Monthly archive

May 2020 - page 2

Red Est: l’INPS apre la campagna 2020

L’Inps ha aperto ieri, lunedì 25 maggio, la campagna REDEST 2020, relativa all’anno 2019. Da ieri, la procedura necessaria per la comunicazione dei redditi dei pensionati italiani all’estero è disposizione dei patronati e delle Strutture territoriali.

A comunicarlo il Direttore generale dell’Istituto, Gabriella Di Michele, in un messaggio (il n. 2029) in cui conferma anche “la chiusura delle campagne REDEST2019 e REDEST2018 dalle ore 24.00 del 18 maggio, per consentire l’avvio delle operazioni di elaborazione centrale delle dichiarazioni pervenute per il 2018 e per il 2017 a seguito di sollecito” e comunica che “la procedura REDEST 2019 sarà resa nuovamente accessibile contestualmente all’avvio della nuova campagna REDEST 2020, per consentire l’acquisizione delle dichiarazioni che perverranno a seguito di sollecito”.

La procedura REDEST 2018, si legge ancora nel messaggio, “non sarà riaperta: eventuali dichiarazioni per l’anno 2017 giacenti, o che perverranno successivamente, dovranno essere acquisite mediante ricostituzione”.

Di Michele, infine, ricorda ai patronati che “nella sezione “Statistiche ed elenchi redditi esteri” della procedura campagna REDEST, sono presenti gli elenchi delle segnalazioni di variazione anagrafiche, di indirizzo, di stato civile e di rientro in Italia per le quali è necessario l’intervento diretto delle Strutture territoriali, che dovranno provvedere alle opportune operazioni di aggiornamento archivi e della eventuale ricostituzione”.

L’INPS è tenuto, per legge, alla verifica annuale delle situazioni reddituali dei pensionati all’estero. Lo fa attraverso la campagna RED/EST: ogni anno, dunque, viene disposto l’accertamento dei redditi – relativi all’anno precedente – dei pensionati residenti all’estero.

Il modello RED/EST prevede quattro sezioni: la prima indica come compilare il modulo; la seconda raccoglie i dati del titolare della pensione, del coniuge e dei familiari; la terza include la dichiarazione di responsabilità e l’informativa sul trattamento dei dati personali; la quarta consente la delega al patronato.

Si può rinunciare a dichiarare i redditi, con conseguente cessazione della prestazione.

I pensionati devono autocertificare la propria cittadinanza italiana. L’INPS verifica il requisito con tutti i mezzi idonei (documento di identità italiano, presenza del nominativo negli archivi o del Ministero degli Affari Esteri, comunicazioni e/o certificazioni delle competenti autorità consolari, ecc.).

Il modello spedito ai pensionati è precompilato con le informazioni delle pensioni presenti nel Casellario dei pensionati.

Il pensionato deve utilizzare le righe in bianco per comunicare ulteriori pensioni estere di cui è titolare.

In particolare, l’interessato deve indicare l’importo di ogni pensione percepita nell’anno di riferimento, al netto di arretrati corrisposti nell’anno, ma di competenza degli anni precedenti; trattamenti di famiglia; eventuali contributi previdenziali.

Il pensionato deve indicare per quanti mesi ha percepito la pensione. Gli importi vanno indicati nella valuta del Paese che eroga il trattamento.

Le attività degli enti di patronato

Alla consegna dei modelli reddituali allegati alla lettera di richiesta, gli enti di patronato devono: accertare l’identità del dichiarante; ricevere i modelli RED/EST compilati e firmati; verificare che la documentazione sia conforme ai dati indicati nei modelli; acquisire i dati attraverso il sito web dell’INPS. (aise)

Fonte https://www.aise.it/previdenza-e-lavoro/red-est-linps-apre-la-campagna-2020/145755/157

La Farnesina amplia le prerogative dei Com.It.Es.

Importanti novità in vista per i Comites. “Una piccola grande rivoluzione, che servirà a rendere più efficace il ruolo dei Comitati degli italiani all’estero in tutto il mondo, a beneficio dei nostri connazionali residenti oltre confine”, si legge in una nota del sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo che se ne è fatto promotore dietro un’importante spinta del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Prima novità: sono in aggiornamento le regole per la rendicontazione dei bilanci dei Comites. La volontà del ministero degli Esteri è quella di semplificare il più possibile le procedure contabili e abbreviare i tempi per l’erogazione dei contributi. Operazioni più snelle, meno burocrazia, più efficienza.

