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November 2018 - page 2

Crociere di lusso, sul lago di Como ritorna lo storico piroscafo Patria

Varato due volte, restaurato e poi nuovamente dimenticato, lo storico piroscafo «Patria» tornerà a navigare sul lago di Como. Ospiterà crociere di lusso ma anche eventi culturali e ricreativi. Almeno, questa è la speranza dopo che, al bando della Provincia per trovare un gestore, qualcuno si è fatto avanti. Una sola offerta, ma sufficiente perché l’imbarcazione possa finalmente levare l’ancora. Nell’unica busta arrivata a Villa Saporiti, aperta mercoledì mattina, c’era l’offerta della società The Lake of Como Steamship Company Snc. Un nome nuovo, dietro il quale però ci sono due imprenditori ben noti sul territorio comasco, Giorgio Porta ed Enrico Guggiari. Porta, pilota e istruttore di volo, presidente dell’Aero Club, è anche capitano di navigazione. Insieme, hanno deciso di credere nel sogno di valorizzare il «Patria» e farlo tornare protagonista sul lago. «Il nostro scopo è rimettere in navigazione il piroscafo — spiega Porta —. È il nostro primo obiettivo perché il Patria ha una valenza storico culturale notevole e un legame inscindibile con il territorio».

Il piroscafo, varato nel 1926 con il nome «Savoia», nel 1943 era stato ribattezzato «Patria». Dismesso dalla navigazione nel 1990, è rimasto per anni abbandonato nei cantieri di Dervio. Completamente restaurato con un investimento di 3 milioni di euro grazie alla «Famiglia Comasca», nel 2013 è stato rivarato, ancora con il motore originale. L’illusione però è durata poco, perché i costi di gestione e la difficoltà a trovare personale in grado di manovrare lo storico gigante del lago, ha portato ad un nuovo abbandono del piroscafo nonostante i numerosi appelli per salvarlo, ripetuti anche dal cantautore Davide Van De Sfroos. La Provincia ha giocato la carta del bando di gestione e la speranza di veder nuovamente navigare il «Patria» ora si fa concreta. «Abbiamo un piano ambizioso che non soltanto valorizzerà il Patria ma che prevede anche alcune innovazioni in fatto di navigazione sul lago — spiega ancora Giorgio Porta —. Il piroscafo sarà adibito a crociere di lusso e ad altri eventi particolari». Come previsto dal bando di gara la durata della concessione sarà di 12 anni, per un valore minimo di 300 mila euro. Il gestore dovrà occuparsi della manutenzione, oltre che del completamento dell’arredo interno del piroscafo, che non è mai stato realizzato dall’amministrazione provinciale, che resta proprietaria dell’imbarcazione.

L’offerta economica presentata dai partecipanti al bando non è ancora stata resa nota. «Vista la complessità del progetto e l’ingente impegno economico previsto —, hanno precisato dalla Provincia — la proposta sarà ora vagliata da una commissione tecnica che sarà convocata dopo le elezioni del 31 ottobre prossimo. La busta con l’offerta economica verrà aperta dopo la valutazione del progetto gestionale-tecnico». I dettagli del progetto saranno dunque analizzati e resi noti nella prima metà di novembre. I nuovi gestori sono determinati a far salpare ancora una volta il «Patria». «Prima di rivelare i dettagli del progetto dobbiamo aspettare che siano fatte le valutazioni tecniche ed economiche dall’apposita commissione. È un’operazione complessa che prevede diversi step, ma siamo determinati a rimettere il Patria in navigazione».

Anna Campanello

Non solo i Medici

In questi giorni la RAI ha messo in onda in Italia la seconda stagione della tele serie basata sulla Storia della Signoria più importante d’Italia. I Medici sono conosciuti all’estero principalmente per Lorenzo il Magnifico, proprio il soggetto di questa stagione e in particolar modo la celebre Congiura dei Pazzi.

Nel passato questa famiglia era già stata al centro di un’altra serie televisiva leggendaria “La Vita di Leonardo” con Philippe Leroy nel ruolo dell’artista/ingegnere/scienziato. Questo programma fu riconosciuto a livello internazionale, ricevendo persino il prestigioso premio Golden Globe negli Stati Uniti come migliore programma drammatico dell’anno.

