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December 2017 - page 3

Cerimonia di consegna delle Distinzioni ACIAU al Merito

 

Si è svolta nel salone Rocca, del Circolo Italiano, la cerimonia di consegna delle Distinzioni ACIAU al Merito.  ACIAU è l’acronimo di Asociaciòn de los Colegios Italianos de Argentina y de Uruguay . Come lo dice il nome l’associazione riunisce la maggior parte delle scuole italiane in Argentina e Uruguay, che unite promuovono manifestazioni varie, dalle Olimpiadi ACIAU, al teatro, concorsi di lettaratura, di scrittura, campeggi a cui partecipano alunni di tutte le scuole, che hanno in questo modo la possibilità di riunirsi, conoscersi e competere, imparare divertendosi come in un gioco.

La coronazione annuale di tutte queste attività è la cerimonia di fine anno in cui si distinguono le persone distintosi per il loro lavoro di promozione della cultura e della lingua italiane, dell’italianità.

Il motto seguito quest’anno per scegliere le persone da distinguere è stato ACIAU linguam Dantis diffundit, riguardo al lavoro di diffusione della lingua italiana.

Il presidente di ACIAU, Alberto Conti, un signore colto ed elegante, in veste di anfitrione, ha ricevuto e dato il benvenuto agli invitati che erano: proprietari di scuole italiane, rappresentanti legali delle associazioni che le gestiscono, professori, le persone che hanno ricevuto la benemerenza e invitati vari.

Sono state consegnate distinzioni post mortem ad autentici geni: Maestro Alberto Evaristo Ginastera, uno dei più importanti compositori di musica del secolo passato. Ha composto Don Rodrigo, Bomarzo la sua opera più conosciuta, Beatriz Cenci; il prof. Dino Jarach, autore di vari libri di Giurisprudenza e di Finanza, arrivato in Argentina nel 1941 per scappare dalla persecuzione agli ebrei, durante la seconda guerra mondiale. Antonio Macri, decano del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), proprietario con i fratelli Franco e Maria Pia di Socma ed altre imprese. Ex presidente o vice presidente, secondo gli anni, dell’Ospedale Italiano, amante dell’arte, della pittura, della musica, ha fatto parte del Consiglio Direttivo della Fondazione Coliseum e prodotto con i fratelli vari film; il prof. Eugenio Pucciarelli, laureatosi in varie discipline, tra cui la Medicina e in Filosofia con una tesi su Wilheilm Difthey, per cui si considera l’introduttore in Argentina del pensiero di questo filosofo; l’ing. Roberto Rocca, non ci sono parole per descriverlo, ha continuato l’opera iniziata dal padre Agostino di crescita dell’holding Techint. Anch’egli amante dell’arte a tutto tondo, l’architetto Clorindo Testa, geniale, sensibile, attento a ogni tipo di problematica, un altro uomo eccezionale. Nel caso delle distinzioni consegnate post mortem, le hanno ricevute i familiari. Per la categoria Fondatori di Istituzioni è stato premiato l’arch. Eduardo Coletti, per quella di Dirigenti d’istituzioni: Sebastian Impelluso, presidente del Circolo Italiano di Buenos Aires e l’ing. Ricardo Humberto Rodriguez, molto famoso a Tucumán per la sua importante attività; per la categoria Professori e intellettuali: il Prof. Domingo Santo Liotta, famoso medico, che ai suoi novantatré anni lavora ancora; lo scultore Antonio Pujìa, stimato per la sua bravura e amato per la sua dolcezza. Per la categoria Promotori: Cristiano Rattazzi, presidente di Fiat Argentina e di LATAM, affabile e trasparente sorprende sempre per la sua signorilità e per la sua cortesia; l’architetto tucumano di origine italiana Cesar Pelli, considerato uno dei cinque migliori architetti viventi. In questo caso la distinzione è stata ritirata da una rappresentante della Facoltà di Architettura dell’Università di San Miguel di Tucumán e per la categoria Benefattori la professoressa Fiorella Liverani Bertinelli, insegnante di Lingua e Cultura Italiane e Linguistica Italiana presso l’Università per stranieri di Perugia e la signora Yolanda Enid Orti in Cueto per il suo lavoro sociale. Il dott. Conti ha chiuso la serata con un cenno all’importanza delle virtù umane, valore che ha ricalcato ricordando i versi del canto XXVI dell’Inferno di Dante, in cui Ulisse esorta i suoi compagni a continuare il viaggio con lui:

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza.

