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July 2017 - page 4

Due pensionati su tre sono pronti ad andare all’estero

Dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare emerge un quadro abbastanza curioso, per certi versi. Tantissimi gli italiani pronti a trasferirsi all’estero una volta incassata la pensione nel BelPaese. Secondo il sondaggio, il 64% degli italiani si dice pronto a varcare i confini nazionali una volta pensionato. Gli assegni sono sempre più bassi e dunque bisogna cercare posti dove si possa stare tranquilli, mantenendo almeno la stessa qualità di vita che si aveva in Italia.

Oltre la metà degli italiani infatti è preoccupata riguardo al proprio futuro: temono che ciò che riceveranno come pensione non basterà per continuare a vivere dignitosamente.

Quasi un terzo degli italiani guarda al futuro con enorme incertezza. Sono preoccupati per il futuro dei propri figli, per i propri nipoti. A gettare ombre sul futuro pensionistico degli italiani sono anche le difficolta’ del presente, a partire dal timore di imprevisti e spese straordinarie, che costringano a metter mano al portafoglio anzitempo (45%) o una generale difficolta’ a risparmiare per la vecchiaia (41%). Preoccupano anche la precarieta’ del lavoro (38%) e l’instabilita’ dello scenario economico (44%) e normativo (36%) del momento.

Visto che la situazione è questa, il 55% degli italiani punterebbe alla previdenza complementare: di questi, il 52% con un fondo pensione. Cio’ che conta, dicono gli italiani, e’ pensarci per tempo, fin da giovani (33%) o da quando si inizia la propria carriera lavorativa (38%).

Solo un italiano su tre (34%), invece, investirebbe i propri soldi nel mattone. Un dato che senz’altro stupisce in un Paese come l’Italia, dove la casa e’ da sempre considerata un bene rifugio in tempi difficili. Per il 25% infine la soluzione e’ tenere i soldi sul proprio conto corrente, mentre per una quota analoga la soluzione e’ investire i propri risparmi sul mercato finanziario.

Italia Chiama Italia

Immigrazione: un dramma che non è solo nostro

Parlare oggi di immigrazione è parlare di un dramma quasi biblico per tutto il mondo. Anche se il fenomeno dei rifugiati, dell’asilo politico, dei grandi spostamenti ha tanti anni come la civiltà umana, l’Europa è oggi il bersaglio di una catastrofe che sta direttamente minando le radici democratiche del nostro paese. Lungi da pensare di agire come Donald Trump con il Messico che, con una incredibile prepotenza ha dichiarato che costruirà un muro di frontiera per evitare l’immigrazione clandestina, l’Italia dovrà chiedere aiuto per arginare questa drammatica invasione.

Se pensiamo soltanto che, negli ultimi 30 anni, il vecchio continente ha accolto decine di milioni di extracomunitari con tasse di natalità molto superiori a quelle dei 30 paesi dell’UE, possiamo costatare che stiamo parlando di un nuovo ordine mondiale nel quale, l’immigrazione, occupa un ruolo preponderante e soprattutto molto preoccupante. Oggi, in Francia ci sono più moschee che chiese: in città come Parigi o Lyon, quasi la metà di tutti i cittadini da 0 a 20 anni, sono musulmani. Il Sindaco di Londra si chiama Sadik Aman Khad e in Gran Bretagna passiamo dagli 82.000 musulmani del 1977 ai 3.5 milioni di oggi. La tassa di natalità media dell’UE è di 1.38 figli a coppia, quando il minimo per resistere ad una sparizione è di 2.2. La tassa di natalità media fra i musulmani è di 8.1 figli a coppia ed è questa l’unica ragione per la quale, l’Europa, non ha diminuito la sua tassa di natalità. L’Italia, per la sua situazione geografica, è l’imbuto naturale per l’accesso dall’Africa e il Medio Oriente, nonché da tutti i paesi che componevano l’ex Jugoslavia. Questo fenomeno che potrebbe trasformare la Francia, secondo calcoli all’odierno ritmo di crescita nella popolazione islamica, in una repubblica islamica nel 2039, non è soltanto italiano e non deve esserlo. Gli italiani, da tempi biblici, sono curiosi scopritori di territori: Marco Polo nasceva nel 1254 a Venezia, Cristoforo Colombo nasceva a Genova circa nel 1440. Ma, eccetto più di 1000 anni prima, quando i romani conquistavano e fondavano la civiltà occidentale, il termine “colonizzare” viene appunto dal nostro Colombo che non voleva appropriarsi di nulla, ma scoprire altre culture.

