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June 2019 - page 2

Piccole cronache metropolitane

Sono sempre sorpreso, quando mi trovo in una grande città italiana, dagli echi che mi giungono di storie lontane. Cerco allora di aguzzare le orecchie e, immancabilmente, colgo squarci di umanità che non avrei mai immaginato solo qualche attimo prima. Chi ha detto che nelle città popolose si prova la solitudine? Non è vero! Quante storie puoi immaginare dietro il volto di un operaio o di un impiegato che al mattino sta bevendo un cappuccino, o dietro il sorriso della barista…

La grande città italiana è sempre un crocevia di destini. Se ascolti i discorsi sulla panchina mentre aspetti l’autobus, ti accorgi che ciascuno ha da insegnarti qualcosa, e puoi scoprire che ci sono molte persone che hanno sofferto più di te e che in quel momento forse ti stavano aspettando per fartene parte. C’è un’umanità che vorresti abbracciare, che incontri sull’autobus, donne anziane che hanno appena iniziato a raccontarti la loro vita e devono scendere alla fermata successiva. Le insegui con lo sguardo, e sei certo, in quel momento, che le rivedrai, che non può essere il caso che te le ha fatte incontrare.

Non molti giorni fa mi trovavo in una di quelle nostre affascinanti città del Nord «piene di vita, piene di luce, con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce», come cantava molti anni fa Giorgio Gaber, e una signora, sull’autobus, guardando fuori, mi ha fatto notare che molte persone avevano in mano dei mazzetti di rose. «Ah! – ha esclamato – oggi è la festa di Santa Rita!». Io, per la verità, non me ne ero ricordato. «Io – ha proseguito la donna – non sono molto di chiesa (ha detto proprio così), però questo me lo sono ricordato». Ho avuto l’impressione che mi stesse chiedendo di parlarle di Santa Rita, e io l’ho fatto. Alla fine mi ha detto che avrebbe letto la vita della santa. Davvero curioso – ho pensato scendendo dall’autobus – questa donna ha ricordato a me che era la festa di Santa Rita affinché io gliene parlassi.

Mi è capitato poi, sempre sull’autobus, di ascoltare una donna che pareva d’altri tempi, e che si rivolgeva ad un vicino di posto dicendogli, come in un romanzo di Carlo Cassola o di Vasco Pratolini: «Io non voglio più sentir parlare di guerre. Mia nonna, durante la prima guerra mondiale, ha visto morire una sua sorella, che a causa della situazione di emergenza non ha potuto curarsi di una malattia che aveva fin da piccola. Poi, nell’ultima guerra, non ha visto tornare un suo figlio dalla Russia. Sicché io di guerre non voglio più sentir parlare». Raccontava come se quegli avvenimenti fossero recenti. Eppure avrà avuto poco più di sessant’anni, e aveva tutta l’aria di una persona equilibrata. L’ho osservata: era come se si fosse identificata nella nonna, che, di certo, doveva amare molto. Queste nonne…- ho pensato- quando sono in vita ti fanno da mamme, e quando sono morte ti accompagnano dappertutto, come sorelle più grandi. E, in fondo, che cos’è il tempo e lo spazio? Solo una dilatazione dell’essere: niente di più. E che cos’è la letteratura? La cronaca di fatti che devono ancora accadere.

In due giorni, mi pare di aver riletto più di un romanzo del Novecento, e molti altri mi sono stati suggeriti. E poi si dice che bisognerebbe rifugiarsi in una grotta per parlare con Dio…

Bisogna camminare lungo le strade delle nostre stupende città. Quanti Cristi si…incrociano.

IL SORRISO E L’ETERNITA’

Quante volte la vita ci fa incrociare,
per una sola volta,
nei posti più impensati
(sull’autobus, in treno, in ascensore…),
uno sguardo, un sorriso,
un “grazie” o un “prego”
regalati così, per il solo gusto
di far piacere all’altro :
anime che per un attimo si sfiorano,
che vorrebbero abbracciarsi,
bagliori inaspettati di umanità
destinati a riaccendersi altrove…
Quando saremo sull’altra sponda,
scopriremo che dietro ogni sorriso
c’era una promessa di eternità,
e che ogni lacrima versata,
qualunque ne sia stato il motivo,
è un giacimento di misericordia.
Davvero un sorriso può aprire
la porta del Paradiso.