Hanno presentato Carla Ventimiglia e Ramiro Fornatoso, ex alunni di scuole italiane. Durante gli intervalli della consegna delle distinzioni hanno cantato Sebastian Russo e Rocio Cereceda, un piacere per gli orecchi e per la vista. Tutto ha determinato che la serata fosse gradevole, bella, all’insegna della distinzione e in cui si è avuta l’impressione che preoccuparsi dello sviluppo della lingua e cultura italiane paga molto emozionalmente.

Perché promuovere la cultura italiana? Ma perché è bello.

Edda Cinarelli

Approvato emendamento omnibus per gli italiani all’estero

Si dicono “molto soddisfatti” per l’approvazione dell’emendamento “omnibus” i senatori eletti all’estero Micheloni, Giacobbe, Turano, Di Biagio Longo, che, questa notte, al termine delle votazioni in Commissione Bilancio, insieme al collega Sangalli, hanno diramato una nota congiunta.

“In prossimità della conclusione del primo passaggio della Legge di Bilancio al Senato”, si legge nella nota, “desideriamo informare i cittadini sui risultati conseguiti nei capitoli di spesa concernenti le comunità italiane all’estero”.

“Consideriamo molto soddisfacente il lavoro svolto in fase emendativa, di concerto con il Governo e il MAECI”, affermano i senatori, “non solo perché sono stati recuperati fondi aggiuntivi, ma soprattutto perché buona parte di essi, quali quelli per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, per l’adeguamento salariale dei contrattisti, per le agenzie di stampa, hanno carattere strutturale, dunque andranno a integrare stabilmente nei prossimi anni la dotazione finanziaria relativa ai capitoli di spesa sopra citati”.

Con l’emendamento “omnibus” sono dunque previsti i seguenti interventi:

promozione della lingua e cultura italiana all’estero – 1 milione di euro (aggiuntivi rispetto al finanziamento a regime) per il 2018, 1.5 milioni di euro a decorrere dal 2019, destinati in particolare al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura;
Consiglio Generale Italiani all’Estero – 400.000 euro, per il 2018, necessari per garantire almeno l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge;
Comites – 100.000 euro per l’anno 2018;
Contrattisti – 600.000 euro, a decorrere dal 2018, per l’adeguamento salariale del personale di cui all’art.152 del decreto del Presidente della Repubblica 05.01.1967 n. 18; si tratta di un intervento atteso da 10 anni;
Agenzie di stampa – 400.000 euro a decorrere dal 2018, a favore delle agenzie specializzate sugli italiani all’estero che abbiano svolto tale servizio per il MAECI da almeno 5 anni;
Stampa italiana all’estero – 500.000 euro per il 2018, a integrazione della dotazione finanziaria per i contributi diretti in favore della stampa italiana all’estero;
Camere di Commercio italiane all’estero – 1 milione di euro per l’anno 2018. (aise) 

I mercatini di Natale: origini e curiosità

mercatini di Natale sono una delle attrazioni più gettonate del periodo delle feste in Italia ed in Europa. Già dalle prime settimane di novembre, con l’arrivo dei primi freddi, cominciano i preparativi per il Natale. Si tratta di veri e propri stand, spesso simili a suggestive casette di legno, dove si vende un po’ di tutto e dentro le quali i venditori espongono i loro prodotti, soprattutto artigianali e gastronomici, ma anche souvenirs e addobbi natalizi. I Mercatini sono all’aperto, nel centro cittadino.

La decorazione del luogo cerca di risultare suggestiva: si compone di una notevole illuminazione, fatta di luminarie, e spesso di fuochi di ceppi. Sovente il paesaggio sonoro è allietato da cori e musiche natalizie. L’intrattenimento comprende spesso degli spettacoli tradizionali quali, ad esempio, l’interpretazione di personaggi del presepe o della nascita di Gesù. A volte, i mercatini hanno anche apertura notturna, talvolta solo in alcune serate.

È una meta molto richiesta da visitare nel fine settimana, infatti molte agenzie di viaggio organizzano brevi gite di un paio di giorni alla scoperta della magia dei mercatini natalizi italiani ed europei. È talmente cresciuto questo tipo di business da trovare facilmente anche offerte low cost.