Cambierà la procedura di trasmissione della documentazione, grazie anche alle innovazioni informatiche implementate dal Direttore Generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, Luigi Vignali; prevista anche l’eliminazione del calcolo del cambio in euro per i bilanci dei Comites operanti in Paesi che non adottano l’euro.

Misure che sono state richieste a più riprese dagli stessi Comites e dagli uffici consolari.

La novità più importante è che saranno ora ammissibili anche le spese per attività culturali, ricreative e sportive, ove siano finalizzate, ovviamente, a favorire l’integrazione nella società locale dei nostri connazionali. Significa che i Comites avranno finalmente fondi e strumenti per organizzare eventi che riescano a coinvolgere le comunità italiane e allo stesso tempo a promuovere la cultura italiana e il marchio Italia.

L’ultima novità riguarda la possibilità di ammettere a finanziamento – con l’assenso del MAECI – spese di viaggio per gli spostamenti e l’organizzazione di eventi anche fuori dalla circoscrizione consolare di riferimento.

Si tratta di una “novità fondamentale”: in tal modo si consente ai Comites un più efficace coordinamento delle loro attività non solo nel Paese in cui operano, ma anche con la rete mondiale dei comitati.

Queste modifiche – si legge ancora nella nota – dovrebbero essere operative già a partire dal secondo semestre di quest’anno, proprio per favorire un nuovo slancio per i Comites, di cui saranno i nostri connazionali a beneficiare. Si attende solo il parere del CGIE, che a questo punto appare scontato.

Nel frattempo, il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, con un messaggio ha ringraziato il Sottosegretario Merlo “per avere assunto l’iniziativa e promosso le modifiche sostanziali che saranno utili a rendere più efficace la presenza dei Comites nel mondo”.

La Circolare sarà firmata a breve dal Direttore Generale Vignali, in attesa del parere del CGIE. (aise) 

Fonte https://www.aise.it/comitescgie/su-impulso-del-sottosegretario-merlo-e-del-cgie-la-farnesina-amplia-le-prerogative-dei-comites/145780/157

L’italiano tra parola e immagine

Si svolgerà dal 19 al 25 ottobre 2020 la XX Settimana della lingua italiana nel mondo e avrà come titolo “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti“, una tematica che potrà essere declinata sia in chiave storico-linguistica sia ponendo l’accento su forme espressive come il fumetto, la novella grafica e l’editoria per ragazzi.

Sarà inoltre sottolineata l’importanza del coinvolgimento della comunità italiana all’estero, sul piano divulgativo e progettuale: a tal fine è stata discussa la possibilità di lanciare, con la collaborazione della RAI, un concorso di idee, rivolto agli italiani all’estero, sul tema della prossima Settimana della lingua.

La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è una manifestazione promossa ogni anno, nella terza settimana di ottobre, dalla rete culturale e diplomatica del Ministero degli Affari Esteri intorno ad un tema che funge da filo conduttore per l’organizzazione di un vasto programma culturale focalizzato intorno alla diffusione della lingua italiana. L’iniziativa nasce nel 2001 da un’intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Accademia della Crusca cui si affiancò in seguito la Confederazione Svizzera, Paese in cui l’italiano è una delle lingue ufficiali.

Nel corso delle precedenti edizioni, la Settimana della Lingua ha finito per rappresentare – per il numero di attività messe in cantiere in contemporanea e in tutto il mondo – l’appuntamento privilegiato di promozione linguistica della Farnesina. Questo si è potuto realizzare grazie al crescente coinvolgimento delle comunità dei connazionali e degli italofoni all’estero, delle istituzioni culturali locali e di una schiera di scrittori, poeti, artisti, professori e accademici che hanno animato le edizioni di questi anni in modo appassionato in centinaia di conferenze, convegni, letture, corsi di aggiornamento, dando vita a un dialogo culturale e interculturale con altri scrittori, artisti, intellettuali e sezioni della società civile in tantissimi Paesi.

