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July 2020

La comunità italoargentina in lutto per la scoparsa di Karin Orlandi

In lutto l’emigrazione veneta. All’età di 52 anni è venuta a mancare Karin Orlandi, presidente del Circolo Vicentino di Buenos Aires, consigliere del Comites, segretaria di Feditalia e già presidente del Cava – Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina.

Una notizia che ha colpito profondamente anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo.

“Ho conosciuto Karin trent’anni fa – le parole di un commosso Oscar De Bona, presidente Abm – era una persona straordinaria, impegnata in molteplici iniziative, tutte con lo scopo di unificare le varie Associazioni italiane – e venete in particolare – presenti in Argentina”.

Nata a Buenos Aires nel 1968, di famiglia originaria del Vicentino, Karin Orlandi si è dedicata fin da giovane all’associazionismo italiano. Entrata nel Cava nel 1997 ha ricoperto diverse cariche, tra qui la presidenza nel 2005 e nel periodo 2016-2018.

“Era un punto di riferimento fondamentale a Buenos Aires per tutte le comunità italiane – continua De Bona – una persona dalle grandi doti umane e organizzative”.

La vice presidente Abm Patrizia Burigo la ricorda così: “se n’è andata troppo presto una persona fortemente impegnata nella realtà veneta in Sudamerica nel cui ambito, con passione e competenza, ha profuso tante energie. La conobbi tanti anni fa a Buenos Aires in occasione di un incontro della Consulta dei Veneti nel mondo e di lei mi colpì subito la sua capacità organizzativa”.

Vicinanza arriva anche dalla Famiglia Bellunese dell’Argentina, con la sua presidente Ernestina Dalla Corte Lucio: “le nostre più sentite condoglianze ai suoi figli piccoli Martin e Victoria e a tutta la sua famiglia”.

“Siamo vicini a suo marito Esteban, ai suoi figli e a suo suocero Angelo Roni e agli amici del Cava e dell’Associazione Vicentini nel Mondo”, conclude De Bona – “Ciao Karin. Quando sarà possibile tornare in Sud America verremo anche a Buenos Aires per portare un mazzo di fiori nella tua ultima dimora terrena”. (aise) 

Fonte https://aise.it/associazioni/scomparsa-karin-orlandi-il-cordoglio-dellabm/148499/157

“Italiani nel mondo: l’Italia vi è riconoscente”

“Un pensiero pieno di affetto a tutti gli italiani residenti all’estero”. Lo ha rivolto, come annunciato nei giorni scorsi, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando dell’emergenza di questi mesi attraverso Rai Italia, il canale per l’estero della Rai. Qui è andato in onda sabato, 25 luglio, in apertura del programma quotidiano “L’Italia con voi”, un messaggio video rimbalzato poi su tutti i media nazionali.

“So con quanta partecipazione avete seguito le sofferenze vissute nel nostro Paese per il coronavirus”, ha riconosciuto subito Mattarella. “Lo avete fatto da lontano, per la distanza fisica che ci separa, eppure del tutto vicini, nella coscienza che ci unisce. Una conferma, se ve ne fosse stato bisogno, del sentimento intenso che raccoglie le comunità italiane, e di origine italiana, diffuse nel mondo. Un sentimento di unità e di solidarietà, per il quale vi esprimo riconoscenza. È stata una prova che ha posto in evidenza valori di civismo e di dedizione alle persone in difficoltà. Valori che rappresentano base importante della nostra società e alimentano la vita delle nostre istituzioni democratiche”.

“Nei tanti borghi e città d’Italia, questa stagione è stata accompagnata da lutti e patimenti, cui si è aggiunto il dolore di non poter celebrare i funerali dei defunti, emergenza ora fortunatamente superata”, ha proseguito il capo dello Stato. “Adesso l’impegno è rivolto alla ricostruzione di un tessuto capace di affrontare i rischi che si manifestano e di rilanciare la fiducia nel futuro”.

“Il virus ha superato frontiere e distanze continentali. Ha messo in discussione percorsi e modi di vita consolidati”, ha osservato Mattarella. “Questi mesi di pandemia, per molti dei connazionali all’estero, hanno aggiunto alla preoccupazione per la salute, il disagio e il rammarico di non poter raggiungere i propri cari in Italia anche a seguito delle restrizioni nei collegamenti aerei. La lontananza pesa, sulle nostre comunità all’estero, e tutte le istituzioni della Repubblica sono impegnate ad alleviare queste difficoltà e, per la sua parte, la rete consolare e delle ambasciate è volta a rafforzare l’attenzione e ad ascoltare e corrispondere alle loro esigenze”.

“La collaborazione e il coordinamento della comunità internazionale nel contrastare il virus – un avversario comune e ancora largamente sconosciuto – sta riconducendo gradualmente alla normalità, anche dei collegamenti, e alle conseguenti aperture. Del resto”, ha riflettuto il presidente Mattarella, “soltanto la conoscenza condivisa e una efficace azione corale a difesa della salute, da parte di tutti i Paesi, possono permettere di sconfiggere la malattia”.

Infine il saluto ai connazionali: “Prima della pausa prodotta dal mese di agosto desidero farvi giungere il sentimento più forte di vicinanza, della Repubblica, a tutti voi”, ha concluso Mattarella.