Ma scopriamo ora la storia di questi mercatini, risulta che hanno origini tedesche molto antiche: le prime manifestazioni di questo tipo di cui abbiamo notizia infatti risalgono addirittura al 1400, e possono essere rintracciate nella città di Dresda, Germania. Il primo mercatino di Natale della storia venne infatti organizzato nel 1434 a Dresda e si tenne il lunedì prima di Natale.

Inizialmente il mercatino tedesco si chiamava Striezelmarkt dal nome di un dolce della tradizione germanica e solo in seguito mutò nome in Christkindlmarkt, sottolineandone l’anima luteranaquesto cambiamento avvenne infatti dopo la Riforma di Martin Lutero (1517).  L’esempio di Dresda fu imitato da Strasburgo, che vide nascere il suo primo mercato nel 1570 e quindi da Norimberga dove la tradizione del mercatino natalizio resiste dal 1628. Il mercatino così concepito altro non era che una fiera di artigiani rinomati che avevano così modo di esporre le loro creazioni e attirare possibili clienti. Proprio per questa ragione i mercatini di Natale non erano per tutte le tasche, ma erano invece un’attività di svago per la classe più abbiente, la borghesia e i nobili. Solo in seguito il mercatino di Natale divenne un divertimento popolare. Un’altra differenza notevole fra i mercatini di Natale attuali e quelli storici è la loro durata. Per lungo tempo questi specialissimi mercati hanno chiuso i battenti il 24 dicembre, ma dato il grande successo di pubblico e gli ottimi guadagni che sono capaci di generare oggi vengono prolungati anche fino al 6 gennaio.

Il primo Mercato di Natale in Italia fu quello di Bolzano e risale al 1990: ad oggi resta uno dei mercatini più noti e suggestivi d’Italia e molto spesso è citato come uno dei più belli. Molto rinomati anche i mercatini di Merano, Trento e Verona, ma non sono da meno le altre grandi città italiane, da Roma a Milano, passando anche per Firenze e Torino. A Colonia, Germania, esiste un mercatino in un’ imbarcazione sul Reno.

Insomma, se si va o se si torna in Italia nel periodo natalizio, è impossibile non imbattersi con un Mercatino di Natale: ogni paesino, ogni 20 km ne ha uno, e, ciò che mi continua a colpire, è la varietà dei prodotti che offrono, tanto distinti anche se tanto vicini. Tutti buonissimi. E non dimenticatevi di provare il Vin Brulè, tipico dei mercatini per il freddo, che riscalda, non solo il corpo, ma soprattutto il cuore.

Fabrizia Fioroni

Elezioni 2018 e voto all’estero

Nel corso del 2018 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano, che vedranno coinvolti anche i cittadini italiani residenti all’estero, chiamati ad eleggere i propri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, votando per i candidati che si presentano nella Circoscrizione estero.

Nell’occasione la Farnesina ricorda che “il voto è un diritto tutelato dalla Costituzione Italiana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n.459, i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali della circoscrizione estero, possono votare per posta”. Per questo il Ministero degli Affari Esteri raccomanda ai connazionali di controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio Consolato.

È possibile, in alternativa al voto per corrispondenza, scegliere di votare in Italia presso il proprio Comune, comunicando per iscritto la propria scelta (Opzione) al Consolato entro i termini di legge. Gli elettori che sceglieranno di votare in Italia in occasione delle prossime elezioni politiche, riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare, presso i seggi elettorali in Italia, per i candidati nelle circoscrizioni nazionali e non per quelli della Circoscrizione Estero.

La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per una consultazione elettorale.

Chi desidera votare in Italia deve darne comunicazione scritta al proprio Consolato entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura (marzo 2018), quindi entro il 31 dicembre 2017.

Nel caso intervenga invece uno scioglimento anticipato delle Camere, l’opzione può essere inviata o consegnata a mano entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni.

In ogni caso l’opzione, ricorda ancora la Farnesina, deve pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione delle votazioni. Tale comunicazione può essere scritta su carta semplice e, per essere valida, deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore.

Per tale comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo disponibile presso il Consolato, i Patronati, le associazioni, il Comites oppure scaricabile dal sito Internet del Ministero degli Affari Esteri o da quello del proprio Ufficio consolare.

Se la dichiarazione non è consegnata personalmente, dovrà essere accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante.

Come prescritto dalla normativa vigente, sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare.

La scelta di votare in Italia può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’esercizio dell’opzione.

Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza (Legge 459/2001, art. 20, comma 1 bis) hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica.