Dal 2013 il tema della Settimana ruota intorno ai settori delle imprese e alle industrie culturali enfatizzando il legame esistente tra lingua e creatività. (aise)

Fonte https://www.italianiabuenosaires.com.ar/diario/wp-admin/post-new.php

Parte da Milano l’abbraccio tricolore delle Frecce

“Grazie alle Frecce Tricolori. Stamattina hanno reso omaggio a Codogno, Milano e a tutti i lombardi. Un messaggio positivo di fiducia e unità”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato il passaggio delle Frecce sui cieli lombardi. Il primo di una serie che si inaugura proprio oggi – che prima di Milano ha “debuttato” a Trento – e che vedrà la Pattuglia Acrobatica Nazionale impegnata in una serie di sorvoli su tutte le regioni italiane per “abbracciare” simbolicamente con il tricolore tutto il Paese in segno di unità, solidarietà e di ripresa.

“Abbraccio Tricolore” è il nome di questa iniziativa dell’Aeronautica, che si unisce ai tanti contributi delle Forze Armate – fortemente voluti dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini – in un momento in cui l’Italia è desiderosa di uscire da un periodo di crisi, nel rispetto delle regole, con responsabilità e attenzione.

Il tour delle Frecce Tricolori partirà da Rivolto, sede del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, e toccherà – nell’arco di cinque giorni – tutti i capoluoghi di regione, per poi concludersi simbolicamente il 2 giugno, con il sorvolo di Roma in occasione della Festa della Repubblica.

“Un messaggio di speranza, in un particolare momento storico durante il quale è necessario un forte impegno per assicurare la graduale ripresa delle attività sociali, lavorative ed economiche”, sottolinea l’Aeronautica. “Ognuno di noi, per il bene di tutti, è chiamato ad agire con responsabilità e senso di disciplina, valori intorno ai quali sono costruiti anche l’addestramento e le esibizioni delle Frecce Tricolori, una squadra che fa del rispetto delle regole e dello spirito di gruppo il proprio DNA. Uno dei principi cardine del volo acrobatico delle Frecce Tricolori è proprio quello di volare insieme mantenendo le giuste distanze, un aspetto fondamentale per la perfetta riuscita delle manovre in piena sicurezza. Questo principio può diventare anche una metafora di ciò che al momento caratterizza la nostra vita quotidiana: distanti, ma uniti, continuando ad essere coesi, ad essere squadra, seppure nella necessità di mantenere la distanza sociale e con la speranza di poterci finalmente ricongiungere appena le condizioni lo permetteranno. E proprio il tricolore della Pattuglia Acrobatica Nazionale, potrà costituire il simbolo della rinascita e della speranza di un futuro sereno, abbracciando le case, le piazze, i paesi, le città e le Regioni, in un’unica lunghissima bandiera nella quale riconoscerci e nel cui ideale sentirci più forti e orgogliosi di essere Italiani”.

Il programma delle Frecce – che oggi pomeriggio sorvoleranno Piemonte e Valle d’Aosta – viene aggiornato sulla pagina Facebook dell’Aeronautica Militare. (aise) 

Fonte https://www.aise.it/primo-piano/parte-da-milano-labbraccio-tricolore-delle-frecce/145709/160

Storico accordo tra l’Università di Siena ed il Parlamento Latinoamericano e dei Caraibi

Si è tenuta il 20 maggio, nella splendida cornice della sala del Mappamondo del Palazzo pubblico del Comune di Siena, la storica firma di un accordo fra l’Università di Siena e il Parlatino, il Parlamento latinoamericano e dei Caraibi, organismo multinazionale fondato nel 1964 per favorire, tra l’altro, lo sviluppo e l’integrazione in America Latina, con sede a Panama.

Ha sottoscritto l’accordo il rettore di Siena Francesco Frati, insieme al sindaco de Mossi, mentre per il Parlatino ha assistito virtualmente alla firma, in rappresentanza del presidente Jorge Pizarro, il coordinatore tecnico dello stesso parlamento Alfredo Jimenez Barros, insieme all’avvocato Alberto Botarelli, alumnus dell’Università di Siena.