Però, nel concentrarsi su questa famiglia, rischiamo di rendere il Rinascimento meno brillante di quel che era perché, malgrado i difetti politici e a volte diplomatici che hanno portato al dominio della nostra penisola di potenze straniere che finì non tanto con il Risorgimento, ma addirittura alla fine della Grande Guerra, il periodo vide nascere altri geni che meritano essere meglio conosciuti sia in Italia che all’estero.

Pochi anni fa siamo andati a Urbino per vedere lo studiolo di un personaggio che ebbe un ruolo importante nella Congiura dei Pazzi. Questo personaggio ha un volto ben noto agli appassionati della Storia dell’Arte perché il doppio ritratto di lui e della sua seconda moglie Battista Sforza per mano di Piero della Francesca è un capolavoro del Rinascimento.

Infatti, mentre giravamo il Palazzo Ducale abbiamo avuto la sorpresa di vedere uno stemma del regno d’Inghilterra. Era lo stemmo del celebre Nobilissimo Ordine della Giarrettiera insignitogli da re Edoardo IV.

Federico da Montefeltro, Duca di Urbino era un personaggio importantissimo, Capitan Generale del Papa e anche, secondo le ricerche degli ultimi anni, la mente del tentativo di eliminare i Medici da Firenze. La sua biografia è piena non solo delle sue vittorie in battaglie, ma anche di ruoli importanti negli intrighi dell’epoca e una di questi in Irlanda a favore della corona inglese fu il motivo dell’onorificenza inglese.

Gianni Pezzano

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Colonia del Sacramento a portata di mano

Ci si arriva partendo da Buenos Aires, con solo un’ora di navigazione.

La città capitale della regione omonima (dipartimento in uruguayano) ha un bel centro storico, con case in stile spagnolo e in stile portoghese giacché la città ha subito sia la dominazione spagnola sia quella portoghese. Le strade sono pavimentate con sampietrini, alcune come la “Calle de los suspiros” sono inclinate verso il centro per far scendere l’acqua in modo che non si inondino. Sul nome di questa strada c’è l’ipotesi che le case lungo “la calle” fossero dei casini e i clienti sospirassero prima e dopo l’incontro amoroso. Le strade sono illuminate da lampioni e Colonia costituisce con il suo ambiente nostalgico e romantico il set ideale per film storici. Tra i tanti che ci sono stati girati ricordo “Di questo non si parla” con Marcello Mastroianni, Luisina Brando e la regia di María Luisa Bemberg. Ci sono vari musei interessanti. Colonia è anche un centro artistico importante con gli studi di alcuni pittori affermati, tra cui Fernando Fraga.

Oltre al centro di Colonia si possono visitare le cantine di vino, nella zona si coltiva la vite, Colina Valdese e Colonia Svizzera.

Colonia Valdese è popolata da immigrati delle Alpi piemontesi e francesi che hanno trovato a Colonia la possibilità di praticare la loro religione.

Tra i dati curiosi c’è da ricordare la Presa di Colonia da parte di Giuseppe Garibaldi, vissuto in Uruguay tra il 1842 e il 1848, che a capo della Legione Italiana, da lui fondata, lottava dalla parte dei Colorados e il 31 agosto 1845 partì da Montevideo, al comando di quaranta imbarcazioni per conquistare Colonia, caduta in mando ai “Blancos”.

Edda Cinarelli

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Il Circolo Italiano si tinge di tricolore per celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Una festa dedicata alle forze armate, all’unita nazionale e a tutti gli italiani presenti in Argentina quella celebrata lo scorso 2 novembre al Circolo italiano, posto tra i più simbolici di Buenos Aires, e organizzata dall’Ambasciatore d’Italia in Argentina, Giuseppe Manzo, e dall’addetto militare dell’Ambasciata d’Italia, Colonnello Elio Babbo.

Tra i numerosi invitati, i militari argentini e gli addetti degli uffici militari delle ambasciate degli altri paesi accreditati nella Repubblica Argentina, imprenditori italiani e membri della viva collettività italiana presente a Buenos Aires.

