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April 2020 - page 8

Musica e solidarietà italiane nel mondo

Anche gli Istituti Italiani di Cultura hanno rilanciato nel mondo l’iniziativa “Musica che Unisce”, la staffetta musicale organizzata per raccogliere fondi per Protezione civile andata in onda ieri sera su Raiuno.

L’iniziativa, disponibile ora su RaiPlay e in streaming su Youtube e Facebook, come pure sul sito della Farnesina, ha visto la partecipazione di grandi artisti della musica italiana riuniti virtualmente per contribuire a far fronte all’emergenza sanitaria da COVID-19.

“Musica che unisce” è visibile all’estero su tutti i siti degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, grazie a una collaborazione con le piattaforme Rai in streaming.

Cesare Cremonini, Tiziano Ferro, Levante, Marco Mengoni, Andrea Bocelli, Francesco Gabbani, Francesca Michielin, Emma Marrone, Il Volo, Elisa, i Negramaro, Tommaso Paradiso, Riccardo Cocciante, Diodato, Mahmood, Brunori, Ludovico Einaudi, Calcutta, insieme a tanti altri artisti, si sono esibiti per lanciare un forte messaggio di responsabilità in un momento di grande difficoltà per il Paese.

Rigorosamente da casa, i numerosi artisti che hanno aderito all’iniziativa hanno regalato al pubblico inediti video set live per un unico lungo concerto di musica condivisa, senza interruzioni pubblicitarie, per raccogliere fondi e ricordare come la connessione tra esseri umani, possibile attraverso la musica, sia fondamentale per superare l’emergenza planetaria in atto.

La voce narrante di Vincenzo Mollica introduce anche i contributi di Gigi Proietti, Roberto Bolle, Piefrancesco Favino e Paola Cortellesi, Mogol, Enrico Brignano, più i messaggi che hanno voluto inviare Bebe Vio, Federica Pellegrini, Valentino Rossi ed altri.Sempre all’insegna delsentirsi uniti restando a casa.

È possibile inviare donazioni al numero del conto corrente messo a disposizione dalla Protezione Civile:

Banca Intesa Sanpaolo Spa – Filiale di Via del Corso, 226 Roma
IBAN: IT84 Z030 6905 0201 0000 0066 387 – BIC: BCITITMM
causale: Musica che unisce. (aise)

Reperibile da https://www.aise.it/primo-piano/musica-e-solidarietà-italiane-nel-mondo/143649/160

Perché si dice “pesce d’aprile”? l’origine e la storia degli scherzi del primo aprile

Le origini del pesce d’aprile non sono certe, anche se sono state proposte diverse teorie. Prima dell’adozione del calendario Gregoriano, nel 1582, il Capodanno era celebrato tra il 25 marzo (la vecchia data dell’equinozio di primavera) e il 1 aprile. Una delle ipotesi più accreditate vuole dunque che, a seguito del cambiamento di calendario, non tutti si abituarono alla modifica e vennero quindi additati come gli “sciocchi d’aprile”. Da qui l’origine burlesca dell’1 aprile.

LA STORIA

In Europa, i festeggiamenti del primo d’aprile diventano usanza intorno alla fine del 1500: pochi anni dopo l’adozione del nuovo calendario Gregoriano. Nella Francia di Re Carlo IX e nella Germania degli Asburgo, la tradizione prende il via e si diffonde poi in Inghilterra (nel XVIII secolo) e negli altri stati europei.

La leggenda vuole che molti francesi, contrari a questo cambiamento o semplicemente sbadati, continuassero a scambiarsi regali tra marzo e aprile, festeggiando il Capodanno come ai vecchi tempi.

Dei burloni iniziarono così, per sbeffeggiarli, a consegnar loro regali assurdi o vuoti durante feste inesistenti. Nel regalo vuoto si poteva trovare un biglietto con scritto poisson d’avril: pesce d’aprile, in francese.

In Italia l’usanza dell’1 aprile è recente: risale agli anni tra il 1860 e il 1880. La prima città ad accogliere l’abitudine francese fu Genova, dove la passione per gli scherzi d’aprile sbarcò nel suo porto così vivace. La tradizione si radicò prima tra i ceti medio-alti, poi prese piede anche tra il resto della popolazione.

PERCHÉ IL PESCE?

Cosa c’entrano i pesci? Anche per questo c’è una spiegazione ed è che i pesci abboccano facilmente all’amo. Come le vittime delle burle “abboccano” facilmente alla presa in giro.

Va detto però che a volte è veramente difficile non cascarci: anche perché la fantasia non ha limiti e le burle nemmeno. Possono passare dalle aule di scuole, dai parchi gioco dalla televisione e dai siti web.

Qualche anno fa, ad esempio, il famoso astronomo e conduttore radiofonico inglese Patrick Moore annunciò invece che un eccezionale allineamento di Plutone e Giove previsto per le 9:47 della mattina del primo aprile avrebbe azzerato gli effetti della gravità terrestre, e tutti gli abitanti del pianeta avrebbero iniziato a fluttuare come gli astronauti nello spazio!

IL PESCE D’APRILE IN GIRO PER IL MONDO

Ogni paese ha un suo modo di chiamare la festa dell’1 aprile. Come abbiamo visto, in Francia, come in Italia, si usa l’espressione poisson d’avril, pesce d’aprile. Nei paesi anglofoni, come Regno Unito e America, invece, si chiama April fool’s day (“Il giorno dello sciocco d’aprile”), dove il termine “fool” richiama alla mente il Fool, il giullare delle corti medioevali, sottolineando così la connotazione scherzosa della festa.

Infine, in Germania, Aprilscherz è più semplicemente lo “Scherzo d’Aprile”.

Nella Scozia delle Highlands il pesce d’aprile dura due giorni, nel secondo, il Taily Day, ci si diverte ad attaccare sulla schiena dei malcapitati (sciocchi o gawls) un cartello con la scritta “Kick me!” (Dammi un calcio).

In Portogallo, i giorni dedicati agli scherzi sono la domenica e il lunedì prima della Quaresima, in cui interi pacchi di farina vengono gettati sugli amici.

Anche l’India ha il suo pesce d’aprile. Cade però un giorno prima, il 31 marzo. In quella data si celebra la festa Huli per celebrare la primavera e prendersi gioco di tutti.

Reperibile da https://www.focusjunior.it/comportamento/feste/pesce-d-aprile/perche-si-dice-pesce-d-aprile-origini-e-storia/

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