Monthly archive

May 2018

Nasce il nuovo governo Lega-M5S guidato da Giuseppe Conte

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , ha ricevuto alle 21.00 il professor Giuseppe Conte per conferirgli l’incarico di formare il nuovo governo . La svolta politica si verificata, dopo 88 giorni dal voto, in seguito ad un vertice a Roma tra il leader del M5S Luigi Di Maio e leader della LEGA Matteo Salvini. Ciò ha consentito a Giuseppe Conte di arrivare al Quirinale con la lista dei ministri da sottoporre al Capo dello Stato. Al termine dell’incontro il nuovo Presidente del Consiglio Conte ha letto ai giornalisti la lista dei ministri presentata al Presidente Mattarella. Il giuramento dei ministri è previsto al Quirinale alle ore 16.00 di domani 1° giugno.

Il nuovo Governo.
Presidente del Consiglio – Giuseppe Conte
Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro e Sviluppo Economico Luigi Di Maio (M5S)
Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini (Lega)
Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta Riccardo Fraccaro (M5S)
Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno (Lega)
Affari Regionali e Autonomie Erika Stefani (Lega)
Ministro per il Sud Barbara Lezzi (M5S)
Ministro per famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana (Lega)
Ministro affari esteri Enzo Moavero Milanesi
Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S)
Ministro della Difesa Elisabetta Trenta (M5S)
Ministro dell’Economia Giovanni Tria
Ministro delle politiche agricole Gianmarco Centinaio (Lega)

Ministro dell’Ambiente Sergio Costa

Ministro Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S)
Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (Lega)
Ministro dei Beni Culturali e Turismo Alberto Bonisoli (M5S)
Ministro della Salute Giulia Grillo (M5S)
Ministro delle Politiche comunitarie Paolo Savona
Sottosegretario Presidente del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega) (aise)

Teatro Coliseo di Buenos Aires premiato dall’Associazione Critici Musicali

Nella cornice della Legislatura della Città Autonoma di Buenos Aires, il Teatro Coliseo, il più grande teatro demaniale italiano all’estero, è stato insignito, durante l’annuale gala organizzata dall’Associazione Critici Musicali dell’Argentina, di due premi nella categoria Miglior Solista straniero (András Schiff) e Miglior Orchestra da Camera Straniera (America String Quartet) per la stagione Nuova Harmonia 2017.

Cinque inoltre le nomination ricevute in altrettante categorie musicali che hanno confermato nuovamente l’alta qualità dell’offerta artistica che compone l’intensa programmazione del Teatro.

Durante la premiazione è stato ricordato come il Coliseo sia ormai diventato un punto di riferimento nella vita culturale porteña e come quest’ultima vanti un forte e intenso legame con l’Italia e con la sua cultura, espressa in tutte le sue forme. Non è un caso, infatti, che il ciclo Nuova Harmonia sia stato dichiarato nel 2007 ciclo di interesse culturale per la città di Buenos Aires. (Pubblicato su Italia Chiama Italia il 23.05.2018)

Governo, Merlo (MAIE): “Colossale errore politico di Mattarella”

Ricardo Merlo, senatore e presidente del MAIE, la scorsa settimana, come noto, ha incontrato Giuseppe Conte alla Camera dei Deputati in occasione delle consultazioni. Dopo il faccia a faccia, Merlo ha dichiarato: “Voteremo la fiducia a questo contratto di governo che per la prima volta parla di temi importanti per gli italiani nel mondo”.

Oggi quanto accaduto in quei giorni sembra già preistoria. Con il no di Mattarella a Savona, è crollato tutto. Conte è stato silurato, il capo dello Stato ha convocato per questa mattina al Quirinale Cottarelli, che proprio nel momento in cui scriviamo è a colloquio con il presidente Mattarella.

Ricardo Merlo è davvero arrabbiato, come lo sono tantissimi italiani del resto, che oggi si chiedono se valga ancora la pena votare in un Paese che sembra essersi dimenticato cosa sia la democrazia. Il senatore eletto all’estero tuttavia è prudente nelle sue prime dichiarazioni, più da politologo che da politico.

“La decisione del presidente Mattarella – scrive il presidente MAIE su Facebook – contribuirà ad aumentare il consenso di Lega e M5S a livelli senza precedenti e a fare crescere il pensiero euro-critico nell’opinione pubblica italiana”.