Il messaggio video è disponibile on line grazie a Raiplay(aise)

Fonte https://aise.it/primo-piano/italiani-nel-mondo-litalia-vi-%C3%A8-riconoscente/148428/160

Assemblea CGIE: prima videoconferenza online

Prima esperienza riuscita. La diretta dell’Assemblea permanente in plenaria del Cgie in videoconferenza di sabato 25 luglio trasmessa sulla nostra pagina facebook è stata un grande successo grazie ai Consiglieri, ai Com.It.Es., alle associazioni e alle organizzazioni italiane nel mondo che hanno seguito i lavori. La partecipazione è stata di quelle che lasciano un segno profondo e che accompagnano i cambiamenti sociali.

Oltre 17mila persone raggiunte, 2 mila interazioni, 5600 visualizzazioni, 84 condivisioni, 146 commenti, 66 mi piace, conquistati 80 nuovi seguaci nel corso della diretta. Ora sono 1794 i follower della nostra pagina facebook.
Sono i dati della diretta dell’Assemblea permanente in plenaria del Cgie in videoconferenza di sabato scorso trasmessa sulla nostra pagina facebook.

Numeri importanti che ci fanno ritenere di assolvere ad un ruolo importante per i nostri connazionali all’estero, i Comites, le Associazioni e le Istituzioni.

È un anno che stiamo lavorando più intensamente a rafforzare il nostro sito e la nostra pagina facebook. E trasmettere in diretta su facebook la nostra Assemblea plenaria in videoconferenza è stata la prova generale sull’uso dei nuovi media e delle nuove tecnologie.

Ciò è stato possibile grazie ai collaboratori della comunicazione e a voi che avete apprezzato lo sforzo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero di rendere sempre più trasparente e condivisa la sua attività.

Ovviamente la tecnica ci permette di superare le barriere naturali e geografiche e utilizzarla per avviare la sospirata semplificazione dei servizi pubblici e amministrativi diventa la frontiera sulla quale abbiamo riversato le nostre capacità e i nostri sforzi.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è cosciente che dovrà svolgere un ruolo di primo piano nelle trasformazioni che stanno riscrivendo ruoli e compiti delle istituzioni per integrare meglio e sempre di più gli italiani all’estero nei processi di internazionalizzazione dei diritti, della cultura, della conoscenza e dell’economia dell’Italia.

Abbiamo finalmente superato le colonne d’Ercole che relegavano i nostri organismi di rappresentanze negli angoli più bui delle istituzioni italiane e stiamo lavorando per farli emergere e presentarli al mondo dal lato più splendente delle loro potenzialità.

La straordinaria risposta in termini numerici e qualitativa di diversi partecipanti alla discussione sul referendum costituzionale confermativo per la riduzione del numero dei parlamentari italiani, organizzata dal Cgie, è la conferma che il mondo degli italiani all’estero è vivo, attento alle storie del nostro Paese e chiede di interagire per costruire un futuro migliore dell’Italia, affinché anche noi possiamo ritrovarci a pieno titolo. (michele schiavone*\aise)
* segretario generale Cgie

Fonte https://aise.it/primo-piano/assemblea-cgie-grazie-/148458/160

Aggiornamenti sui rientri dall’estero

Proseguono i periodici aggiornamenti della Farnesina per i cittadini italiani che, in questo periodo di emergenza Covid, debbano rientrare dall’estero, come pure per i cittadini stranieri che si trovino in Italia.
Intanto resta fermo a 16 il numero dei Paesi da cui, fino al 31 luglio è vietato l’ingresso in Italia. Si aggiungono invece Bulgaria o Romania tra i Paesi per i quali chi entra a partire dal 24 luglio in Italia debba fare 14 giorni di isolamento fiduciario.

Vediamo nel dettaglio tutte le indicazioni diramate dal Ministero degli Affari Esteri.

Ci sono Paesi dai quali l’ingresso in Italia è vietato?

Sì. Fino al 31 luglio è vietato l’ingresso in Italia alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia (per Kosovo, Montenegro e Serbia il divieto si applica dal 16 luglio, per tutti gli altri Paesi dell’elenco il divieto si applica dal 9 luglio).

Le sole eccezioni al divieto sono le seguenti:
cittadini italiani, di uno Stato UE, di un paese parte dell’accordo di Schengen, del Regno Unito, di Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino o dello Stato della Città del Vaticano e i loro stretti familiari (discendenti e ascendenti conviventi, coniuge, parte di unione civile, partner stabile), a condizione che siano residenti anagraficamente in Italia da data anteriore al 9 luglio 2020;
funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni;
solo per Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia del nord, Montenegro, Serbia: equipaggio e personale viaggiante dei mezzi di trasporto terrestre, esclusivamente per motivi di lavoro, solo per transito (massimo 36 ore) o breve permanenza in Italia (massimo 120 ore).

1. Quali sono le principali regole per gli spostamenti da e per l’estero?

Inoltre, dal 9 luglio chiunque entra in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione secondo il modello scaricabile on line.

