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January 2018 - page 4

La vera storia della Befana

“L’Epifania tutte le feste si porta via…”

Proprio così. Con questo proverbio popolare a sfondo religioso, ci si riferisce al 6 gennaio, festa dell’Epifania, ultimo avvenimento relativo alle feste natalizie. E per metafora la Befana prende le feste di Natale e le porta via con sĂ©. In genere è anche l’ultimo giorno in cui tenere il presepe o l’albero ed i relativi addobbi.

Ma chi è la Befana? E perché questa ricorrenza si festeggia il 6 gennaio? Comunemente è rappresentata da una vecchietta brutta, con il naso grande ed il mento aguzzo, vestita di stracci con le toppe, mentre vola su una scopa.

Il termine Befana deriva dalla parola “epifania”, dal greco “epifàneia”, che significa “manifestazione” e si riferisce, secondo la Chiesa Cattolica, al primo manifestarsi dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Magi, venuti dall’Oriente.

Ma le sue origini sono pagane, ai tempi dell’antica Roma e legate al culto di Diana. Nell’antichità, 12 notti dopo il solstizio d’inverno, veniva celebrata la morte e rinascita di Madre Natura, identificata dai Romani in Diana, dea della cacciagione e dell’abbondanza o da altri in Satia o Abundia. Si credeva che creature femminili, guidate da tale Dea, volassero sopra i campi, appena seminati, per propiziare i futuri raccolti. La Dea non era rappresentata ovviamente come brutta e vecchia, successivamente fu la Chiesa Cattolica dell’Alto medioevo che, per condannare i riti propiziatori pagani, “trasformò” la Befana in una strega da cui, molto probabilmente, acquistò il suo povero aspetto iconografico.

Esiste, però, una leggenda che tenta di spiegare le origini della Befana in chiave religiosa. Secondo questo racconto, i Re Magi bussarono alla casa di un’anziana signora, chiedendole di indicargli quale fosse la strada per raggiungere Betlemme. Spiegarono di essere diretti da Gesù Bambino, re di Giudea, per omaggiarlo con i loro doni. La vecchietta diede le indicazioni necessarie per raggiungere la città e, nonostante le insistenze dei Re Magi, decise di non unirsi a loro. Poco dopo si pentì della sua decisione. Uscì quindi alla ricerca dei Re Magi, ma non riuscì a trovarli. Bussò di casa in casa per chiedere informazioni. E nel frattempo lasciava dei doni ai bambini che incontrava nella speranza che uno di loro fosse Gesù Bambino. Da allora quella vecchina, nella notte fra il 5 ed il 6 gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare, ai “buoni” lascia dolci e caramelle, ai “cattivi” del carbone. Da non trascurare quindi gli aspetti pedagogici di questa ricorrenza.

In alcune regioni, come il Lazio, la Befana è una figura molto importante ed intorno alla sua festa si svolgono importanti fiere culinarie, in altre, come il Veneto, il Piemonte e la Sicilia, esiste addirittura il concorso di “Miss Befana”.

Ed ora vi lascio in compagnia di una nota filastrocca di cui, qualcuno di voi, sicuramente si ricorderĂ :

«La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!»

Fabrizia Fioroni

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