L’ Ambasciatore d’Italia, Giuseppe Manzo, ed il Colonnello Babbo accompagnato dalla moglie, Rita Mandatori, hanno dato il benvenuto ai numerosi ospiti in fila per salutarli e venuti per celebrare insieme una ricorrenza istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale e segnare il completamento dell’Unità Nazionale.

La serata, condotta dalla splendida presentatrice italo-argentina Veronica Varano, è stata arricchita dall’inconfondibile gusto della cucina italiana e dallo spettacolo di Fiore Acri che ha trascinato il pubblico in pista.

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Teatro Coliseo: grande successo del Teatro Argentino de La Plata con Daphnis et Chloeé Cantares la Mer

“El Ballet Estable del Teatro Argentino de La Plata” ha presentato sabato 27, domenica 28, martedì 30 e mercoledì 31 tre opere del coreografo argentino Oscar Araiz, con musica dell’Orchestra Stabile dello stesso teatro, diretta dal maestro Carlos Calleja e costumi di Renata Schusshein.

E’ stato l’ideale per un’immersione nella musica e nella bellezza, necessaria per passare una bella serata e distrarsi dai problemi quotidiani.

Lo spettacolo è iniziato con Cantares, un’opera per sole donne, ripresentata dalla coreografa María Fernanda Bianchi, sulla Rapsodia spagnola del musicista francese Maurice Ravel, rappresentante sia dell’impressionismo musicale sia dell’espressionismo quindi, a volte descrittivo ed a momenti passionale. Il coreografo ha espresso la poesia, la pittura, il mondo femminile e la musica iberica ed ha chiuso il primo atto della serata con Feria e una travolgente esplosione di colori e di allegria.

La mer su musica di Claude Debussy, francese e impressionista, ci descrive con estrema soavità il mare in tutti i suoi momenti, calmo, in tempesta, stravolto, ma sempre presentato con estrema delicatezza e ci presenta l’amore che Debussy provava per il mare.

La terza parte Daphnis et Chloé, sul romanzo dello scrittore greco Longo Sofista, probabilmente del III secolo, con musica di Maurice Ravel parla della storia di amore di questi due giovani pastori ed è segnata da molto incanto, sensualità ed erotismo.

Edda Cinarelli

Un piatto di pasta per aiutare Genova

È partita da Milano, ma si parla di Genova. Pasta Pesto Day è la nuova campagna della Regione Liguria per rilanciare l’immagine di Genova e dell’intera Regione e raccogliere fondi per l’emergenza causata dal crollo del Ponte Morandi.

A presentare l’iniziativa giovedì scorso, presso il ristorante ligure di Milano U Barba, il governatore Giovanni Toti. La campagna si terrà dal 19 al 25 novembre, in concomitanza alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, evento promosso dal MAECI. In questo modo, a un gesto di solidarietà si unirà l’esperienza diretta di uno dei piatti più conosciuti al mondo, vero alfiere del Made in Italy.

Durante la settimana stabilita, chi ordinerà un piatto di pasta al pesto in uno dei ristoranti elencati nel sito www.pastapestoday.it, devolverà automaticamente due euro per Genova: 1 da parte del ristoratore, 1 da parte del cliente.

Oltre 50 le adesioni in pochissimo tempo. Non solo in Italia, ma anche in Brasile, a San Paolo, o a Los Angeles, Monaco di Baviera e New York, in ristoranti italiani che possiedono certificati con il marchio di qualità (Ospitalità Italiana). L’iniziativa, come detto, s’inserisce nell’ambito della terza Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, progetto ideato e coordinato dalla Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina e sviluppato all’interno del gruppo di lavoro che coinvolge i ministeri delle Politiche Agricole, dell’Istruzione, dei Beni culturali, oltre a enti, associazioni e istituzioni che rappresentano la cucina italiana e l’italia nel mondo.

Il Pesto Genovese è la seconda salsa più usata al mondo, candidata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. Sinonimo e simbolo di Genova e della Liguria è amata e apprezzata in tutto il mondo. (aise/31.10.2018)

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