Una scelta, quella dell’inquilino del Quirinale, che secondo Merlo ci “porterà a una campagna elettorale lunga e costosa”, per poi ritrovare al Colle “gli stessi attori politici, che fra alcuni mesi riproporranno il prof. Savona per un’alta carica di governo”. In conclusione, sottolinea il senatore, “un errore politico colossale di Mattarella”.

Ricky Filosa (pubblicato su Italia Chiama Italia il 28.05.2018)

Ci ha lasciati Antonio Pujia, uno tra i più apprezzati scultori argentini. Era italiano.

Domenica mattina, Sandro Pujia ha pubblicato sui social la notizia della morte del padre, Antonio Pujia, e l’informazione ha immediatamente sorpreso amaramente gli amici e ammiratori dello scultore. Purtroppo e inevitabilmente ci stanno lasciando tutti i grandi italiani che venuti da bambini nel dopoguerra, si sono distinti per il loro lavoro in varie discipline.

Il caso di Antonio Pujia è simile a quello di Clorindo Testa, entrambi erano nati in Italia, ma hanno sviluppato la loro carriera in Argentina pertanto sono considerati artisti argentini. Avevano molti punti in comune, tra i tanti la dolcezza e la sensibilità sociale. Pujia è stato uno dei più grandi scultori argentini, era un uomo squisito, dolce, allegro, preparato e soprattutto conservava l’umiltà della persona semplice, cioè il successo non gli aveva dato alla testa. Le sue sculture riflettevano la sua dolcezza. Alcune sono impressioniste, come la serie dedicata alle ballerine di danza classica, altre surrealiste ma tutte avvolte da un’aureola poetica, persino quelle di denuncia sociale come la serie Biafra. Ha lavorato con diversi materiali: bronzo, argento, oro e marmo ed era un esperto nell’arte dell’incausto che consiste in impiegare la cera delle api per agglutinare i diversi elementi da usare nelle opere. Una tecnica molto conosciuta ed applicata dagli antichi egiziani.

Era nato in Calabria a Polia nel 1929 ed era arrivato in Argentina, nel 1937 con la madre e la sorella, per riunirsi con il padre che li aveva preceduti nel 1931. Il passaggio da un paese calabrese a Buenos Aires non era però stato indolore. Aveva 8 anni e l’ hanno subito iscritto nelle scuole Elementari. Non sapeva lo spagnolo, e come è accaduto a molti figli di immigranti, in un primo momento, è stato isolato dai compagni, messo in un angolo. Lui intanto disegnava. Una maestra si è accorta del suo talento ed ha mostrato ai compagni di classe i disegni di Antonio e il disegno è diventato il suo strumento di comunicazione. Il disegno, la pittura e la scultura sono stati la sua maniera di espressione e di realizzazione personale durante tutta la vita. Ha ottenuto il titolo di professore di Disegno nella scuola Pueyrredón e di professore di Scultura nella “Escuela Superior Ernesto de la Cárcova”.

Ha studiato in seguito negli studi di grandi artisti tra cui Fioravanti, che l’ha spinto a presentarsi nel 1956 ad un concorso organizzato da Hector Basaldùa, nel Teatro Colón, concorso che ha vinto e l’ha convertito nello scultore scenografo del teatro. Ci ha lavorato 15 anni fino a quando ha deciso di dedicarsi esclusivamente al suo studio di artista. Ha vinto innumerevoli premi che l’hanno portato ad essere conosciuto internazionalmente. Nel 1983 con il ritorno della democrazia ha realizzato per commissione una medaglia in commemorazione dell’assunzione del Presidente Alfonsín.

Edda Cinarelli

Un’altra necessità della collettività italiana: la conservazione del patrimonio architettonico

La storia della collettività italiana in Argentina approssimativamente coincide con quella del paese, non per nulla Belgrano, Castelli e Beruti o Berutti – protagonisti della Revolución de Mayo de 1810 – erano d’origine italiana. Con le varie migrazioni peninsulari, soprattutto quelle del 1800, si potrebbe quasi dire che gli italiani sono venuti ed hanno fondato uno Stato nello Stato e che con il tempo i due stati si sono fusi e quello italiano ha marchiato in modo decisivo l’Argentina.