Queste sono le principali regole:
continuano ad essere consentiti liberamente gli spostamenti da e per Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Chi entra da questi Paesi non dovrà più giustificare le ragioni del viaggio. Chi entra da questi Paesi (eccetto, dal 24 luglio, Bulgaria e Romania) non è sottoposto all’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni all’ingresso in Italia (salvo che non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia). Chi entra a partire dal 24 luglio da Bulgaria o Romania o ha soggiornato/transitato in Bulgaria o Romania negli ultimi 14 giorni deve fare 14 giorni di isolamento fiduciario;
dal 1° luglio sono consentiti liberamente anche gli spostamenti per l’Italia dei residenti nei seguenti Paesi (salvo che non provengano da Paesi dai quali è temporaneamente vietato l’ingresso in Italia): Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. In questi casi non è più necessario giustificare le ragioni del viaggio;
possono liberamente entrare nel territorio italiano, senza necessità di giustificare le ragioni del viaggio anche i cittadini di Stati membri della UE, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino o Vaticano, gli stranieri residenti in uno di tali Paesi e i loro rispettivi familiari (coniugi, uniti civilmente, partner convivente di fatto, figli a carico di età inferiore a 21 anni, ascendenti a carico). Per chi ha soggiornato o è transitato per Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia, vigono particolari restrizioni;
gli spostamenti diversi da quelli indicati sopra potranno essere effettuati – oltre che per lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione – anche per motivi di studio. Spostamenti diversi da quelli indicati sopra non motivati da una di queste ragioni restano vietati;
resta l’obbligo di isolamento fiduciario, fatte salve alcune eccezioni (vedere faq 3 e 4) per gli ingressi in Italia da Paesi diversi da Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Si consiglia, prima di intraprendere un viaggio all’estero, di verificare quali sono le regole stabilite nel Paese di destinazione e negli eventuali Paesi di transito.

2. Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?

Dipende dallo Stato di provenienza e dal momento di entrata in Italia. Chi entra o rientra da Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano non deve sottoporsi a isolamento fiduciario, purché non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. L’isolamento fiduciario a casa per 14 giorni resta obbligatorio per chi è entrato in Italia:
da un Paese diverso dai seguenti: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano;
da qualsiasi Paese estero (eccetto San Marino e Vaticano), se si è soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia in un Paese o territorio diverso dai seguenti: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Chi entra a partire dal 24 luglio da Bulgaria o Romania o ha soggiornato/transitato in Bulgaria o Romania negli ultimi 14 giorni deve fare 14 giorni di isolamento fiduciario.

Vi sono però eccezioni a queste regole.

3. Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?

L’obbligo di isolamento fiduciario non si applica a:
equipaggio di mezzi di trasporto;
personale viaggiante;
chi entra per comprovati motivi di lavoro, se è cittadino o residente in uno dei seguenti Paesi: Italia, Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie;
lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa;
personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 120 ore (5 giorni);
movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano;
funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni;
alunni e studenti che frequentano corso di studi in Stato diverso da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana;
breve permanenza in Italia (fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza;
transito aeroportuale;
transito di durata non superiore a 36 ore totali per raggiungere il proprio Paese di residenza (ad esempio entrata in Italia con un traghetto dalla Grecia per continuare in macchina fino alla propria abitazione in Germania).

Oltre ai casi sopra elencati, l’obbligo di isolamento fiduciario non si applica più alle persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, l’isolamento fiduciario sarà ugualmente necessario. Ad esempio, una persona che il 1 luglio entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 20 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 10 giugno o se tra il 15 e il 30 giugno ha soggiornato in Germania.

Devono in ogni caso fare 14 giorni di isolamento fiduciario le persone che nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Romania, Serbia. L’ingresso in Italia per le persone in questa situazione (ad eccezione degli ingressi da Bulgaria e Romania) è tuttavia limitato.

4. È consentito il turismo da e per l’estero?

Dal 3 giugno le norme italiane consentono di spostarsi liberamente (quindi anche per turismo) da e per: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Gli spostamenti da e per Paesi diversi per motivi di turismo non sono invece consentiti.

I cittadini italiani e gli stranieri residenti in Italia, prima di partire per un viaggio turistico all’estero, sono consigliati di verificare quali sono le regole stabilite nel Paese di destinazione e negli eventuali Paesi di transito.

Dal 1° luglio è inoltre sempre consentito l’ingresso in Italia:

dei cittadini di Stati membri della UE, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino o Vaticano;
degli stranieri residenti in Stati membri della UE, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino o Vaticano;
dei familiari dei cittadini dei suddetti Paesi o degli stranieri residenti negli stessi (per familiari si intendono: coniugi, uniti civilmente, partner convivente di fatto, figli a carico di età inferiore a 21 anni, ascendenti a carico);
degli stranieri residenti in Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay.

Tuttavia, comportano ancora l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni gli ingressi da Paesi diversi da Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Per chi ha soggiornato o è transitato per Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Romania, Serbia, vigono particolari restrizioni ed obblighi.

5. Quando inizia l’isolamento fiduciario dopo l’ingresso in Italia, nei casi in cui resta obbligatorio?

Di regola, immediatamente dopo l’ingresso in Italia. È consentito solo fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). È consentito il transito aeroportuale: chi entra in Italia per via aerea in Italia può prendere, senza uscire dall’aeroporto, un altro aereo per qualsiasi destinazione nazionale o internazionale. E’ consentito il noleggio di autovetture e l’utilizzo di taxi o il noleggio con conducente. Inoltre chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare fino a 120 ore l’inizio dell’isolamento fiduciario. Il rinvio deve essere motivato dalle esigenze che hanno giustificato l’ingresso in Italia.