La stipula dell’accordo, della durata quinquennale, ha lo scopo di promuovere attività congiunte e la cooperazione, attraverso i mezzi a disposizione, per concretizzare progetti che mettano in relazione enti dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi anche con organismi affini di altre regioni del mondo. L’accordo, attraverso l’Ateneo senese, mira anche a coinvolgere le istituzioni cittadine; pertanto, oltre al rettore Francesco Frati, anche il sindaco De Mossi è stato chiamato a siglarlo in qualità di testimone d’onore. (aise)

Fonte https://italiansnews.com/storico-accordo-tra-luniversita-di-siena-ed-il-parlamento-latino-americano-e-dei-caraibi/?fbclid=IwAR0KlnxWby9Y9f5Dkq1oslRQ2i0M7FXs2Ow5w6u5eyiRvQm1frd9i3WcDUc

E’ già possibile richiedere all’INPS il ”Reddito di Emergenza”

È partita la procedura sul sito Inps per la presentazione delle domande per il Reddito di emergenza e “già ci sono diverse migliaia di domande. Con grande facilità si può accedere e richiederlo”. Lo ha detto la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, nel corso di un’intervista su Radio1, precisando che si tratta di “una misura che aiuta tutte le famiglie che si sono trovate in difficoltà”.

A partire dal venerdì 22 maggio, le domande per il Reddito di Emergenza (REm) possono essere inoltrate all’Inps utilizzando il servizio online disponibile sul sito dell’Istituto. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica entro il 30 giugno 2020, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica.

Per la presentazione della domanda ci si potrà avvalere anche degli istituti di patronato. Previsto dal DL 34/2020 per supportare i nuclei familiari in difficoltà economica a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19, il Rem è subordinato al possesso dei requisiti di residenza, economici, patrimoniali e reddituali indicati all’articolo 82 del decreto. (Agi)

Fonte https://italiansnews.com/da-oggi-si-puo-richiedere-ilreddito-di-emergenza/?fbclid=IwAR3f06uXGssK8K_sUbPV-YTP8kNsOVeD2f4E1TqNCTDZFwJD3sln7hUkqe8

Erasmus, metà degli studenti ha scelto di restare all’estero nonostante il coronavirus

Erano 13 mila, all’inizio di marzo, gli studenti italiani, e 165mila quelli europei, in «mobilità» con il programma Erasmus. Partiti per studiare in un’altra università del Continente, hanno visto i loro piani stravolti dall’emergenza Covid-19. In Italia, prima, dove ogni anno arrivano 27mila ragazzi; poi in Spagna, Francia, Germania, i Paesi che accolgono più candidati. Gli atenei hanno chiuso i battenti, lezioni ed esami trasferiti online. A studenti e staff è stata assicurata la possibilità di rientrare, invocando la clausola di «forza maggiore» e chi ha scelto di annullare o rinviare l’esperienza, ha comunque continuato a percepire il contributo comunitario.

Il 50% degli studenti italiani (dice l’Indire, agenzia nazionale che gestisce la mobilità in entrata e in uscita) e il 40% di quelli europei (fonte Commissione Ue) sono rimasti nel Paese ospitante, seguendo le lezioni e accumulando i previsti crediti universitari. Non, però, le esperienze, gli incontri, i frammenti di felicità che poi si ricordano per la vita. Chi ha preferito tornare a casa, all’inizio ha lamentato mancanza di coordinamento e confusione.

Viaggi avventurosi

Qualcuno ha dovuto affrontare viaggi avventurosi e sostenere costi non previsti. «Ma la Commissione Ue ha reso ammissibili tutte le spese, comprese quelle di chi è dovuto rientrare con mezzi diversi da quelli programmati», precisa l’Indire. E a tutti è stato concesso di completare da casa le attività. «L’indicazione univoca è stata garantire continuità al programma, guardare avanti», dice Flaminio Galli, direttore dell’agenzia. Che per il futuro vede rosa:«Nonostante tutto — dice — i numeri sono in crescita»: per il prossimo anno le domande di candidature per mobilità sono aumentate del 3%. «Dati che – afferma Galli – evidenziano l’interesse ad andare avanti nella cooperazione e il valore aggiunto di lavorare insieme in ambito europeo».

