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May 2018 - page 3

Perché festeggiamo il primo maggio

Ogni anno, il primo maggio, in molti paesi del mondo si celebra la festa dei lavoratori. La festa ricorda le battaglie dei lavoratori per la conquista della giornata lavorativa di 8 ore.

Inizialmente la festa del lavoro negli Stati Uniti ricorreva i primi giorni di settembre, secondo una tradizione voluta dall’organizzazione statunitense dei lavoratori Knights of Labor – di idee repubblicane ma che si discostava dal socialismo – nel 1882.

Parallelamente, alcuni movimenti di lavoratori di orientamento anarchico, socialista e comunista iniziarono a celebrare la festa dei lavoratori nei primi giorni di maggio, in corrispondenza con il Beltaine, la festa di primavera di tradizione celtica.

Tuttavia, quest’ultima data finì per prevalere il 4 maggio 1886. Quel giorno, a Chicago, dopo che un ignoto aveva attaccato alcuni agenti di polizia lanciando una carica di dinamite, le forze dell’ordine caricarono diversi manifestanti scesi in piazza per sostenere pacificamente i lavoratori, in sciopero per chiedere che la loro giornata lavorativa fosse di otto ore.

Prima di questa importante conquista civile, i lavoratori arrivavano a lavorare fino a 16 ore al giorno, in condizioni spesso disumane.

Negli scontri alcuni manifestanti persero la vita. In seguito a questo fatto, nel 1890, la Seconda Internazionale socialista istituì ufficialmente il primo maggio come data per la festa dei lavoratori.

Dall’anno successivo anche l’Italia adottò il primo maggio come festa dei lavoratori.

Durante il fascismo, tuttavia, la festa era vista come un evento di orientamento socialista e comunista, e per questa ragione si decise di spostare la festa dei lavoratori al 21 aprile, giorno del Natale di Roma.

Solo nel 1945, dopo la caduta del fascismo, in Italia la festa tornò a essere celebrata il primo maggio.

Nel 1947 la festa dei lavoratori fu minacciata duramente: a Portella della Ginestra, in Sicilia, un commando guidato dal bandito Salvatore Giuliano sparò contro un corteo di lavoratori in festa, uccidendo 11 uomini.

Nel 1955 Papa Pio XII istituì per il primo maggio la festa di San Giuseppe Artigiano, assegnando alla festa dei lavoratori anche un valore religioso.

A partire dal 1990 i tre maggiori sindacati italiani – la Cgil, la Cisl e la Uil – organizzano un grande concerto di fronte alla basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Concerto che si realizza ancora oggi.

Alcuni paesi del mondo spostano al primo lunedì di maggio la festa dei lavoratori. Altri, invece, preferiscono celebrarla in un altra data, come gli Stati Uniti, dove il Labor Day è tradizionalmente il primo lunedì di settembre, come secondo la tradizione dei Knights of Labor.

Prima settimana del cinema italiano nel mondo

L’Italia ha una grande tradizione di cinema di qualità e la sua produzione cinematografica contemporanea deve essere sostenuta come parte integrante della promozione del marchio Italia nel mondo, anche in considerazione delle positive ricadute, dirette e indirette, economiche, turistiche e di immagine, che l’industria del cinema italiano porta con sé all’estero.

Su queste basi il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha ideato l’iniziativa “Fare Cinema”, con l’obiettivo di promuovere all’estero, con il supporto della rete diplomatico consolare e degli Istituti italiani di cultura, la produzione cinematografica italiana di qualità. Un progetto ambizioso che, in collaborazione con il Ministero per i Beni Culturali, si fonda su una strategia pluriennale e sull’azione di squadra con gli attori pubblici e privati del settore cinematografico, in particolare ANICA e Istituto Luce-Cinecittà. “Fare Cinema” fa parte delle azioni previste dal Piano di promozione integrata “Vivere ALL’Italiana”, all’interno del quale il cinema rappresenta uno degli assi prioritari.