6. Sono una persona residente all’estero, per raggiungere il Paese in cui vivo abitualmente devo passare per l’Italia. Come mi devo comportare?
Il transito attraverso l’Italia da un Paese estero ad un altro Paese estero, finalizzato a raggiungere – il più rapidamente possibile e senza soste intermedie non strettamente necessarie – la propria abitazione, è consentito. Ad esempio:
è consentito il transito aeroportuale (ad esempio viaggio da Caracas a Francoforte con scalo a Fiumicino), purché non si esca dall’area aeroportuale;
è consentito ai croceristi che sbarcano in Italia per fine crociera di tornare nel proprio Paese (con spese a carico dell’armatore);
è consentito imbarcare il proprio mezzo privato su un traghetto (ad esempio dalla Tunisia o dalla Grecia per l’Italia) e proseguire verso la propria abitazione sullo stesso mezzo privato (ad esempio in Olanda o in Germania). In questo caso la permanenza in Italia non deve superare le 36 ore.
All’imbarco su aereo/nave diretti in Italia è necessario compilare questa autodichiarazione indicando chiaramente che si tratta di un transito per raggiungere la propria abitazione sita in un Paese diverso dall’Italia. Se insorgono sintomi di Covid-19, è necessario avvisare immediatamente l’autorità sanitaria competente per territorio tramite il numero di telefono appositamente dedicato ed attendere istruzioni. È inoltre importante che, prima di intraprendere il viaggio, ci si informi sulle restrizioni agli spostamenti introdotte non solo dall’Italia, ma anche dagli altri Paesi di inizio, di transito e di destinazione. Durante il transito per l’Italia si raccomanda inoltre di mantenersi in contatto con la rappresentanza diplomatica del proprio Paese competente per l’Italia. Dal 3 giugno, possono liberamente transitare le persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, il transito resta regolato dalle regole sopra indicate.

7. Sono in rientro con un volo proveniente dall’estero. Posso prendere un altro volo per altra destinazione nazionale o internazionale?

Sì, il transito in aeroporto è consentito. Non è però possibile uscire dall’area aeroportuale, se si proviene da un Paese diverso dai seguenti: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Non possono uscire dall’area aeroportuale anche coloro che provengono da uno di questi Paesi, ma hanno soggiornato in un Paese diverso nei 14 giorni anteriori.

Per chi ha soggiornato o è transitato per Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Romania, Serbia, vigono particolari restrizioni ed obblighi.

8. Sono un cittadino straniero o un italiano residente all’estero e mi trovo attualmente in Italia, posso fare rientro nel Paese dove vivo?

Sì, il rientro nel proprio domicilio abitazione o residenza è sempre consentito. Si raccomanda di verificare prima della partenza le misure previste nel Paese di destinazione per contrastare la diffusione del virus. I cittadini stranieri sono consigliati inoltre di prendere contatto con l’ambasciata del proprio Paese in Italia.

Per chi ha soggiornato o è transitato per Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Romania, Serbia, vigono particolari restrizioni ed obblighi.

9. Sono in rientro dall’estero. Posso chiedere ad una persona di venirmi a prendere in macchina all’aeroporto, alla stazione ferroviaria o al porto di arrivo?

Sì, ma è consentito ad una sola persona convivente o coabitante nello stesso domicilio del trasportato, possibilmente munita di dispositivo di protezione. È tuttavia necessario verificare prima della partenza eventuali limitazioni previste per l’area del territorio nazionale di destinazione. Salvi i casi di esenzione, resta fermo l’obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione, per la sottoposizione a sorveglianza sanitaria e a isolamento fiduciario, nonché l’obbligo di segnalare con tempestività l’eventuale insorgenza di sintomi da COVID-19 all’autorità sanitaria. (aise)

Fonte https://aise.it/primo-piano/farnesina-aggiornamenti-sui-rientri-dallestero/148439/160

Referendum 2020: le scadenze all’estero

Mancano meno di due mesi al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Gli italiani, in patria e all’estero, sono chiamati alle urne per confermare o meno la riforma approvata dal Parlamento che prevede la diminuzione di deputati – da 630 a 400 – e senatori – da 315 a 200. Taglio anche per gli eletti all’estero: i deputati da 12 diventano 6; i senatori da 6 a 4.

Gli italiani all’estero iscritti all’Aire anche al referendum votano per corrispondenza, ma possono anche scegliere di tornare in Italia per esercitare il voto nel comune di provenienza.

Per farlo, devono comunicarlo al loro Consolato di riferimento entro martedì prossimo, 28 luglio.

Al contrario, possono votare all’estero per corrispondenza pur non essendo iscritti all’Aire i cittadini italiani temporaneamente all’estero, cioè chi per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trova all’estero, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum, nonché i familiari con loro conviventi.

Per votare all’estero per corrispondenza, invece che nel seggio in Italia, i temporaneamente all’estero devono comunicarlo al loro Comune di residenza entro il 19 agosto.

Iscritti Aire e temporaneamente all’estero che hanno esercitato l’opzione riceveranno al loro indirizzo il plico contenente il materiale elettorale e le istruzioni sulle modalità di voto entro i primi giorni di settembre.
Il plico con il voto dovrà giungere all’ufficio consolare entro martedì 15 settembre alle ore 16 locali. Si tratta di una data anticipata rispetto a quanto previsto dalla legge Tremaglia che all’articolo 12 comma 7 indica nel giovedì antecedente la votazione il termine per l’invio dei plichi votati in consolato.