Il futuro

Intanto, nel pieno della Fase2, la Commissione europea ha deciso che Erasmus non si fermerà. Certo, dovrà consentire ampi margini di flessibilità. Consentire di fare esperienza all’estero in modalità «blended»: si chiamerà ancora «mobilità» ma probabilmente, almeno all’inizio, sarà in gran parte virtuale. In gioco ci sono miliardi di euro, per continuare a promuovere il senso di appartenenza all’Europa. La richiesta alle università è di essere flessibili, agevolare il «distance learning». Ed essere pronte a combinare, appena possibile. l’attività virtuale con quella in presenza. Perché il vero valore aggiunto del programma, che in trent’anni ha messo in movimento tre milioni di universitari, è varcare i confini nazionali per entrare in contatto con la quotidianità di altri luoghi, diverse mentalità e modalità di lavoro.

Antonella De Gregorio (pubblicato da Il Corriere della Sera il 24/05/2020)

Fonte https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_24/erasmus-meta-studenti-ha-scelto-restare-all-estero-nonostante-coronavirus-a3452338-9dc3-11ea-b9b6-8e4b7089692f.shtml

Insterscambio commerciale italiano e stime sull’impatto del coronavirus sull’economia mondiale

E’ stato pubblicato sul sito istituzionale della Farnesina il numero di maggio delle “Statistiche relative all’Import / Export di merci dell’Italia”, che fotografa mensilmente – in forma di compendio – l’interscambio commerciale italiano con il resto del mondo e la sua composizione geografica, settoriale e territoriale. I contenuti sono disponibili al seguente link nella sezione dedicata all’Osservatorio Economico:

https://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/commercio-internazionale/osservatorio-commercio-internazionale/statistiche-import-export.html

IL QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE

A causa del perdurare della pandemia da COVID-19, lo scenario economico internazionale continua a essere fortemente negativo. Le misure di contenimento del virus, ancorche’ adottate con tempistiche eterogenee tra i Paesi, stanno causando uno shock di natura reale che investe contemporaneamente l’offerta (chiusura di attivita’ e interruzione delle catene del valore) e la domanda (crollo dei consumi, riduzione dei redditi), con una rapidita’ e intensita’ senza precedenti. Questo contesto ha determinato significative revisioni al ribasso delle previsioni del PIL mondiale, un deciso aumento della volatilita’ e un forte calo delle quotazioni degli asset sui mercati finanziari. Inoltre, la caduta dell’indice PMI globale (Purchasing Managers Index) composito e sui nuovi ordini all’export degli ultimi tre mesi rappresenta un serio campanello d’allarme per le prospettive dell’economia e del commercio internazionale.

Nonostante l’adozione tempestiva di misure a sostegno dei redditi di famiglie e imprese da parte dei governi e delle principali banche centrali, i dati macroeconomici relativi al primo trimestre dell’anno sono stati molto negativi. In particolare, nei primi tre mesi del 2020 il PIL cinese ha registrato una contrazione del 9,8% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019 (-6,8% rispetto al primo trimestre 2019), benche’ la riduzione della diffusione del contagio nel Paese e la conseguente riapertura di molte attivita’ produttive determinera’ un moderato miglioramento delle prospettive economiche. Negli Stati Uniti si registra a marzo una caduta congiunturale del 5,4% della produzione industriale, con dati particolarmente negativi nel comparto automotive. Sempre nel primo trimestre, secondo l’ISTAT, vi e’ stata una contrazione congiunturale del PIL nell’area euro (-3,8%): in Francia si e’ registrata una caduta del 5,8% e in Spagna del 5,2%.

L’IMPATTO DEL “LOCKDOWN” SUL QUADRO ECONOMICO NAZIONALE E I DATI SULL’INTERSCAMBIO COMMERCIALE ITALIANO E DEI PRINCIPALI “COMPETITOR” NEL PRIMO TRIMESTRE

Come atteso, l’impatto del COVID-19 sull’economia italiana e’ profondo ed esteso, riguardando sia la domanda interna, sia quella estera, con pesanti effetti sulle esportazioni. La caduta dell’attivita’ economica rispetto al trimestre precedente e’ stimata al 4,7%, piu’ accentuata di quella dell’Eurozona, ma di intensita’ inferiore rispetto a Francia e Spagna.

I provvedimenti iniziali di chiusura hanno riguardato in modo incisivo l’industria, interessando quasi i due terzi delle imprese industriali, che rappresentano il 46,8% del fatturato e il 53,2% del valore aggiunto del macro-settore. Secondo l’ISTAT, con l’avvio della c.d. “fase 2” si e’ scesi a circa 800 mila imprese con attivita’ sospese (rispetto a poco meno del 50% del periodo precedente) con un peso occupazionale del 15,7%. Attualmente le imprese appartenenti a settori sospesi sono concentrate esclusivamente nel terziario e realizzano il 6,9% del fatturato e l’8,2% del valore aggiunto del totale delle imprese industriali e dei servizi.