Giuseppe Lalli

Il ponte sospeso più lungo d’Italia

Avreste mai detto che uno dei ponti sospesi più lunghi del mondo si trova in Italia e non nel Costa Rica o giù di lì? Il primato di ponte tibetano più lungo d’Italia lo detiene la località di San Marcello Pistoiese, in Toscana. Si tratta di una passerella pedonale che collega i due versanti del torrente Lima, tra Mammiano Basso e Popiglio, nel comune di San Marcello Piteglio.

È lungo 227 metri e alto 36 e si cammina su una passerella di soli 80 cm li larghezza.

Nel 1990 è stato inserito nel libro dei Guinness dei primati che lo annoverava come “il più lungo ponte sospeso pedonale del mondo”. Dal 2006, però, il record è detenuto dal Kokonoe Yume Bridge che si trova in Giappone.
Inaugurato nel giugno del 1923, è stato costruito con strutture che appoggiano su quattro cavi d’acciaio mantenuti in tensione.

Serviva a permettere il passaggio degli operai che, da Popiglio, si dovevano recare a lavorare nelle fabbriche sul versante opposto. Senza una struttura di questo tipo, gli operai avrebbero dovuto percorrere a piedi circa 6 chilometri prima di raggiungere il posto di lavoro.

L’opera oggi ha perso la sua funzione originale, ma nel corso degli anni ha subìto importanti lavori di consolidamento. Nel 2014 è stata inaugurata l’illuminazione notturna del ponte.

L’attraversamento del ponte è indubbiamente suggestivo. Il punto più alto si trova a circa 40 metri e la sua struttura, costituita da una pedana, reti metalliche e tiranti d’acciaio, costituisce un percorso molto adrenalinico.

Iniziate oggi le giornate della fotografia nell’isola dell’Asinara

Tre giornate dedicate alla fotografia all’Asinara dove, tra il 20 e il 22 giugno, una comunità di cento persone, composta da fotografi, filosofi, scrittori, storici e cineasti, storici e critici dell’arte e della fotografia, si insedierà temporaneamente in alloggi e spazi di studio diffusi su tutto il territorio dell’isola dando vita ad un ampio confronto tra le varie discipline artistiche.

È la seconda edizione di «The Photo Solstice – Le Giornate della Fotografia all’Asinara», il progetto della Fondazione di Sardegna con la direzione artistica di Marco Delogu che quest’anno vedrà la partecipazione del filosofo Giorgio Agamben, lo scrittore Edoardo Albinati, il direttore della Maison Europeenne de la Photographie Simon Baker, il giornalista e storico Maurizio Caprara, il regista Giovanni Columbu, il video maker Vincenzo Ligios, il fotografo e docente al Massachusetts Art Institute Matthew Montheit, il fotografo Pino Musi, il fotografo e docente alla Cornell University Luca Spano e il fotografo Paolo Ventura.

Il tema portante della seconda edizione è la contaminazione tra le arti, e si sviluppa a partire dalla domanda sul perché il comune sentire tra le diverse discipline sia poco praticato e come mai sempre più si assiste a una iper specializzazione. Insieme ai relatori sarà coinvolto un gruppo di venti fotografi partecipanti che, selezionati tramite open call, soggiorneranno gratuitamente sull’isola grazie a venti borse di studio offerte dalla Fondazione di Sardegna e dall’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna.

Ai partecipanti, coordinati e affiancati da tre tutor, sarà parallelamente affidata la realizzazione di un lavoro « topografico » sull’isola: un patrimonio di immagini inedite chegrazie al sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission sarà messo a disposizione del Parco Nazionale dell’Asinara e delle istituzioni pubbliche e private coinvolte nella promozione culturale e turistica dell’isola e del suo territorio.