Il termine è stato anticipato per tenere conto dell’attuale emergenza sanitaria dal decreto legge 76/2020 – il cosiddetto Decreto semplificazioni – che all’articolo 16 recita:
“Art. 16
Disposizioni per facilitare l’esercizio del diritto di voto degli italiani all’estero nel referendum confermativo del testo di legge costituzionale, recante “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”
1. Per il referendum confermativo del testo di legge costituzionale, recante: “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 240 del 12 ottobre 2019:
a) il termine di cui all’articolo 12, comma 7, primo periodo, della legge 27 dicembre 2001, n. 459 (7. I responsabili degli uffici consolari inviano, senza ritardo, all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero le buste comunque pervenute non oltre le ore 16, ora locale, del giovedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia, unitamente alla comunicazione del numero degli elettori della circoscrizione consolare che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3), è fissato alle ore 16 del martedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia;
b) il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale può disporre che la spedizione di cui all’articolo 12, comma 7, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2001, n. 459 (Le buste sono inviate con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica), avvenga con valigia diplomatica non accompagnata;
c) il numero minimo e massimo di elettori per ciascun seggio di cui all’articolo 13, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, è stabilito rispettivamente in ottomila e novemila elettori;
d) l’onorario in favore dei componenti dei seggi elettorali di cui all’articolo 13 della legge 27 dicembre 2001, n.459, è aumentato del 50 per cento”).

Gli elettori che entro il 6 settembre non avranno ancora ricevuto il plico potranno contattare il proprio ufficio consolare per ottenere il duplicato. (aise) 

Fonte https://aise.it/primo-piano/referendum-tutte-le-scandenze-allestero/148372/160

Acque italiane più trasparenti dopo il lockdown

Acque particolarmente limpide e una situazione nel complesso stabile per le sostanze legate alle attività produttive. È il primo quadro generale che emerge dal monitoraggio straordinario effettuato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) e dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. A partire dal mese di aprile, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, è stata avviata una campagna di analisi in mare – oltre quelle ordinarie – per fotografare gli effetti del lockdown sulle acque italiane. Il monitoraggio è stato condotto in 457 stazioni di prelievo lungo tutto l’arco costiero nazionale, scelte tra quelle che presentavano dati storici confrontabili con quelli 2020.

“Lo scopo di questa indagine straordinaria – spiega il Ministro dell’ambiente, Sergio Costa – era proprio quello di conoscere lo stato di salute dei nostri mari a ridosso del lockdown per avere evidenza scientifica di quello che già i nostri occhi potevano verificare, ovvero mari più limpido e un ambiente più pulito. Oggi questi dati ci fanno conferma di tutto questo. Il nostro impegno ora è fare sì che questi standard di qualità siano mantenuti nella costruzione di una nuova normalità green”.

Elemento comune a diverse regioni è la particolare trasparenza del mare, con valori superiori alle medie stagionali. In alcuni tratti del ponente ligure la visibilità della colonna d’acqua arriva fino a 15 metri di profondità, quando normalmente raggiungeva i 10 m; aumentata la trasparenza anche in diverse località del Lazio. Ad influire su questo fenomeno non è solo l’assenza delle attività umane: la scarsità delle piogge e particolari fattori meteo-climatici hanno portato in mare una quantità minore di solidi sospesi. Arpa Emilia Romagna ha effettuato studi sui materiali sospesi in mare utilizzando il sistema di osservazione satellitare Copernicus: grazie al Sentinel-3 è stato possibile osservare dall’alto (per poi verificare in situ) la diminuzione delle particelle presenti in acqua rispetto agli anni precedenti, specialmente alla foce del Po. Specifiche indagini alle foci dei due principali fiumi italiani, Po ed Adige, sono state condotte da Arpa Veneto, Ispra e Capitaneria di Porto di Venezia.

Il monitoraggio straordinario ha indagato la presenza in mare di metalli, fitofarmaci, solventi e altre sostanze legate alle attività produttive, oltre che i principali parametri chimici, correlabili con gli apporti organici riversati in mare (del fosforo, azoto, ecc). Un tratto che accomuna alcune regioni è la presenza di una minor quantità di nutrienti rispetto agli anni passati: i composti dell’azoto e del fosforo influiscono significativamente sulle condizioni trofiche e sono una delle cause di alterazione (eutrofizzazione) delle acque marine costiere.

Nelle acque della Campania è diminuito significativamente anche l’inquinamento acustico. L’Arpa regionale ha verificato come l’assenza in mare di imbarcazioni, e ancor più degli idrogetti, abbia influito sul comportamento di molti animali marini.

Sono questi i primi elementi emersi dalle analisi straordinarie condotte negli ultimi mesi in mare. Per fare una valutazione completa di questi risultati occorrono, tuttavia, intervalli di studio più ampi e su tempi più lunghi quali sono quelli naturali di risposta del mare.

Le attività in mare, condotte dalla metà del mese di aprile scorso fino ai primi giorni del mese di giugno, sono state rese possibili grazie ai mezzi navali messi a disposizione dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto e dalle Agenzie ambientali. La Guardia Costiera ha operato attraverso proprio personale che viene formato in tecniche di campionamento durante specifici corsi, in quanto la tutela dell’ambiente marino e costiero è tra i prioritari compiti istituzionali del Corpo.