Gli Uffici Consolari, conclude la Farnesina, sono a disposizione dei connazionali per ogni ulteriore chiarimento. (aise) 

Vico Wine Bar: viaggio sensoriale italo-argentino

Incuriosita anche un po’ dal nome ho avuto il piacere di conoscere Vico Wine Bar, inaugurato lo scorso 24 ottobre, che offre al pubblico un concetto rivoluzionario in Argentina su come poter degustare un buon vino. Ad aspettarmi uno dei proprietari, Pablo Colina, nonché sommelier. È stato proprio lui a raccontarmi di che si tratta: il cliente, con il suo bicchiere in mano, può servirsi il vino scelto tra 140 tipi diversi, ed optare per la quantità da lui desiderata, 35ml. “degustazione”, 75ml. “mezzo bicchiere”, 150ml. “1 bicchiere”. Non si vendono bottiglie di vino ma solo bicchieri. I vini sono contenuti in dispensers della marca Wineemotion, direttamente venuti dall’Italia, precisamente da Barberino Val d’Elsa, in Toscana, dove si produce il Chianti. I Wine Dispensers sono 18 e, grazie alla loro perfetta temperatura, i vini possono mantenersi circa 25-30 giorni.

Impossibile per gli spumanti per le loro bollicine, i quali, comunque, potranno essere richiesti a parte scegliendo nel vasto menù. Attraverso una specie di carta Bancomat, fornitaci da Vico, soprannominata da Pablo la “SUBE” del vino, il cliente può iniziare ad autoservirsi. La carta può funzionare come una carta di credito dove il cliente paga ciò che consuma prima di andarsene, o, come una carta ricaricabile con 1 anno di validità. A parte i vini tutto il resto è contenuto in un menù molto completo. La parte gastronomica è nelle mani dello chef Julian del Pino. Per quanto riguarda i cocktails, secondo quanto ci racconta il bartender Emanuel Dobryden, il drink più gettonato è il Pink Milano, che ricorda uno spritz con la sua parte di prosecco e la sua parte di aperitivo, però per renderlo più rinfrescante si aggiunge succo di pompelmo invece di seltz.

E continuando questo viaggio all’interno di Vico, accompagnata da buona musica dal volume perfetto che permette conversare, conosco Carlo Contini, che insieme a Pablo Colina, Gabriela Vinocur e Fernando Preocupez hanno dato vita a quest’innovativo Wine Bar, e che racconta di stare lavorando su un nuovo progetto, ricreare il Vermut piemontese in Argentina. Come lui stesso dice:” Stiamo imbottigliando, sarà pronto fra un paio di settimane, il primo Vermut argentino fatto con uva Torrontes. Un omaggio al Vermut italiano però made in Argentina, prodotto con spezie ed amore locali”.

E concludo parlando della curiosità iniziale che mi ha spinto ad esplorare questo Wine Bar: perché Vico? Sinceramente a me è subito venuto in mente il nostro Giambattista, filosofo e storico italiano, ed anche se, come spiega Pablo Colina, inizialmente il nome è nato dal connubio dei cognomi dei soci e poi si è pensato a ViCo “Vino por Copa” (vino a bicchiere), nella copertina del menù c’è proprio l’immagine di lui, Giambattista Vico, versione Wine Bar, con un calice di vino nella mano destra ed una bottiglia in quella sinistra.

Fabrizia Fioroni

Tournée della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri in Argentina

Dal 23 novembre al 1° dicembre, con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, la Banda dell’Arma è stata in tournée in Argentina.

I musicisti  hanno suonato in occasione del Concerto di Natale del Consolato Generale di Buenos Aires, evento particolarmente sentito dalla comunità italiana in Argentina e occasione per l’Ambasciatore e il Console Generale di salutare di salutare la collettività italiana, le autorità argentine, nonché per per consegnare le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana concesse dal Presidente della Repubblica. Nel teatro il Coro della Scuola Cristoforo Colombo ha accompagnato la Banda. A margine di questo solenne e festoso evento, la Banda si è esibita in Piazza Francia e, il 30 novembre, in Piazza San Martìn.

A Rosario ha tenuto una serie di concerti, tra cui uno al Monumento alla Bandera, massimo monumento patrio argentino. La Banda musicale dei Carabinieri è molto amata dagli italiani, per ragioni storiche ed anche per l’immagine infatti  ha una splendida divisa ed è composta da musicisti capaci e prestanti. L’orchestra era composta da 85 musicisti.