Il programma

Le tre giornate saranno scandite da lectures, talk e tavole rotonde alternate ad attività di laboratorio finalizzate all’organizzazione del lavoro basate sulla storia dell’isola e sull’analisi della grandi campagne topografiche. Pranzi, cene e momenti conviviali saranno un’occasione di ulteriore discussione e confronto tra i relatori e i partecipanti sui temi proposti in questa edizione. Di questa comunità sarà parte attiva anche il pubblico, invitato alla partecipazione e al confronto nel corso degli incontri serali previsti venerdì 21 e sabato 22 giugno, a partire dalle 21:30, presso la località Cala d’Oliva.

Il progetto

Dopo il lavoro « Asinara » di Marco Delogu, prodotto dalla Fondazione di Sardegna nel 2017 e culminato in un libro, con un testo di Edoardo Albinati, e una mostra (allestita a Cagliari e Sassari nelle sedi della Fondazione Sardegna, a Pistoia presso il Museo Civico di Palazzo Fabbroni e a Londra presso il Warburg Institute), nel 2018 è nata l’esperienza« The Photo Solstice »: un progetto della Fondazione Sardegna con la direzione artistica di Marco Delogu, promosso nell’ambito della piattaforma culturale AR/S – Arte Condivisa in Sardegna in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Asinara e con il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna e della Fondazione Sardegna Film Commission. La prima edizione ha coinvolto i relatori Gerry Badger, Lorenza Bravetta, Gianfranco Cabiddu, Maurizio Caprara, Davide Di Gianni, Helena Janeczek, Mirjam Kooiman, Guy Tillim, Paolo Ventura e Francesco Zanot.

La storia dell’Asinara

L’Asinara è un’isola del mar Mediterraneo, situata fra il Mar di Sardegna a ovest, il Mare di Corsica a nord e l’omonimo golfo a est; a sud è separata dalla piccola Isola Piana da uno stretto canale navigabile, il cosiddetto Passaggio dei Fornelli. Fa parte del comune di Porto Torres, in provincia di Sassari. Nel 1880 le due comunità che la abitavano, pastori sardi e pescatori liguri, vengono forzatamente portati in Sardegna e fondano Stintino, mentre l’isola dell’Asinara diventa un carcere e un sanatorio, ospitando nella prima guerra mondiale un campo di prigionia dove moriranno oltre settemila soldati austro-ungheresi. L’Asinara è rimasta chiusa al pubblico dal 1885 al 1999, in un isolamento totale rafforzato nei primi anni sessanta dall’istituzione del carcere di massima sicurezza in cui vennero internati brigatisti e mafiosi come Raffaele Cutolo e Salvatore Riina. L’isolamento ha tuttavia permesso la preservazione di gran parte dell’ambiente naturale dell’isola, evitando la cosiddetta cementificazione, e permettendo la nascita nel 1997 del Parco Nazionale dell’Asinara.

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In Salento il World Festival Poetry

World Festival Poetry, organismo fondato in America latina (dal Messico fino all’Argentina) e ormai rappresentato in oltre 160 nazioni, è un ente non governativo che fonda il suo attivismo poetico sul potere della parola per sancire i diritti umani, reclamare la dignità di ogni nazione e combattere o denunciare le ingiustizie. Credere nella potenza della parola poetica per costruire un mondo di pace e più uguaglianza tra i popoli è il sogno condiviso di tanti poeti, ma Yuri Zambrano, medico messicano ha deciso di provarci sul serio.

Tra i suoi collaboratori ci sono Luz María López direttrice continentale per le Americhe, Hilal Karahan poetessa turca che ha il ruolo di direttore intercontinentale che copre la Turchia e i paesi limitrofi e coordina le attività di Asia ed Europa , la poetessa siriana Malak Sahioni, responsabile per gli affari internazionali del WFP, Aminur Rahman direttore continentale per l’Asia, Nnanne Ntube direttrice continentale per l’Africa, Fatma Nazzal direttrice per il Medio oriente, Amme D. Brown per Australia e Micronesia e la poetessa italiana Claudia Piccinno, direttrice continentale per l’Europa.

Questo mese il web si sta riempiendo di poster molto simili per un prossimo evento che si ripeterà la notte del solstizio d’estate in tantissime località, finora si prevedono almeno 70 Reading poetici. Questa iniziativa denominata J-21 INITIAKTIVES contiene due parole a loro molto care: aktivismo e iniziativa. La k di InitiaKtives è anello di congiunzione tra le due parole, una chiave poetica appunto. Lo slogan di quest’evento, che si terrà in simultanea nei cinque continenti, è NO WAR – HUG PEACE e vuol essere un urlo pacifista per richiamare l’attenzione della gente e dei governi perché tutti insieme ci si possa impegnare per la pace nel mondo.