Una prima immigrazione importante si è verificata dopo il Congresso di Vienna, 1814 – 1815, quando si è cercato di riportare l’Europa alla fisionomia che aveva prima dell’avventura napoleonica. Intorno al 1820 sono arrivati così dall’ex Repubblica Genovese molti convinti “genovesi”, che preferivano emigrare piuttosto che divenire cittadini del Regno di Sardegna. Un’immigrazione più eterogenea proveniente da tutta l’Italia, si è verificata nella decade del 1830 e in quella del 1840. Questi erano mazziniani o monarchici, unitari. In generale persone colte, educate che avevano partecipato ai moti rivoluzionari dell’epoca ed erano ricercate dalla polizia. Loro e i loro figli hanno dato origine in tutta l’Argentina alle prime associazioni italiane e ne hanno fatto costruire  le splendide sedi storiche. Nel 1858, ancor prima dell’Unità d’Italia, sette mazziniani, hanno fondato l’Associazione Unione e Benevolenza, la più antica associazione italiana del mondo, un’istituzione di mutuo soccorso, di stampo massonico in cui si riunivano repubblicani e monarchici. Dopo l’impresa dei Mille, i monarchici hanno lasciato l’Unione e Benevolenza e il 25 marzo 1861, hanno creato la Nazionale Italiana.  Nel 1873 alcuni imprenditori hanno istituito il Circolo Italiano.

Nel 1874 un altro gruppo d’italiani si è staccato dall’Unione e Benevolenza per fondare l’Unione Operai italiani, nell’edificio omonimo, in via Sarmiento al 1300. Nel 1884 è nata la Camera di Commercio Italiana in Argentina.

In ogni città e paese dell’Argentina c’è la piazza con la chiesa, il campanile, il municipio, e vicino un’associazione italiana. Quando l’Argentina era in formazione la collettività italiana, era prospera, effervescente, piena d’idee e lo è stata per molto tempo, almeno fino all’inizio della crisi mondiale, nelle ultime decadi del 1900, da allora è in sfacelo. Gli immigranti venuti nell’ultimo dopo guerra stanno morendo e i giovani non le frequentano, in generale ci si annoiano. Non essendoci molti soci le sedi delle associazioni italiane sono in declino, questo succede in tutta l’Argentina.  

A Buenos Aires, sono sicuramente gioielli architettonici tutti gli edifici delle istituzioni su citate ma lo sono anche il teatro Giuseppe Verdi in Av. Almirante Brown; l’edificio dell’Associazione Ligure de la Boca; quello del museo Ligure dello stesso rione e sicuramente molti altri.

Costruzioni maestose, grandi per la cui conservazione e manutenzione ci vogliono molti soldi, che non è facile trovare. Alcuni palazzi sembrano abbandonati e sono a rischio crollo parziale, anche se è giusto riconoscere che alcune istituzioni, grazie ad una buona amministrazione, li riescono a conservare in buone condizioni. Ma i miracoli sono possibili, infatti, a Buenos Aires la splendida sede dell’Unione Operai è stata salvata dal crollo e definitiva demolizione dalla Chiesa Scientology che l’ha comprata e ne farà il suo tempio principale nel paese. A Córdoba l’on. Mario Borghese, con l’appoggio di tutta la collettività italiana della città, è riuscito a iniziare la restaurazione della facciata degli edifici dell’Unione e Benevolenza, inaugurato nel 1874.  Alcune persone non sono d’accordo, pensano che questi palazzi sarebbero dovuti rimanere alla associazioni italiane che li hanno fatti costruire. L’importante è che restino in piedi, in buone condizioni per testimoniare il contributo decisivo degli italiani alla storia e cultura argentine. L’azione di Borghese, deputato della circoscrizione estero, è stata decisiva per evitare il deterioro e la perdita di un’opera d’arte e dovrebbe servire da esempio ad altri.