L’importante tournée argentina si è svolta con il sostegno dell’Associazione Nazionale Carabinieri e grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, Enel Argentina, FCA, Ferrero, CMC, Camuzzi Gas, Dayco, Techint (Produzione Publimedia).

L’origine risale al 1814, Vittorio Emanuele di Savoia emana la legge reale del 13 luglio 1814, con la quale istituisce il Corpo dei Carabinieri Reali, unità militare con compiti di polizia. La nascita del primo nucleo della Banda dell’Arma dei Carabinieri risale al 1820 quando viene istituito un gruppo di 8 “trombetti” in seno al Corpo dei Carabinieri Reali. Negli anni seguenti sono costituite fanfare presso la XIV legione (Scuola Allievi di Torino) e la VII legione (Napoli). La Fanfara è trasferita, nel 1885 da Torino a Roma. Quando l’Italia passa dalla Monarchia alla Repubblica dell’Arma cambia da l”Carabinieri Reali” a “Arma dei Carabinieri”.

Edda Cinarelli

Incontri politici in vista delle prossime elezioni

Si trova a Roma il leader della lista USEI, Eugenio Sangregorio per una serie di riunioni di rilevante importanza con la compagine politica italiana. È una delle molteplici occasioni in cui il Presidente, incontra figure politiche di rilievo giacché, come sapete, l’USEI è un partito aperto al dialogo e al confronto con tutte le forze che abbiano punti in comune con il nostro programma. Proprio oggi in vista della chiusura alla Farnesina del Plenario del CGIE, è stata sottoscritta una dichiarazione di rifiuto ad alcuni punti della nuova legge elettorale che ha approvato la possibile partecipazione alle candidature per le circoscrizioni estere, di cittadini italiani non iscritti all’AIRE.

Il Presidente come sempre sensibile nel curare gli interessi dei connazionali all’estero, partecipa con grande interesse allo sviluppo delle tematiche care alla nostra Comunità, prefiggendosi l’obiettivo di raggiungere standard politici volti a redimire questioni di vitale importanza.

L’Usei si colloca nello scacchiere politico con un atteggiamento di apertura ed ascolto verso coloro che sapranno cogliere argomenti interessanti ed apportare soluzioni utili a proporre verso la nostra comunità una politica efficace e proattiva.

Eugenio Sangregorio

FADIA ha ricordato le epiche gesta del General San Martín a 200 anni dalla traversata delle Ande

Correva l’anno 1817, quando San Martin intraprese l’attraversata delle Ande per andare in Cile e aiutare O’ Higgins a liberare quelle terre dalla Spagna. La Federazione delle Associazioni delle Dame Italo-Argentine (FADIA), presieduta dalla signora Maria del Carmen Roni, con l’appoggio del Istituto Internazionale dei Diritti Umani, “Capitulo  para las Américas” Consiglio della Donna, ha realizzato nel salone Roma del Circolo Italiano, una cerimonia  per commemorare la straordinaria impresa.
Come non poteva essere altrimenti, la cerimonia è stata tanto interessante e ben organizzata che tutti i presenti ne sono rimasti affascinati. Vi ha preso parte la Banda “Tambor de Tacuarí del Regimiento nº 1 de Patricios, che con la sua bravura e l’uniforme colorata si è imposta gradevolmente all’attenzione del pubblico. La banda ha suonato gli inni Argentino e Italiano, ha ricordato poi il generale San Martín con un viaggio musicale attraverso le battaglie intraprese e vinte da lui. Dopo la parentesi musicale, la Presidente di FADIA, prof.ssa Maria del Carmen Roni, si è presentata ed ha parlato del generale. Ne ha ricordato i momenti cardini della vita e le  idee. Ha sottolineato che ha realizzato le sue eroiche gesta convertendosi in uno dei maggiori costruttori della storia argentina perché era contrario a qualsiasi forma di assolutismo. La banda ha suonato “Las Glorias del Gran Capitán, con parole della prof.ssa Maria del Carmen Roni e musica del prof. Hugo Cambiasso. Il Coro Maestro Kubik  della Soc. Friulana di Buenos Aire,  direttrice: prof.ssa Rosalba Onikian; al piano la prof. Andrea Garcia, ha cantato celebri aree italiane ed argentine, tra cui il Va Pensiero, inno di tutti i migranti. Il colonnello prof. Lucio  Torres, membro dell’Accademia di Storia, dell’Istituto San martiniano, e dell’Istituto Argentino di Storia Militare (Esercito Argentino), ha presentato il suo libro “El inmigrante italiano como soldado argentino”.
Un argomento interessante perché sconosciuto, chi sa, infatti, che nell’esercito di San Martín c’erano anche degli italiani? Chi conosce la storia della Legione Italiana e della Legione Agricola? Sicuramente poche persone. Tra il pubblico: il console generale d’Italia, Riccardo Smimmo, l’ambasciatore del Cile Josè A. Viera Gallo, l’aggregato militare dell’Ambasciata di Spagna colonnello Alejandro Monedereo Higuero, l’addetto agli Affari Sociali dell’Ambasciata del Perù Stephen Mutze, Yamil Zuloaga segretario generale dell’Istituto Internazionale per i DDHH per le Americhe; la dott.ssa Alicia Pierini dello stesso Istituto, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Donatella Cannavo.
Edda Cinarelli