Se si prende in considerazione solo l’industria manifatturiera, la chiusura delle attivita’ ha pesato soprattutto sulle imprese esportatrici: basti pensare che quelle che operano nei settori che sono stati sospesi tra il 25 marzo e il 3 maggio producono il 66,6% dell’export complessivo, realizzando all’estero il 41,3% del fatturato (rispetto al 26,2% di quello delle imprese operanti nei settori rimasti aperti) e hanno un numero medio di Paesi di destinazione dell’export e prodotti esportati piu’ elevato rispetto ai settori rimasti aperti. Sul piano dell’intensita’ tecnologica delle esportazioni, invece, le attivita’ sospese sono prevalentemente di grado medio-alto e medio-basso: i comparti non sottoposti a limitazioni amministrative risultano polarizzati verso i settori “high-tech” o a basso contenuto tecnologico.

Secondo i dati diffusi dall’ISTAT per il mese di marzo, si stima rispetto al mese di febbraio una riduzione pari a -16,8%, sia delle esportazioni – dovuta al deciso calo delle vendite sia verso i mercati extra UE (-18,5%) che verso l’UE (-15,2%) – sia delle importazioni. Rispetto, invece, al mese di marzo 2019, si registra una flessione dell’export pari a -13,5% – sempre determinata dal forte calo delle vendite sia verso l’area extra Ue (-14,7%) sia verso l’area Ue (-12,2%) – e dell’import pari a 18,1%. Se si guarda complessivamente al primo trimestre, il calo dell’export risulta decisamente piu’ contenuto (-1,9%, a fronte di una flessione dell’import del 5,9%).

I settori in cui si registra un maggiore calo dell’export di marzo su base annua sono: i macchinari (-21,2%), gli autoveicoli (-40,7%) e gli articoli in pelle, escluso l’abbigliamento (-32,2%). Performance negative si registrano anche per gli altri mezzi di trasporto – esclusi gli autoveicoli – metalli, abbigliamento, apparecchi elettrici, prodotti petroliferi raffinati, mobili, computer, apparecchi elettronici e ottici, prodotti tessili, articoli in gomma e plastica e minerali non metalliferi. Tra i settori in controtendenza, invece, gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+32,5%) e i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+13,5%).

I mercati di destinazione che contribuiscono in misura piu’ ampia al calo complessivo dell’export di marzo 2020 rispetto al marzo 2019 sono: Regno Unito (-24,3%), Spagna (-19,8%), Svizzera (-18,9%), Francia (-18,3%), Germania (-7,2%) e Paesi OPEC (-24,3%). Flessioni molto marcate – ma meno rilevanti in valori assoluti – verso la Cina (-15%), i Paesi ASEAN (-18,4%), la Romania (-18,1%) e la Turchia (-10%). Si evidenzia, invece, un aumento dell’export dello 0,9% verso gli USA rispetto a marzo 2019.

Come noto, la crisi pandemica non ha risparmiato le economie dei nostri principali competitor europei. Secondo fonti ufficiali locali, a marzo la Germania ha registrato un calo tendenziale delle esportazioni del -7,9 e delle importazioni del -4,5%. Il calo e’ riconducibile al drastico rallentamento delle esportazioni verso l’Eurozona (-14%), mentre la diminuzione verso gli altri Paesi dell’UE e i Paesi terzi e’ stata piu’ contenuta, attestandosi rispettivamente a -3,8% e a -4,3%. Complessivamente, la diminuzione ha superato il 3% rispetto al primo trimestre del 2019. Per quanto riguarda le esportazioni del Regno Unito, nel primo trimestre si e’ registrata una flessione del 3,9% delle esportazioni di beni rispetto allo stesso periodo del 2019 (-15,3% solo nel mese di marzo). La vistosa flessione e’ stata controbilanciata da una diminuzione ancora piu’ pronunciata delle importazioni (-17,7%) che ha assottigliato il disavanzo della bilancia commerciale britannica di circa 21 miliardi di sterline. L’export francese ha subito una flessione dell’8,3% rispetto al primo trimestre del 2019 (-7,3% su base congiunturale), piu’ accentuata della flessione delle importazioni. Nel primo trimestre dell’anno, l’Esagono ha registrato un disavanzo della bilancia commerciale pari a 14,3 miliardi di euro. Come per il nostro Paese, in tutto il Continente risultano particolarmente colpiti i beni strumentali e i beni durevoli di consumo.