In altri casi, le ARPA hanno messo a disposizioni squadre di tecnici che hanno condotto direttamente le attività di campionamento, con il supporto dei militari e dei mezzi della Guardia Costiera. Le Direzioni Marittime, inoltre, hanno coordinato le diverse Capitanerie di Porto facendo uscire in mare più mezzi nautici, così da permettere lo svolgimento delle operazioni contemporaneamente in diverse aree costiere. A bordo delle motovedette i campionamenti e le misure sono stati effettuati utilizzando idonea strumentazione oceanografica, quali sonde multiparametriche, CTD, disco di Secchi, bottiglie Niskin.

“Al lavoro di monitoraggio che il Sistema SNPA garantisce da anni lungo tutto l’arco costiero per assicurare la balneabilità delle acque, quest’anno, su input del Ministero e con la collaborazione delle Direzioni Marittime, abbiamo condotto la campagna straordinaria per indagare gli effetti del lockdown – ha dichiarato Stefano Laporta, presidente Ispra ed Snpa -. Uno studio che ci ha visti impegnati anche nel monitoraggio dell’aria, del suolo, dei rifiuti e su molti altri fronti legati alla salute dell’ambiente e dell’uomo. Impegno profuso da una rete di oltre 10 mila esperti su tutto il territorio nazionale”.

Con 457 stazioni di prelievo lungo tutto l’arco costiero nazionale, 14 Agenzie Regionali con le Direzioni Marittime hanno fotografato le nostre acque marine nel periodo del lockdown.

“La campagna straordinaria di monitoraggio ambientale, svolta su indicazione del Ministro dell’Ambiente – ha dichiarato il Comandante Generale delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Giovanni Pettorino – ha permesso non solo di fotografare lo stato dei nostri mari, ma di consolidare la collaborazione tra Corpo delle Capitanerie di porto e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA e Arpa). Una sinergia operativa su tutto il territorio nazionale che permetterà di operare in futuro in maniera ancor più efficace per proteggere e tutelare l’ambiente marino e costiero”.

Nel complesso l’attività ha visto impegnati circa 300 militari della Guardia Costiera che hanno effettuato 127 specifiche missioni, impiegando i mezzi navali in dotazione. Inoltre i cinque nuclei subacquei della stessa Guardia Costiera hanno eseguito 24 missioni, finalizzate a verificare lo stato della flora e della fauna, soprattutto nelle aree di maggior pregio naturalistico quali le aree marine protette. (aise) 

Fonte https://aise.it/ambiente-e-ricerca/ambiente-acque-italiane-pi%C3%B9-trasparenti-dopo-il-lockdown/148358/157

AAA – Addetti scientifici cercasi nel mondo

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha pubblicato sei nuovi avvisi di incarico per esperto ex art. 168 D.P.R. 18/67 con funzioni di Addetto Scientifico, per la promozione della scienza e tecnologia italiana e dell’innovazione industriale presso le alcune sedi diplomatiche italiane all’estero.

Tra questi, tre avvisi riguardano sedi sul territorio statunitense: Ambasciata d’Italia a Washington (profilo specialistico prioritario: fisica, matematica, chimica e biologia); Consolato Generale d’Italia a Boston (profilo specialistico prioritario: scienza e tecnologia); e Consolato Generale d’Italia a Houston (profilo specialistico prioritario: scienza e tecnologia).

Altri due avvisi riguardano l’Europa e uno l’Africa: Ambasciata d’Italia a Stoccolma (profilo specialistico prioritario: scienze della vita e/o ambiente e/o energia e/o ICT); Consolato Generale d’Italia a Zurigo (n.d.); Ambasciata d’Italia a Dakar (profilo specialistico prioritario: medicina e le aree ad essa attinenti; agricoltura, acquacoltura, pesca e le aree ad esse attinenti; ambiente, cambiamenti climatici, desertificazione, energie rinnovabili, tecnologie per l’economia verde e circolare).

La data di scadenza per tutte le manifestazioni d’interesse è fissata al 14 settembre 2020.

Le candidature saranno vagliate da una commissione, nominata con decreto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, su proposta del Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, ai sensi dei D.M. 1202/1368 e 1202/1651.

Per candidarsi sono richiesti i seguenti requisiti: cittadinanza italiana; età compresa tra i 30 e i 65 anni; costituzione fisica idonea ad affrontare il clima della Sede di destinazione; godimento dei diritti civili e politici; essere dipendente di una Pubblica Amministrazione di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001; conoscenza della lingua inglese con livello non inferiore a C1 del quadro comune europeo di conoscenza delle lingue straniere (per la sede di Dakar – francese C1); dottorato di ricerca nel settore di competenza specificato nell’avviso, o altro titolo equivalente conseguito presso università o istituti di istruzione universitaria; o almeno cinque anni di documentata esperienza professionale post laurea in Università. (aise)

Fonte https://aise.it/rete-diplomatica/aaa-addetti-scientifici-cercasi-nel-mondo/148278/157

Lezioni dalle associazioni italiane in Argentina sotto Covid19

“La fondazione delle associazioni si faceva un po’ così, per la nostalgia degli arrivati che volevano ritrovarsi con amici e parenti, non solo per una questione di compagnia ma anche per aiutarsi mutuamente. Le seconde generazioni hanno trasformato le associazioni in un rifugio di quell’italianità che gli avevano trasmesso i nonni e i genitori. Col passare degli anni alcune sparivano e altre nascevano con l’arrivo nel dopoguerra di altri giovani (…) che però si riunivano per motivi legati alla nostalgia, la familiarità, la festa di un Santo patrono. Oggi queste associazioni non sanno diventare un punto di ritrovo dei nuovi giovani”, secondo le parole di Roberto Carolei nel programma radio Tanos, che conduce ogni venerdì pomeriggio, anche lui tra i fondatori dell’associazione italiana Gran Sud di Temperley, nella provincia di Buenos Aires, e direttore-fondatore del balletto folkloristico Gioia d’Italia.