La prima edizione di “Fare Cinema” si svolgerĂ  nella settimana tra il 21 e il 27 maggio 2018 e sarĂ  dedicata ai molteplici “mestieri del cinema”, cioè a tutte quelle professionalitĂ  – attori, registi, sceneggiatori, direttori di fotografia, scenografi, compositori, costumisti, truccatori, montatori, effetti speciali etc. – che compongono la complessa macchina della produzione cinematografica e che, davanti o dietro la telecamera, contribuiscono al successo del nostro cinema in Italia e all’estero.

100 testimonial/ambasciatori del cinema in 100 diverse città parleranno del cinema italiano attraverso conferenze, incontri con il pubblico, seminari, racconti ed esperienze di un lavoro quotidiano, fatto di passione, creatività e grandi competenze tecniche.

L’organizzazione degli eventi in programma è affidata alle sedi diplomatico-consolari e agli Istituti italiani di cultura, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico qualificato di operatori del settore, accrescere l’interesse del pubblico internazionale e creare opportunità di distribuzione estera alle produzioni italiane, cinematografiche e televisive.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con le associazioni di settore (in particolare, ASC – Associazione Italiana Scenografi, Costumisti, Arredatori; AIC – Autori italiani della cinematografia; ACMF – Associazione Compositori Musica per Film, ANTEPAC – Associazione Nazionale Truccatori e Parrucchieri del Cineaudiovisivo; UICD – Unione Italiana Casting Directors AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo).

L’evento di lancio di “Fare Cinema” si terrĂ  nella suggestiva cornice degli Studi di CinecittĂ , il 3 maggio: una serata che alternerĂ  musica – con l’esecuzione dal vivo di brani di Rota, Morricone, Piovani e Piccioni, interpretate dal Quartetto Pessoa & Leandro Piccioni – e testimonianze, alla presenza di un pubblico nazionale e internazionale. Dopo una visita ai set piĂą rappresentativi di CinecittĂ , gli ospiti avranno l’occasione di conoscere i protagonisti del cinema italiano e internazionale (è confermata la presenza dei Premi Oscar Ennio Morricone e Gabriella Pescucci, e di Paolo Genovese) e i testimonial scelti per parlare in tutto il mondo del cinema italiano. A chiudere la serata, le grandi emozioni del cinema saranno affidate alla musica di Ennio Morricone, presente in sala, in omaggio ad una carriera di grandissimo prestigio a livello nazionale e internazionale. La regia dell’evento è a cura di Rolando Ravello, conduce l’attrice Claudia Crisafio. (aise) 

#readtalentoslatinos: l’IILA riunisce gli artisti latinoamericani in Italia

La Segretaria Culturale della ILLA, in collaborazione con le Ambasciate e i Consolati dei paesi membri, organizza #Readtalentoslatinos il primo incontro per gli artisti Latinoamericani in Italia in programma il prossimo 9 giugno a Roma.

Per partecipare occorre candidarsi entro il 2 maggio: tra i requisiti avere un progetto creativo, o presentare semplicemente la propria storia o esperienza di vita, essere maggiorenni, residenti in Italia e cittadino, anche di seconda generazione, di uno dei paesi membri dell’IILA: Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Cile, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela.

Gli artisti devono inviare una loro breve presentazione (massimo 300 parole) e un’immagine rappresentativa che descriva ciò che vogliano presentare pubblicamente a s.culturale@iila.org

Gli artisti scelti dall’IILA si ritroveranno a PechaKucha 20×20, un nuovo spazio multifunzionale gestito per la Regione Lazio a Trastevere, sabato 9 giugno dalle 10.00, nel We-Gil di Roma. (aise) 

L’On. Sangregorio tra gli auguri del 1°maggio e il desiderio di una soluzione politica per l’Italia