PREVISIONI SULL’ECONOMIA MONDIALE E SULL’EXPORT ITALIANO

Nell’ultimo mese, i maggiori enti di previsione a livello internazionale hanno effettuato delle revisioni al ribasso delle prospettive dell’economia mondiale. Le performance negative per quest’anno sarebbero compensate solo parzialmente in parte dai rimbalzi positivi del 2021 secondo l’ipotizzato andamento a “V”. In particolare, secondo le piu’ recenti previsioni della Commissione europea, nel 2020 il PIL italiano dovrebbe subire una contrazione del -9,5% (lievemente peggiore rispetto alla proiezione del -9,1% del FMI). Il nostro Paese registrerebbe una delle performance peggiori dell’UE, seconda solo alla Grecia (-9,7%) e seguita da Spagna (-9,4%) e Croazia (-9,1%). Si tratta di flessioni maggiori rispetto alla media dell’Eurozona (-7,7%) e dell’UE a 27 (-7,4%). Tra le maggiori economie mondiali – sempre secondo la Commissione – il PIL britannico dovrebbe scendere dell’8,3%, quello francese dell’8,2%, mentre Germania e USA segnerebbero una flessione del -6,5%. Si assisterebbe inoltre ad un calo del PIL di Giappone e Russia del 5%.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, seppur con sensibili differenze tra i Paesi della Regione, il PIL dell’Africa sub-sahariana diminuirebbe dell’1,6%, mentre la crescita dei giganti asiatici non supererebbe i due punti percentuali (India +1,9; Cina +1,2%). Tra i Paesi ASEAN, si segnala la crescita del 2,7% del Vietnam.

Sulla performance dell’economia italiana pesano ovviamente gli effetti delle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione del Covid-19, che hanno provocato una perdita della produzione industriale del 26,1% in aprile su marzo, quando e’ arretrata del 25,4% rispetto a febbraio (dati: Centro Studi Confindustria). Nel secondo trimestre, si assisterebbe ad una dinamica peggiore rispetto al primo, a causa della maggiore prudenza delle famiglie nelle decisioni di spesa, dello smaltimento delle scorte da parte delle imprese e di una contrazione generalizzata della domanda europea.

Per quanto concerne gli scambi commerciali esterni dell’Area Euro, la crescita dello scorso anno (+2,2%) sara’ seguita da un crollo del 11,5% nel 2020, solo parzialmente bilanciato da una crescita del 8,5% l’anno successivo, a riprova della persistenza dei danni della crisi sanitaria sulle “cinghie di trasmissione” delle catene globali del valore.

Secondo la Commissione, sul PIL italiano gravera’ particolarmente la performance delle esportazioni che nel 2020 diminuiranno del -13%, ma che torneranno a crescere del 10,5% l’anno successivo. (Si ricorda che le previsioni autunnali di crescita del nostro export si attestavano a +2-2,5% per il biennio 2020-21). La bilancia commerciale italiana registrerebbe comunque un avanzo, a causa di una pronunciata flessione delle importazioni (-13,6%).

Gli altri Paesi europei maggiormente colpiti dall’epidemia, Spagna e Regno Unito, subirebbero rispettivamente una flessione dell’export di beni e servizi del -19,8% e del -10,7%, mentre Francia e Germania registrerebbero un calo del 12%. In particolare, a causa di un calo della domanda interna inferiore rispetto a quello della domanda estera, la Germania risentirebbe di un’erosione dell’avanzo delle partite correnti, che passerebbe dal 7,1% al 6% del PIL. Si tratta del livello piu’ basso degli ultimi sette anni.