Argentina: a Cordoba la Beatificazione di Madre Catalina

“Figlie mie, vi raccomando la pace, l’obbedienza e la Santa carità”. Queste le parole di Madre Catalina alle consorelle della Congregazione delle Ancelle del Cuore di Gesù – di cui era la fondatrice – appena prima di spirare, la notte di Pasqua del 1896. Tanto aveva fatto con loro e per loro, sottolineando con la voce e con le opere che era proprio la carità ad animare il carisma dell’Istituto, fondato per la redenzione spirituale e sociale delle fanciulle e delle donne, specie quelle più povere. Una gentilezza, una bontà e una tenerezza che esercitava verso le suore, il personale di servizio, le persone malate e bisognose: una carità che si esaltava nel perdono delle offese, restituendo il bene per il male, perché questo era il suo cammino verso la Santità, come sottolinea il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, oggi in rappresentanza del Santo Padre a Cordoba, in Argentina, alla Beatificazione di Madre Catalina:

“Non ci può essere perfezione senza la carità, regina delle virtù. La carità di Madre Catalina si manifestava nell’amore del prossimo e nella pratica delle opere di misericordia corporale e spirituale”.

Tutto era iniziato il 29 settembre 1872, dopo anni di umiliazioni, tentativi e lotte per realizzare quel “sogno dorato” – come lo definì nelle sue memorie – di fondare in Argentina la prima congregazione di vita apostolica femminile. Un sogno che veniva da lontano, da quando, a 17 anni, partecipò per la prima volta agli esercizi spirituali dei Gesuiti: fu da quell’incontro con Gesù che maturò la sua vocazione, ma allora nel suo Paese natale per le donne c’erano solo istituti di vita contemplativa come le Carmelitane scalze o le Monache di Santa Catalina, mentre lei voleva dedicare la vita all’apostolato attivo. Una vocazione, dunque, che per maturare dovette aspettare anni. Ce lo ricorda ancora il porporato:

“Recentemente Papa Francesco ha detto che nella Chiesa ogni vocazione – matrimonio, vita consacrata, sacerdozio – inizia con un incontro con Gesù che ci dona una gioia e una speranza nuova. È Gesù, infatti, che si pone sulla nostra strada e ci chiede: Che cosa cerchi? E spetta al nostro discernimento dargli la risposta giusta, per sperimentare anche noi gioia e speranza nuova”.

Da figlia di una famiglia dell’aristocrazia di Cordoba molto attiva in politica, quindi, Josefina Saturnina Rodríguez – questo il suo nome all’anagrafe – andò in sposa a un militare vedovo, perse una figlia al parto, ma fece con amore da mamma ai primi due figli di suo marito, finché anche lui non morì. Quando tornò libera, il desiderio di consacrarsi al Signore si rifece vivo ardentemente in lei. Così, a 42 anni, iniziò una vita completamente nuova, per cui è ricordata come “ribelle” perché sia da laica sia da religiosa, facendosi ispirare dalla sua fede, fece scelte e intraprese iniziative allora piuttosto inusuali e considerate addirittura inappropriate per le donne. Questo, d’altronde, è il messaggio originale di suor Catalina, che attraversa il tempo e lo spazio, come conclude il cardinale Amato:

“Madre Catalina fece fruttificare al meglio i numerosi talenti umani e spirituali ricevuti da Dio. Lo fece, mantenendo sempre un atteggiamento modesto e umile. Per lei una suora superba era una mostruosità. È la santità, l’eredità della Beata Madre Catalina”.

Roberta Barbi (pubblicato da Radio Vaticana il 25.11.2017)

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