Edda Cinarelli, giornalista storica della comunità italiana a Buenos Aires, in un articolo pubblicato sul suo giornale online Italiani a Buenos Aires il 17 ottobre del 2018 dal titolo “Nuove forme di associazionismo”, ha trattato il fenomeno dei gruppi online formati dai nostri nuovi arrivati in Argentina. Però almeno da due anni, oltre la metà degli italiani arrivati in Argentina nelle ultime decadi, è ripartita verso altre destinazioni e la dinamica del loro modo di raggrupparsi si è dimostrata così volatile come la rete stessa. Questi innumerevoli gruppi virtuali caratterizzati dalla loro spontaneità e mancanza di organizzazione, struttura e obiettivo, sono spuntati come i funghi dopo la pioggia e si sono disfatti dopo la prima cena andata male, o comunque quando la loro proposta è diventata ripetitiva ed ha smesso di rappresentare l’alternativa che volevano proporre.

La descrizione dello stato attuale delle associazioni italiane in Argentina, alle prese con la quarantena più lunga del mondo, è ancora più cruda secondo le parole della presidente di Feditalia Florencia Caretti: “purtroppo molte non hanno potuto cominciare le attività dell’anno e dal punto di vista economico questa situazione le sta soffocando, sono pochissime quelle che possono continuare l’attività sociale in modo online o mantenersi grazie alla distribuzione di cibo a domicilio. Stiamo portando avanti azioni di ogni tipo al fine di ottenere qualche forma di aiuto o beneficio per cui risulta fondamentale portare a termine un censimento per aiutare le associazioni in difficoltà, questa è una delle funzioni di Feditalia oggi più che mai”.

In linea con Florencia Caretti il 2 luglio è stato presentato alla camera dei deputati della provincia di Buenos Aires dal deputato Facundo Tignanelli, un disegno di legge preparato da altri giovani come Fernando Collizzolli, Emmanuel González Santalla e Maite Alvado che prevede una serie di condoni ed esenzioni per le associazioni civili e mutualistiche di collettività e di migranti. Ma a questo punto la domanda resta aperta: quale sarà il futuro delle associazioni italiane post quarantena?

Il futuro immediato è così incerto che la risposta sembra impossibile da anticipare. Inoltre solo le associazioni più grandi riescono ad avere un gruppo di giovani coeso per assicurare una continuità nel futuro garantendo al tempo stesso una presenza nel mondo virtuale, che le renda visibili simultaneamente anche attraverso più canali di comunicazione. Il futuro resta aperto.

Paolo Bonanno Cinarelli (pubblicato da Thedailycases.com il 22/07/2020)

Fonte https://thedailycases.com/lezioni-dalle-associazioni-italiane-in-argentina-sotto-covid19-lessons-from-italian-associations-in-argentina-under-covid19/?fbclid=IwAR1b7fSDCnJ5WSvDghmJcO5GHPt8khMBgIahaUb8aiLS4w2MWK0vBsTMilA

Percorsi ebraici in 90 città italiane

Avrà luogo domenica 6 settembre la ventunesima Giornata Europea della Cultura Ebraica, la manifestazione che invita a scoprire storia, luoghi e tradizioni ebraiche in trentadue Paesi europei e in oltre novanta località italiane diffuse in sedici regioni, da nord a sud alle isole. Capofila per l’Italia, per la prima volta, sarà Roma: dove si inaugurerà ufficialmente l’appuntamento annuale che invita a conoscere l’Italia ebraica, con centinaia di iniziative declinate quest’anno soprattutto in modalità digitale, e modulate per rispettare appieno la normativa in vigore. Tema della giornata “Percorsi ebraici”.

Dalle Sinagoghe ai musei, dai quartieri ebraici agli incontri d’autore, dalla musica alla letteratura, dall’arte agli eventi per bambini, un’occasione per conoscere meglio vita e tradizioni di una minoranza presente in Italia da oltre duemila anni. A partire proprio dal grande patrimonio storico e culturale della Comunità ebraica di Roma, la più grande d’Italia e la più antica della Diaspora.

Il tema di quest’anno, che farà da “fil rouge” tra gli eventi e che accomuna tutti i Paesi europei, sarà dunque quello dei “Percorsi ebraici”: un invito a conoscere gli itinerari storici, artistici, archeologici e culturali ebraici italiani, tra i più suggestivi al mondo, dalle grandi alle piccole Comunità ai centri in cui non c’è più una presenza ebraica strutturata, ma dove sono presenti siti e testimonianze di grande interesse.

La Giornata Europea della Cultura Ebraica gode del Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. È inoltre riconosciuta dal Consiglio d’Europa.