Edda Cinarelli

Primo discorso del Presidente del Consiglio

Le dichiarazioni del Presidente Conte: “Il presidente della Repubblica mi ha conferito l’incarico di formare il governo, incarico che ho accettato con riserva. Se riuscirò a portare a compimento l’incarico esporrò alle Camere un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza. Con il presidente della Repubblica abbiamo parlato della fase impegnativa e delicata che stiamo vivendo e delle sfide che ci attendono e di cui sono consapevole. Così come sono consapevole della necessità di confermare la collocazione internazionale ed europea dell’Italia.

Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria: è mio intendimento impegnare a fondo l’esecutivo su questo terreno costruendo le alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia rifletta l’interesse nazionale.

Fuori da qui c’è un Paese che giustamente attende la nascita di un esecutivo e attende delle risposte. Quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento. Il contratto su cui si fonda questa esperienza di governo, a cui anche io ho dato il mio contributo, rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani. Lo porrò a fondamento dell’azione di governo nel pieno rispetto delle prerogative che la Costituzione attribuisce al presidente del Consiglio dei ministri e nel rispetto delle altre previsioni e regole costituzionali. Il mio intento è dar vita a un governo dalla parte dei cittadini, che tuteli i loro interessi. Sono professore e avvocato, nel corso della mia vita ho perorato le cause di tante persone e mi accingo ora a difendere gli interessi di tutti gli italiani in tutte le sedi europee e internazionali, dialogando con le istituzioni europee e con i rappresentanti di altri Paesi.

Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano. Sono disponibile a farlo senza risparmiarmi, con il massimo impegno e la massima responsabilità. Nei prossimi giorni tornerò dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e in caso di esito positivo per sottoporgli le proposte relative alla nomina dei ministri. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare sul serio. Grazie a tutti”.

Il contratto del cambiamento?

Giuseppe Abbati (pubblicato il 21/05/20018 in Umanitàeuropamondo)

Serve un Governo che convinca Camera e Senato della bontà dei suoi programmi

Alla luce della decisione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo al prof. Giuseppe Conte, che si è impegnato a portare a seguire un programma di governo basato sul contratto presentato da M5S e Lega, il partito dell’Usei si dice attendista.

«Esprimo soddisfazione per la decisione del Presidente della Repubblica di affidare finalmente l’incarico di formare il Governo – afferma l’onorevole Eugenio Sangregorio, dell’Unione sudamericana emigrati italiani -. Si tratta di un passo importante che aiuterà il Paese a superare questo momento di incertezza e a rassicurare anche i mercati, turbati dall’assenza di un governo dopo più di due mesi dalle elezioni, e a spegnere la fiammata dello spread».

Politicamente, però, Sangregorio si smarca. «E’ doveroso il plauso al Capo dello Stato per la consueta saggezza che ha ispirato il suo lavoro attento e scrupoloso in questi mesi di delicate trattative e per la sua determinazione che ha permesso di sbloccare l’impasse istituzionale, ma Conte dovrà arrivare in aula per esporre i suoi programmi. Oggi serve un Governo che convinca Camera e Senato della bontà dei suoi programmi. Solo così, con concretezza, il Premier designato potrà ottenere una più larga maggioranza. Ora chiedo che Conte rivolga la massima attenzione agli italiani all’estero con idonee politiche di sviluppo e di consolidamento del legame tra l’Italia e le comunità all’estero. Solo con impegni precisi ci si potrà confrontare. In questo senso attendiamo di conoscere il programma del Governo e valuteremo di volta in volta i provvedimenti proposti dall’esecutivo, senza posizioni pregiudiziali ma con l’obiettivo di fare il bene del Paese”.

Eugenio Sangregorio

Il Palazzo Leloir, sede del Circolo Italiano di Buenos Aires

Nella città di Buenos Aires, in via Libertad 1264, al confine tra il rione di Retiro e quello de la Recoleta c’è lo splendido edificio del Circolo Italiano, uno dei palazzi più belli di Buenos Aires.