Nel pianeta molti sono i governi fantocci che sostengono le guerre, facilitando i traffici d’armi o il passaggio di eserciti, o contribuendo a occupare territori strategici per la loro posizione o per sfruttarne le risorse economiche e/o naturali. WFP organizza quattro eventi all’anno, dove protagonista è la parola, garantendo l’unione tra le nazioni attraverso la bellezza. Altra mission di quest’organismo è scovare e battezzare santuari poetici, immersi nella natura e nella bellezza che abbiano assistito nei secoli a pacifiche e silenti imprese, si pensi ad esempio ai sentieri battuti dai pellegrini.

Quest’anno l’evento si terrà a Nardò (Lecce) il prossimo 21 giugno alle ore 18:30, presso l’Oasi Tabor, in Strada Santa Caterina 177. Parteciperanno alla kermesse poetica Anna Leo, Annalena Cimino, Annamaria Campa, Annamaria Colomba, Antonella Tamiano, Carlo Alberto Augieri, Carlo Solidoro, Chiara Francesca De Donatis, Esmeralda Custode, Giuseppe Pellegrino, Giulio Raganato, Lucia Babbo, Madia Ingrosso, Maria De Giovanni, Marika Stapane, Mirjana Dobrilla. Paolo Pagliaro, Pasquale Geusa, Regina Resta, Sara Donadei, Sonia Colopi, Vito Adamo.

Claudia Piccinno – WFP Continental Director

 

Presentato il libro “Prácticas de derecho penal y sistema de la pena”

Giovedì 13 giugno, nell’Aula Magna, della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Buenos Aires, le professoresse in Diritto Penale Nadia Espina e Gabriela Giusis hanno presentato con i professori, Alejandro W. Slokar, Alejandro Alagia e il Professore emerito Eugenio R. Zaffaroni, ora membro della ”Corte Interamericana de Derechos Humanos”, il libro “Prácticas de DERECHO PENAL y SISTEMA DE LA PENA”, di cui sono autrici.

Con questo libro e vari testi anteriori vari accademici di Diritto Penale cercano di elaborare una tradizione in materia svincolandosi da quella europea, cui si orientava nel passato. Come suggerisce il titolo, la normativa del Diritto Penale è completamente separato dalla pene.

Le autrici, in effetti, citando anche vari casi, si propongono di far comprendere agli alunni e lettori la differenza tra applicazione del Diritto e Pena rifacendosi a principi più umani e meno freddi, risultati dell’unione di Sociologia, Criminologia e Diritto Penale. Hanno citato un caso, esposto nel libro, in cui un poliziotto ammazza sparandogli alle spalle un ladro e hanno chiarito e fatto notare che si tratta di un esempio di esecuzione sommaria. Gli oratori hanno spiegato che compito dei giudici è seguire la normativa legale ma anche proteggere, quando si può, l’individuo di fronte a un sistema che può essere troppo giustizialista (Slokar).

Zaffaroni ha citato il sociologo e penalista Alessandro Baratta, giurista e sociologo italiano, 1933 – 2002, per cui i più deboli sono oppressi dalle minoranze dei più forti e l’intervento pubblico migliore non è il diritto penale, ma una politica di protezione dei diritti e delle libertà fondamentali. Il noto giudice ha fatto notare che il sistema di potere, nei paesi centrali, nonostante i bruschi cambiamenti sociali che provoca, rispetta le norme e non genera situazioni fuori di controllo ma nei paesi periferici non ha limiti, crea il caos e in una situazione di caos, si originano vari livelli di pene, uno ufficiale e gli altri eseguiti da membri di altre istituzioni.

L’Aula Magra era gremita da professori di Giurisprudenza e da molti studenti. Tra il pubblico c’erano il noto intellettuale Alberto Filippi, la segretaria accademica del Circolo Giuridico Malena Errico e il direttore esecutivo dello stesso Circolo Miguel Coluccio.

