istituto la Fondazione Favaloro, un’istituzione scientifica dedicata all’educazione medica e alla ricerca in cardiologia. Il medico aveva ottenuto prestigio, fama, ed era diventato una delle eccellenze dell’Argentina, nonostante questo, con il passare del tempo la situazione economica della Fondazione ha cominciato a fare acqua. Già a cavallo del 2000 aveva un marcato deficit economico multi cause, così il 29 luglio 2000, il medico, dopo aver chiesto ripetutamente aiuto al Presidente della Repubblica Argentina, Fernando De la Rua e ad altri numerosi dirigenti, criticando il sistema sanitario e la corruzione imperante tra i politici, si è suicidato con uno sparo al cuore.

Sono passati molti anni, il ricordo di questo dottore continua a essere forte tra la popolazione come emblema di persona onesta, intelligente, studiosa, che ha ottenuto il successo grazie allo sforzo e allo studio.

Il Comites di Buenos Aires, presieduto dall’avvocato Dario Signorini, ha commissionato allo scultore Juan Di Stefano un busto del medico, per farlo istallare in Plaza Houssay, di fronte alla facoltà di Medicina, dove potrebbe vederlo un’infinità di giovani. Con questo fine ha presentato un disegno di legge nel Parlamento (Legislatura) della città di Buenos Aires ma per ottenere che il ddl si trasformi in legge ha bisogno della firma dei cittadini che possono aderire attraverso la piattaforma Si change.org

Si prega di firmare la petizione

Edda Cinarelli

Il Saluto di Fabio Porta a Franco Battiato (1945-2021)

Un gigante, un maestro, un grande cantante e cantautore della musica italiana. Per me la colonna sonora di una vita e un riferimento permanente, come il suo “centro di gravità: difficile elencare o indicare quale o quali canzoni hanno segnato maggiormente la mia, la nostra vita.

Battiato era unico, inconfondibile e inimitabile; riusciva a unire la musica popolare con quella colta ed erudita, in una contaminazione continua tra lingue e culture.  Ha cantato in dialetto siciliano, la sua Sicilia, ma anche in tedesco, francese, arabo…

Ho avuto la fortuna di partecipare a diversi suoi concerti e sono stati per me tra i ricordi più belli della mia esistenza.

Ciao, Franco! Grazie per quanto ci hai dato, un tesoro inestimabile RIP.

Fabio Porta

Doppia vincita milionaria (in pochi giorni) al Gratta e Vinci, la procura archivia le indagini: “E’ stata solo fortuna”

Solo questione di fortuna. E così i 2,4 milioni di euro vinti per due volte in 20 giorni al Gratta e Vinci e sequestrati per accertamenti dalla magistratura veronese torneranno al legittimo vincitore, dopo che il fascicolo di inchiesta a suo carico è stato archiviato, come ha fatto sapere il sostituto procuratore della repubblica Alberto Sergi al Corriere del Veneto.

Nessun riscontro, dalle verifiche svolte dalla Guardia di Finanza, su irregolarità o misteriose “soffiate” da parte di tabaccherie compiacenti, ma solo fortuna per il cittadino brasiliano che vive in provincia di Mantova. Lo scorso 4 febbraio aveva vinto un milione di euro con un biglietto preso in una tabaccheria nel modenese, poi il 24 dello stesso mese altri due milioni con un biglietto acquistato a Garda (Verona) assieme ad un amico, un veronese di 47 anni.

L’uomo, da 3 anni in Italia, lavora come piastrellista. L’inchiesta era stata aperta in seguito alla segnalazione scattata dall’Uif, l’Unità di informazione bancaria della Banca d’Italia, che ha allertato la Guardia di Finanza dopo che l’uomo aveva disposto un bonifico di 800mila euro sul suo conto corrente in un istituto di credito brasiliano.

Fonte: Doppia vincita milionaria (in pochi giorni) al Gratta e Vinci, la procura archivia le indagini: “E’ stata solo fortuna” – Il Fatto Quotidiano

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