Mentre i leader di Lega, M5S e Pd sono ancora impegnati nella loro personale guerra di posizione, nella difficile fase post-elettorale che dovreà portare alla formazione di un nuovo Governo, il semestre europeo di bilancio va avanti imperterrito per la sua strada, senza aspettare l’evolversi del quadro politico italiano. “Le istituzioni europee e i mercati finanziari possono forse pazientare un altro po’ ma non sono certamente disposti ad accettare che lo stallo istituzionale nel quale l’Italia è entrata si protragga ancora a lungo. A causa dell’assenza di un governo pienamente legittimato e di un ministro dell’Economia dotato di pieni poteri, l’Italia ha bisogno di una scossa che possa farle rialzare la testa”. L’on. Eugenio Sangregorio, presidente dell’Usei, torna a sollecitare le forze politiche a cercare con maggiore convinzione e decisione una soluzione politica che porti rapidamente alla formazione del Governo.

Di piĂą «E’ una storia che si ripete – ha sottolineato Sangregorio immaginando quanto si potrebbe costruire se solo la politica facesse il suo dovere istituzionale -. In questo momento se il Movimento 5 stelle ammicca al PD, Salvini alza i toni della critica. Ma se fosse il centrodestra a unirsi con il PD lo stesso Salvini sarebbe d’accordo. E Di Maio farebbe l’offeso, criticando tale alleanza. Il Giano-bifronte si ripropone ogniqualvolta una coalizione di maggioranza si scontra con una minoranza, ma tutti ben sappiamo quanto una situazione come quella che attualmente sta bloccando la politica italiana – non mi stancherò mai di ripeterlo – sia dannosa per il Paese».

Il deputato dell’Usei interviene alla vigilia del 1’ maggio, che celebra il lavoro come pilastro fondativo della Repubblica, e suggerisce anche un punto dell’agenda del prossimo Governo: il potenziamento della cooperazione economica tra Italia e Argentina e lo sviluppo di partnership in grado di sfruttare le occasioni per migliorare l’economia dei due Paesi. La strada argentina – afferma Sangregorio – è la migliore per uscire dai marosi economici. «L’italia ha bisogno dell’Argentina – ha spiegato Sangregorio -, come l’Argentina ha bisogno dell’Italia. E’ assolutamente necessario un Governo che vada oltre le liti personali tra i tre principali partiti italiani». Per questa ragione come deputato eletto in America Meridionale (con cuore e testa in Argentina), Sangregorio ha rilanciato la sua «cura»: «Vorrei che tutti i cittadini italiani, sia i residenti che i connazionali all’estero, sappiano quanto sono disposto a lottare affinchĂ© migliorino le condizioni economiche e lavorative nei due Paesi. L’Argentina, grande nove volte e mezzo l’Italia, ha 42 milioni di abitanti e il solo settore agroalimentare produce tanto da poter sfamare mezzo mondo. Ma non è solo l’agricoltura un fattore strategico per le due economie: la quantitĂ  di litio estraibile dalle importanti miniere esistenti e da quelle ancora esplorabili, farebbe dell’Italia uno dei principali elaboratori a livello mondiale di questo materiale per generare apparati industriali di primo livello. Le eccellenti relazioni esistenti potrebbero accrescere il lavoro nei due Paesi: l’Italia con il know-how e le tecnologie che possiede aiuterebbe a meglio produrre in Argentina e da qui ricevere le materie prime alle quali sommare un valore aggiunto sia per le necessitĂ  interne che per una successiva esportazione in altri continenti».

Ecco il motivo per cui l’Italia deve essere assolutamente il socio strategico dell’Argentina per l’integrazione tra gli italiani. «La politica, ed in questo caso la diatriba tra i maggiori partiti, condiziona fortemente questa possibilitĂ  di sviluppo – ha chiuso ogni questione il presidente Usei -. Non è piĂą accettabile che i partiti siano tanto inetti e insensibili da pensare solo ai loro interessi e tatticismi, senza considerare quanto dannosa sia l’attesa della formazione di un nuovo governo, e peggio ancora il ritorno a nuove elezioni».

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