Venendo alle prospettive per il nostro Paese, i settori in cui vantiamo una buona presenza (industria alimentare e farmaceutica) e mantenutisi attivi nel corso del “lockdown” avranno anche opportunita’ di esportare a prezzi elevati nei prossimi mesi. Minori invece, secondo le stime attuali, le potenzialita’ di recupero per le imprese delle filiere dei macchinari e dei beni durevoli di consumo. Come prevedibile, perderemo posizioni negli scambi legati al turismo e gli arrivi dall’estero registreranno una contrazione significativa. Il recupero sara’ graduale nel periodo successivo al “lockdown”, con un effetto sui nostri conti con l’estero solo parzialmente compensato dalla minore propensione a viaggiare all’estero degli italiani. Un recupero della filiera del turismo sara’ possibile solamente una volta superata definitivamente l’emergenza del Covid-19. Guardando alle prospettive di medio termine, in cui i vincoli del distanziamento sociale si attenuano e i comportamenti di spesa tendono a normalizzarsi, per l’Italia la crescita “export-led” sara’ un percorso obbligato. Gli strascichi della crisi del coronavirus avranno effetti non solo sul differenziale di crescita della nostra domanda interna rispetto a quella dei nostri mercati di sbocco, ma anche sulla competitivita’ di prezzo-costi della nostra economia. Gia’ da alcuni anni la crescita salariale in Italia ha rallentato, portandoci a registrare un differenziale negativo rispetto alle altre maggiori economie dell’area euro. Questo divario si riproporra’ ancora per molto tempo, con effetti favorevoli sulla posizione competitiva del nostro settore manifatturiero. 

Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Decreto Rilancio: Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Il Decreto Rilancio riconosce un sostegno al reddito straordinario in favore dei cittadini italiani. La misura, denominata Reddito di emergenza (REM), si estende anche ai connazionali in rientro dall’estero che ristabiliscono in Italia la propria residenza.

Testo

1. L’art. 82 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto Rilancio) – “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” – pubblicato in G.U. n. 128 del 19 maggio 2020 – riconosce ai nuclei familiari in condizioni di necessita’ economica, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, un sostegno al reddito straordinario, denominato Reddito di emergenza (REM).

2. Al Reddito di emergenza possono accedere anche gli italiani all’estero che sono rientrati o rientrano in Italia entro il mese di giugno, trasferendo la residenza in Italia. Si tratta, ad esempio, di quei connazionali che hanno perso il lavoro come conseguenza delle misure adottate per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus e che ritengono di non poter proseguire la loro permanenza all’estero.

3. Le domande per il REM vanno presentate entro il termine del mese di giugno 2020. Il REM e’ riconosciuto ed erogato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS); per la richiesta il modello di domanda e’ predisposto dal medesimo Istituto, che ne stabilisce altresi’ le modalita’ di presentazione. Le richieste di REM possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa stipula di una convenzione con l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). Le richieste del REM possono essere inoltre presentate presso gli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152.

4. Tali misure, anche se immediatamente efficaci, sono subordinate alla conversione in legge del suddetto Decreto in legge.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Siate fieri dell’esempio di Falcone e Borsellino

E’ il senso del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai giovani delle scuole coinvolti nel progetto “La nave della legalità”, in occasione del 28° anniversario della strage di Capaci.

A ventotto anni dalla strage di Capaci” scrive il Capo dello Stato “invio un saluto caloroso a tutti i giovani delle scuole coinvolti nel progetto “La nave della legalità”, che ricorda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E, con loro, Francesca Morvillo e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Claudio Traina.

I due attentati di quel 1992 segnarono il punto più alto della sfida della mafia nei confronti dello Stato e colpirono magistrati di grande prestigio e professionalità che, con coraggio e con determinazione, le avevano inferto durissimi colpi, svelandone organizzazione, legami, attività illecite.

I mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società. Nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste.

La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità.

I giovani sono stati tra i primi a comprendere il senso del sacrificio di Falcone e di Borsellino, e ne sono divenuti i depositari, in qualche modo anche gli eredi.

Dal 1992, anno dopo anno, nuove generazioni di giovani si avvicinano a queste figure esemplari e si appassionano alla loro opera e alla dedizione alla giustizia che hanno manifestato.

Cari ragazzi”  conclude il Presidente Mattarella  ” il significato della vostra partecipazione, in questa giornata, è il passaggio a voi del loro testimone. Siate fieri del loro esempio e ricordatelo sempre”.(aise)

Fonte https://aise.it/primo-piano/siate-fieri-dellesempio-di-falcone-e-borsellino/145665/160

Ir Arriba