Edda Cinarelli

Bandiere Blu, la Liguria è in testa con 30

Le Bandiere Blu sono state assegnate e la Liguria guida la classifica nazionale con ben 30 località che se le aggiudicano, di cui tre nuovi ingressi.

Il nostro mare sembra migliorato rispetto dallo scorso anno. Nel 2018 infatti erano 175 i Comuni che avevano ottenuto l’importante riconoscimento, quest’anno invece il numero è salito a 183, ben otto in più. Dodici sono le new entry, quattro invece quelli che sono usciti dalla classifica. A rivelare i dati è stata l’organizzazione internazionale non governativa e no-profit, la Foundation for Environmental Education, fondata nel 1981 in Danimarca e volta appunto a divulgare le buone abitudini in fatto di rispetto ambientale. La cerimonia di premiazione è avvenuta a Roma nella sede del Cnr, alla presenza dei sindaci.

E’ infatti la FEE a conferire l’ambito riconoscimento alle località costiere europee che soddisfano i criteri di qualità richiesti. Sia riguardanti le acque di balneazione che i servizi offerti, come per esempio la pulizia delle spiagge. In testa alla classifica nazionale la Liguria con 30 località, tre in più rispetto allo scorso anno. Le new entry sono appunto Imperia, Riva Ligure e San Remo, entrambe in provincia di Imperia. Le Bandiere Blu sono state assegnate anche a 72 approdi turistici e la Liguria può vantare l’ingresso di due, Goimperia e Marina di Loano, Savona. In seconda posizione la Toscana con 19 località. Segue poi la Campania con 18 bandiere, lo stesso numero del 2018. Le Marche ne perdono invece due ma ne guadagnano una, andando così a raggiungere quota 15.

Sono 14 le bandiere assegnata alla Sardegna, una in più rispetto al 2018, seguita dalla Puglia che ne perde due ma allo stesso tempo ne guadagna una, arrivando a 13. La Calabria ne ottiene due in più e conquista quindi 11 bandiere. Sale a 10 l’Abruzzo grazie all’entrata di un lago. Il Lazio raggiunge le 9 e il Veneto non mostra alcun cambiamento confermando le 8 Bandiere del passato. L’Emilia Romagna conferma le sue 7 località, come la Sicilia che ne guadagna una passando a 7 Bandiere. La Basilicata va a 5 con un nuovo ingresso e il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 Bandiere dell’anno precedente. Il Molise chiude la classifica rimanendo con 1 Bandiera.

Valentina Dardari (pubblicato da Il Giornale il 03.06.2019)

Prima che te lo dicano altri, il romanzo ‘argentino’ di Marino Magliani finalista al Premio Bancarella 2019

Prima che te lo dicano altri, un romanzo che comincia in Liguria e finisce in Argentina, come la storia della prima emigrazione italiana nel paese sudamericano. E attraversa la pagina più buia della storia argentina. È tra i sei finalisti per il Premio Bancarella 2019 il cui vincitore verrà proclamato domenica 21 luglio a Pontremoli. Compete con Elisabetta Cametti, Dove il destino non muore, Cairo; Alessia Gazzola, Il ladro gentiluomo, Longanesi; Tony Laudadio, Preludio a un bacio, NN Editore; Marco Scardigli, Évelyne, Interlinea; Giampaolo Simi, Come una famiglia, Sellerio.

Prima che te lo dicano altri – scheda libro

Prima di essere un cacciatore e bracconiere, e agricoltore solitario con la passione dell’innesto, Leo Vialetti è stato un bambino della Val Prino nell’Italia del boom che qui non è mai arrivato, una Liguria di frontiera che vede il mare per sbaglio e in cui crescere senza padre significa diventare grandi troppo presto. In un’estate decisiva come tutte quelle che fanno da preludio all’adolescenza, l’unico adulto che sembra volersi prendere cura di lui è uno straniero, un argentino, Raul Porti, che gli dà ripetizioni scolastiche e gli insegna ad amare e rendere fertile la terra, prima di sparire improvvisamente.