Si tratta di una grande villa, che testimonia il lusso e il buon gusto della classe alta argentina delle prime decadi del secolo XX, infatti, è stata Isabel E. Ocampo nel 1905 a dare all’architetto Alejandro Cristophersen, (Cadice, 1866/Buenos Aires, 1946) il compito di farne il progetto. All’epoca quest’architetto era il proprietario dello studio che ha disegnato la maggior parte degli edifici in stile francese di Buenos Aires. Una decina di anni dopo il disegno con il relativo terreno è stato comprato dalla famiglia Leloir. Per finire il palazzo, dall’inizio della costruzione alla fine, ci sono voluti poco meno di 20 anni anche perché quasi tutti i materiali usati sono stati importati dall’Europa. Nel 1944 l’ha acquistato il Circolo Italiano di Buenos Aires e ne ha fatta la propria sede, l’associazione era frequentata da imprenditori italiani di enorme prestigio come Agostino Rocca, prima, suo figlio Roberto Rocca, dopo, che hanno contribuito a mantenerne il brillo iniziale.

L’edificio, in stile francese con tocchi Art Nouveau ha un piano terra e due piani superiori, un grande giardino nella parte posteriore, la sua facciata è ritirata, con davanti un cortile  separato dal  marciapiede da una  artistica e alta ringhiera  che  ha due ingressi, uno era per l’entrata delle carrozze, l’altro per le uscite.   Al piano terra, ai piedi della maestosa scala di marmo di Carrara, c’è una statua, dello scultore italiano Donato Barcaglia, che si trovava nella prima sede del Circolo Italiano.

Distinzione

“La Legislatura de la Ciudad Autonoma de Buenos Aires” il Parlamento della città autonoma di Buenos Aires ha dichiarato d’Interesse Storico e Culturale l’edificio del Circolo Italiano di Buenos Aires, il 16 maggio 2008.

Edda Cinarelli

Alfano a Buenos Aires, “Argentina casa di molti italiani”

Angelino Alfano, ancora per poco ministro degli Esteri, ha partecipato al G20 a Buenos Aires dove ha incontrato il suo omologo argentino, Jorge Marcelo Faurie.

Alfano e Faurie hanno inaugurato a Buenos Aires una mostra sui 50 anni dell’Istituto Italo-Latino Americano che dimostra i profondi legami storici, politici, economici e culturali che uniscono l’Italia e l’America Latina.

I due si erano gia’ incontrati nel 2017, a margine della 72ma Assemblea Generale ONU, e gia’ allora Alfano aveva sottolineato come il fatto che oltre il 40% della popolazione argentina abbia origini italiane ha permesso di creare tra i due Paesi un rapporto speciale in tutti i campi: da quello politico a quello economico (nel Paese operano 225 aziende italiane), culturale ed accademico.

Su Twitter il capo della diplomazia italiana ora cinguetta così: ”L’Argentina e’ sempre stata per l’Italia un partner speciale, la ‘casa’ di molti italiani, ed e’ fruttuosa la nostra collaborazione in ambito politico, economico, culturale, accademico”.

“L’Argentina offre opportunita’ alle nostre imprese, eccellenza del ‘Made In Italy’ all’estero e grande possibilita’ di sviluppo”, ha detto su Twitter il ministro Alfano.

Laura Neri (pubblicato su Italia Chiama Italia il 21.05.2018)

Sangregorio (USEI), “riabilitazione Berlusconi è vittoria della democrazia”

Eugenio Sangregorio, fondatore e presidente dell’USEI – Unione Sudamericana Emigrati Italiani, con una nota commenta la riabilitazione di Silvio Berlusconi, “la vittoria della democrazia in Italia”, secondo il deputato eletto nella ripartizione estera America Meridionale.

“Questo è un importante atto di giustizia verso un uomo che, da anni, lotta per il bene dei cittadini italiani e proprio pochi giorni fa ha deciso di farsi da parte per permettere a Matteo Salvini di dare all’Italia un Governo. Questo è stato un gesto da vero statista, un grande atto di responsabilità che solo un uomo con vedute lungimiranti come lui poteva avere. Finalmente milioni di cittadini potranno sentirsi nuovamente rappresentati politicamente dall’ex premier”.

Non solo. “Quella del 2013 – ha concluso Sangregorio – fu una sentenza antidemocratica che impose il passo indietro del Presidente di Forza Italia dal Senato, una ingiusta violenza che ha privato per tre anni il centro destra e i suoi elettori del suo naturale Leader. Oggi finalmente Silvio Berlusconi viene ripagato di tante amarezze e umiliazioni subite, sono certo che tornerà a fare sentire la sua voce anche all’interno del parlamento”. (Italia Chiama Italia 14/05/2018)

Ir Arriba