Queste le località che aderiscono in Italia:
ABRUZZO: Pescara – CALABRIA: Belvedere Marittima, Bova Marina, Catanzaro, Caulonia, Cittanova, Cosenza, Gerace, Motta San Giovanni, Nicotera, Palmi, Reggio Calabria, Rende, Santa Maria del Cedro, Tarsia, Vibo Valentia, Zambrone – CAMPANIA: Napoli – EMILIA ROMAGNA: Bologna, Carpi (Fossoli), Cento, Cesena, Correggio, Cortemaggiore, Ferrara, Finale Emilia, Fiorenzuola d’Arda, Lugo di Romagna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Soragna – FRIULI VENEZIA GIULIA: Gorizia, Trieste, Udine – LAZIO: Fiuggi, Roma – LIGURIA: Genova – LOMBARDIA: Bozzolo, Mantova, Milano, Ostiano, Pomponesco, Sabbioneta, Soncino, Viadana – MARCHE: Ancona, Fano, Jesi, Pesaro, Senigallia, Urbino – PIEMONTE: Acqui Terme, Alessandria, Asti, Biella, Carmagnola, Casale Monferrato, Chieri, Cuneo, Fossano, Ivrea, Moncalvo, Mondovì, Nizza Monferrato, Rivalta Bormida, Saluzzo, Torino, Vercelli – PUGLIA: Alberobello, Bari, Barletta, Lecce, Oria, San Nicandro Garganico, Taranto – SARDEGNA: Cagliari – SICILIA: Castroreale, Marsala, Palermo, Siracusa, Trapani – TOSCANA: Firenze, Livorno, Pisa, Pitigliano, Siena – TRENTINO ALTO ADIGE: Merano – VENETO: Conegliano, Padova, Venezia, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto

I trentadue Paesi europei che aderiscono sono, invece, Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.

In Europa la manifestazione è coordinata dall’AEPJ – The European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage. I programmi dei singoli Paesi sono consultabili sul sito www.jewisheritage.org. (aise) 

Fonte https://aise.it/primo-piano/percorsi-ebraici-in-90-localit%C3%A0-italiane/148260/160

I cibi italiani sono i più sicuri

Sugli alimenti importati è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici più che tripla rispetto a quelli Made in Italy, con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono oltre otto volte più pericolosi della media dei prodotti nazionali. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’ultimo report del Ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” pubblicato a luglio 2020.

Sui 10.737 campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari oltre il limite consentito, appena lo 0,6% dei campioni di origine nazionale – sottolinea la Coldiretti – è risultato irregolare, ma la percentuale sale al 1,9% se si considerano solo gli alimenti di importazione e tra questi il record negativo è fatto segnare dagli ortaggi dall’estero con il 4,9%.

Una ragione in più per acquistare Made in Italy in una situazione in cui l’82% degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, privilegia nel carrello i prodotti tricolori per sostenere l’occupazione e l’economia nazionale in un momento particolarmente difficile per il Paese a causa dell’emergenza coronavirus. Non a caso la Coldiretti è impegnata nella mobilitazione #MangiaItaliano per favorire il consumo di cibo 100% tricolore nei mercati, nei ristoranti, negli agriturismi con il coinvolgimento di numerosi volti noti della televisione, del cinema, dello spettacolo, della musica, del giornalismo, della ricerca e della cultura, ma anche di industrie alimentari e distribuzione commerciale rappresentate in Filiera Italia.

Se si evidenzia il primato del Made in Italy nella sicurezza alimentare a livello internazionale ed europeo, a preoccupare la Coldiretti è la presenza sul territorio nazionale di alimenti di importazione con elevati livelli di residui. In particolare nell’ortofrutta quasi un ortaggio straniero su 20 venduti in Italia è fuorilegge per il contenuto di residui chimici. Tra gli alimenti importati dall’estero – precisa la Coldiretti – che sono risultati irregolari ci sono fragole, arance, i melograni, frutta varia, pomodori, peperoni, carciofi, riso bianco, lenticchie, fagioli secchi ma una recente operazione dell’Agenzia Dogane e Monopoli ha portato al sequestro a Ravenna anche di 11 tonnellate di uva da tavola proveniente dall’Egitto e destinate a una impresa del Veneto che rifornisce i mercati ortofrutticoli del nord Italia.

L’obbligo di indicare il Paese di origine in etichetta, grazie al pressing della Coldiretti, è in vigore per la maggioranza degli alimenti in vendita, dalla frutta alla verdura fresca, dalla pasta al riso, dalle conserve di pomodoro ai prodotti lattiero caseari, dal miele alle uova, dalla carne bovina a quella di pollo fino ai salumi per i quali si attende a breve la pubblicazione del decreto.

“È però necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “va esteso a tutti gli alimenti l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza e tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero”.

In ballo c’è anche la difesa della concorrenza sleale dell’agricoltura italiana che – continua Coldiretti è la più green d’Europa con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 304 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, quasi 60mila aziende agricole biologiche.

Ma a causa di decenni di sottovalutazione sul Belpaese pesa anche la riduzione del grado medio di autoapprovvigionamento dei prodotti agricoli che secondo l’analisi della Coldiretti è sceso a circa il 75% con l’Italia che è dipendente dall’estero per quasi tutti i prodotti agricoli, dalla carne al latte fino ai cereali e fatta eccezione solo per vino, frutta e carni avicole. L’allarme globale provocato dal Coronavirus – conclude la Coldiretti – ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo e delle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con un piano nazionale per difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali. (aise)

Fonte https://aise.it/primo-piano/i-cibi-italiani-sono-i-pi%C3%B9-sicuri-/148285/160

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