Quando Leo deciderà di comprare all’asta la vecchia villa di Raul Porti, ciò che scoprirà lo costringerà a perdere un mezzo amore appena sbocciato e partire alla cieca per l’Argentina, per capire dove e come sia finito l’uomo più importante della sua vita, proprio nei giorni più terribili del Novecento sudamericano, quelli dei desaparecidos.

Grazie a una lingua lirica, affilata e precisa, Magliani costruisce una storia durissima di formazione, che non fa sconti alla nostra storia recente e che ci racconta di un affetto che travalica sentenze e confini spazio temporali per restituirci l’avventura epica per eccellenza, la ricerca delle proprie radici.

Valeria Rendi

Avvio dell’Accademia Nazionale Hockey Campana con il patrocinio del CONI e del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires

Domenica 2 giugno, presso il Club Ciudad de Campana, in provincia di Buenos Aires, ha preso avvio la seconda sede della Accademia Nazionale Hockey Argentina, progetto organizzato dalla Federazione Italiana Hockey con il fine di creare un vincolo, attraverso lo sport, tra Italia e Argentina.

Oltre a coincidere con la Festa della Repubblica Italiana, festività molto sentita dalle collettività degli italiani all’estero, il 2 giugno si è celebrata anche la XVI GIORNATA NAZIONALE DELLO SPORT, manifestazione promossa dal C.O.N.I e dalla Farnesina, che dallo scorso anno prevede anche l’organizzazione di eventi sportivi nei paesi dove è presente un delegato CONI (Argentina, Brasile, Canada, Stati Uniti, Svizzera e Venezuela oltre a Cile ed Uruguay che rientrano sotto la delegazione argentina). Nel complesso si sono svolti una sessantina di eventi nel mondo, in 48 città, coinvolgendo 26 discipline sportive e la manifestazione di Campana, che rientrava nel programma ufficiale della giornata, è stato l’unico evento di hockey su prato.

Le due testimonial d’eccellenza, Victoria Corso ed Eugenia Garraffo, hanno contribuito a dare uno spessore internazionale alla giornata. Entrambe sono atlete italo-argentine che hanno giocato per la nazionale italiana di hockey: Victoria per ben 8 anni fino al 2010 ed Eugenia è ancora nel giro della nazionale avendo partecipato a luglio 2018 ai mondiali di Londra con la maglia azzurra. La loro presenza come allenatrici, oltre ad apportare un livello tecnico altissimo all’Accademia, ha trasmesso un messaggio simbolico molto forte di unione tra Italia ed Argentina attraverso lo sport.

Alla giornata hanno partecipato 96 giocatrici tra i 14 e i 19 anni di ben 7 scuole ed un club: la Dante Alighieri, la Holsters, la Escuela Rocca ed il Club Ciudad, tutte della zona di Campana. Inoltre per l’occasione sono venute in trasferta le quattro scuole paritarie italiane di Capital Federal che fanno parte della prima Accademia Nazionale Hockey Argentina di Vicente Lopez: la Cristoforo Colombo, il Centro Culturale Italiano, la De Amicis e la Manzoni.
Ben 12 tra allenatrici ed aiutanti hanno organizzato e gestito l’evento con l’aiuto, inoltre, di 8 alunni del CIEDA, un istituto di educazione fisica, che hanno fatto un’esperienza formativa durante la giornata. Le 96 atlete sono state divise per livelli: “iniziale”, per chi non aveva mai praticato questo sport, “intermedio” per chi lo praticava solo a scuola e “alto”, per chi praticava hockey anche in un club. Inoltre, una parte di campo è stata destinata ad un allenamento specifico per i portieri presenti, tra i quali anche Valentina Locascio che a soli 19 anni ha già fatto un’esperienza di gioco in Italia al Cus Torino ed è stata eletta miglior portiere under 21 di indoor della scorsa stagione. La prima ora e mezza è stata dedicata ad allenamento per stazioni, mentre nell’ultima ora si sono svolte 6 partite in modalità seven (7 vs 7).

Dopo il pranzo nella mensa del Club ci si è trasferiti tutti nello splendido salone del Club Ciudad che, grazie al Presidente Roberto Perez, ha ospitato l’evento. Innanitutto si è lanciato il concorso promosso dagli sponsor che hanno permesso la realizzazione della giornata: Sensaciones Turismo Expetur, High End Experts, Helena, Estilo Cardales e VSI sonido e che consentirà alle partecipanti di vincere bellissimi premi condividendo le loro foto della giornata su Instagram (#accademianazionalehockeyargentina).

Poi Victoria Corso, oltre a raccontare la sua esperienza in Italia e nella Nazionale, ha regalato splendide parole alle giovani atlete presenti sottolineando l’impegno, i sacrifici, i compromessi ed i valori che occorrono per raggiungere un obbiettivo nella vita e nello sport e mettendo anche in evidenza i valori che contraddistinguono uno sport di squadra rispetto ad uno individuale.

L’Area Manager dell’Accademia in Argentina, Andrea Pedemonte, ha poi preso la parola per spiegare il progetto ai presenti. La finalità dell’A.N.H.A. è quella di unire la comunità italiana presente in Argentina attraverso l’hockey e connettere questi giovani con i loro coetanei italiani che stanno realizzando lo stesso progetto. Dunque creare un vero ponte tra i due paesi grazie allo sport. Infine, grazie alla sinergia tra l’Accademia e le scuole italiane, queste ultime potranno mettere a disposizione dei propri ragazzi anche un’ulteriore opportunità per consentire loro di svolgere in futuro un’esperienza in Italia in ambito sportivo. Attivando un percorso sportivo parallelo a quello educativo, si permetterà ai giovani di poter, un domani, partecipare ai campionati italiani. L’obbiettivo per il futuro è quello di creare una rete di diverse sedi dell’Accademia, in diverse località dell’Argentina, connesse tra loro e con le Accademie in Italia. Per questo la giornata del 2 giugno, che ha visto nascere la seconda Accademia dopo quella avviata a novembre scorso a Vicente Lopez, risulta particolarmente significativa.

E’ stato poi mostrato ai presenti il video di saluti inviato dall’Italia dal Presidente della Federazione Italiana Hockey, Sergio Mignardi, e quello delle atlete della Nazionale italiana in ritiro a Roma.

I ragazzi della Dante Alighieri di Campana oltre a portare le bandiere dei due paesi e far ascoltare gli inni nazionali di Italia e Argentina, hanno proiettato un bellissimo video della giornata realizzato durante la pausa pranzo.

Il progetto, come detto, è stato patrocinato dal Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires. Ieri era presente alla manifestazione il Console Gianluca Guerriero che ha ricordato i valori e le origini della Festa della Repubblica Italiana e ha illustrato ai presenti la XVI Giornata Nazionale dello Sport. Ha voluto inoltre sottolineare l’importanza dei valori dello sport per la crescita dei ragazzi.

In conclusione si è giustamente ringraziato le due organizzatrici della giornata: Romina Deprati e Luciana Persano che con la loro enorme passione per l’hockey, il loro grande amore per l’Italia e la loro estrema professionalità, hanno realizzato questa bellissima giornata di sport.

Andrea Pedemonte

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Il femminismo, una valanga, una forza straripante che può cambiare il mondo

Non posso fare a meno di pensare con ammirazione ed affetto alle prime femministe argentine, a quelle delle prime decadi del Mille novecento, che pur appartenenti a partiti politici diversi hanno fatto da apripista alla conquista del diritto di voto, ottenuto nel settembre 1947, con la Legge 13.010 voluta da Eva Peròn, e attraverso il tempo, con la esperienza delle lotte delle varie associazioni di difesa dei diritti umani, come Madres de Plaza de Mayo e Abuelas, hanno originato il femminismo attuale. Tra le pioniere: Giulietta Lanteri, fondatrice nel 1919 del Partito Femminista Nazionale Argentino; Alfonsina Storni poetessa, scrittrice e giornalista; Alicia Moreau Justo, fondatrice del “Centro Socialista Feminista” y “La Unión Gremial Argentina”, Salvadora Medina Onrubia anarchica, scrittrice, giornalista, imprenditrice; Carolina Muzzilli, socialista, sindacalista, cronista estensore delle azioni di Lanteri, e tante altre che lottavano per l’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna. Combattevano per raggiungere i loro obiettivi e, senza manifestare in abiti succinti, provocavano fortemente con il loro comportamento, ed erano considerate dai perbenisti delle “poco di buono”, derise e beffeggiate nelle riviste dell’epoca. Facevano proposte concrete, organizzavano congressi per migliorare la situazione delle donne e dei bambini in campo civico, del lavoro, dell’educazione, della salute.

Sono passati gli anni, se non fosse per alcune studiose, forse non sarebbero nemmeno ricordate, il fatto è che il femminismo con loro era effervescente e dinamico, poi è caduto in una specie di letargo, fino a quando, dopo varie dittature, con la democrazia recuperata e stabile, il Movimento Femminista unito al movimento LGBT, conosciuto come movimento di liberazione omosessuale, è riesploso incontenibile quasi a livello mondiale. Prima ci sono state le esperienze di Hillary Clinton, Michelle Obama, Máxima Zorreguieta, Christine Lagarde, che aiutano donne dei paesi poveri a intraprendere piccole imprese e a farle crescere, ma il loro femminismo è per una minoranza, è dell’1% , un po’ come succedeva all’epoca dei romani, in cui poche signore, molto ricche valevano quanto gli uomini. Il movimento di adesso è esploso dal basso e si è esteso a tutte le classi sociali, è del 99%.

Il 28 maggio a Buenos Aires, il verde, colore del fazzoletto che agitano le femministe, è tornato al Congresso in occasione del l’ ottava presentazione del progetto d’interruzione volontaria della gestazione, nonostante il grande appoggio il dibattito è stato rimandato dalla maggioranza e dall’opposizione all’anno prossimo e sarà incluso nella campagna elettorale per le prossime elezioni politiche, 25 ottobre.

Le donne sono scese in piazza non solo a Buenos Aires, ma in molte altre città dell’Argentina e del mondo. Si può affermare che il femminismo con le sue molteplici organizzazioni, è diventato forse l’unico partito rivoluzionario mondiale capace di proporre e realizzare dei cambiamenti in contrapposizione al neoliberismo e i partiti sovranisti, basati sul patriarcato, di cui tante leader sono donne come Marine Le Pen in Francia e Giorgia Meloni in Italia.

Basta solo che se lo propongano.

Edda Cinarelli

A Buenos Aires il forum per la promozione e lo sviluppo delle PMI e Start Up innovative

Organizzato da Ambasciata italiana in Argentina e Agenzia Ice si terrà il 13 e 14 giugno prossimi a Buenos Aires il “Forum economico bilaterale Italia-Argentina per le PMI e start up innovative”.

Cinque i settori focus – meccanica, agroindustria, energie rinnovabili – della due-giorni che sarà ospitata nell’Auditorium Manuel Belgrano e a Palacio San Martin della Cancilleria Argentina.

Ad aprire i lavori la mattina del 13 giugno saranno il Ministro degli Affari Esteri argentino, Jorge Faurie e l’Ambasciatore d’Italia in Argentina, Giuseppe Manzo.

Dopo l’intervento del Viceministro degli Affari Esteri, con delega per gli Affari Economici Internazionali, Horacio Reyser Travers, i lavori entreranno nel vivo con il primo tavolo dedicato al tema “Innovazione produttiva, commercio e strumenti finanziari” con interventi di rappresentanti del Ministero Lavoro argentino e dello Sviluppo economico italiano e della Sace.

Nella sessione dedicata a “Servizi basati sulla conoscenza” interverranno l’Università di Bologna, il consorzio Universitario Italo-argentino e il 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria.

Nell’ultimo panel della prima giornata verranno presentati i “Casi di cooperazione industriale italo-argentina di successo in settori prioritari”.

La mattina si concluderà con la firma dell’Accordo tra ADI e Ministero de Producción Argentino per la collaborazione nel settore del disegno industriale.

Il pomeriggio sarà dedicato al networking e ad eventuali incontri B2B settoriali coordinati da ICE e Agenzia Argentina per gli Investimenti ed il Commercio (AAICI).

Alle 18.30 in Ambasciata si terrà un altro evento della serie “Italia en 24” dedicato alla Provincia di Mendoza.
E proprio in provincia di Mendoza gli imprenditori si recheranno venerdì 14 giugno per visitare uno o più stabilimenti produttivi rappresentativi dei settori di interesse. (aise)

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