L’attuale situazione che vede l’Italia come il recipiente naturale del più grande flusso emigratorio della storia dell’umanità, non deve essere sopportata soltanto da noi. Siamo un popolo accogliente per antonomasia, anche perché siamo stati accolti sempre, in tutto il mondo. Ma non possiamo confondere la solidarietà con la tragedia. Mentre l’Austria piazza carri armati sulla frontiera per non fare entrare nessun extracomunitario al proprio territorio, l’Italia continua a ricevere migliaia di persone nei centri di accoglienza che pagano i contribuenti italiani. L’aiuto dell’UE in questo senso non è specificato e non esiste una voce in capitolo per ciò che sta destabilizzando il nostro paese. Questi bambini, donne e uomini che scappano da drammatiche situazioni nei paesi d’origine, meritano tutta la nostra attenzione e solidarietà, ma non possiamo permettere che, questo fenomeno, diventi catastrofico per la nostra economia, la nostra politica o la nostra cultura. Potremmo anche aumentare il numero dei centri di accoglienza, ma non possiamo più farlo da soli. L’Europa deve aiutarci e subito, altrimenti le conseguenze, per noi e per tutto il continente, saranno molto pesanti.

Eugenio Sangregorio

Quinta edizione del festival ”Verano Italiano” a Buenos Aires

A conclusione della quinta edizione del festival del “Verano Italiano” (Estate Italiana), si conferma il grande successo di un’iniziativa che si e’ ormai inserita a pieno titolo tra i principali appuntamenti della vita culturale di Buenos Aires. Cinema, musica, arte, teatro, giovani generazioni e gastronomia sono stati i settori in cui si e’ articolata la ricca offerta di eventi proposti durante il mese di giugno nella Capitale argentina. Il “Verano Italiano”, concepito al fine di avvicinare idealmente all’Argentina il calore, l’allegria ed i colori dell’estate del nostro Paese attraverso la presentazione delle sue eccellenze culturali, ha anche quest’anno riscosso una notevole partecipazione di pubblico in tutte le numerose manifestazioni in programma, con positivi riflessi per l’immagine dell’Italia. Tale iniziativa si e’ dunque consolidata quale momento privilegiato di esposizione pubblica per tutti gli attori del Sistema Italia (Ambasciata, Consolato Generale, Istituto Italiano di Cultura, Agenzia ICE ed ENIT), oltre a riproporre una pregevole occasione di proficua e sinergica collaborazione con le istituzioni locali ed in particolare con il Ministero di Cultura del Governo della Citta’ di Buenos Aires.

Uno spazio speciale e’ stato dedicato anche questa volta al cinema, un settore di eccellenza per l’Italia, su cui da tempo si punta per incrementare la visibilita’ del nostro Paese ed al tempo stesso favorire nuovi sbocchi per la sua industria di settore. Dal 2 all’8 giugno si e’ tenuta infatti la quarta edizione della Settimana del Cinema Italiano, organizzata in collaborazione con l’Istituto Luce-Cinecitta’, l’Agenzia ICE e l’Istituto Italiano di Cultura, con la presentazione in prima visione di 13 film di recente produzione, selezionati e premiati nei principali festival internazionali; alcuni di essi sono poi entrati nel circuito commerciale locale. Svoltasi quest’anno nel centralissimo complesso multisala Recoleta Village di Buenos Aires ed inaugurata alla presenza di due affermati registi dei film in palinsesto, Francesco Amato e Davide Barletti, accompagnati dai famosi attori Edoardo Leo e Giuseppe Delbono, la rassegna e’ stata visitata da circa 4000 spettatori paganti.

 La musica ha altresì avuto un ampio rilievo. Oltre al Concerto di Iva Zanicchi in occasione della Festa della Repubblica, il 6 giugno si e’ esibita al Teatro Coliseo, nell’ambito del ciclo di musica classica “Nuova Harmonia”, la rinomata Orchestra del Teatro Regio di Torino, che ha eseguito, sotto la magistrale direzione di Sergey Galaktionov, opere di Antonio Vivaldi e Piotr Ilich Chaikovski. Il 9 giugno invece il famoso cantante pop Maxi Trusso ha deliziato il folto pubblico presente presso un noto pub cittadino, ripercorrendo i suoi ultimi successi ed interpretando le canzoni italiane da lui preferite. Nella sede dell’Usina del Arte di Buenos Aires si è infine svolto il 25 giugno un concerto della mezzosoprano italiana Mattea Musso, che ha offerto al pubblico un apprezzato programma di musica barocca e rinascimentale; tale concerto era stato peraltro inserito nell’ambito delle iniziative della Festa della Musica promossa dal MIBACT.

Per quanto riguarda l’arte, dal 9 al 14 giugno presso il foyer del Teatro Coliseo ha avuto luogo una mostra fotografica di Mattia Zoppellaro dedicata ai ritratti di personaggi famosi del mondo della musica, dello sport e dell’arte degli ultimi anni; il 18 giugno l’affermato fotografo italiano ha inoltre tenuto un workshop aperto agli specialisti ed agli appassionati della tecnica del ritratto. Il 24 ed il 25 giugno si e’ svolta presso la Sala Roma dell’Istituto Italiano di Cultura la mostra-concorso di modellismo “Arte & Scala” con una sezione speciale incentrata sui modelli italiani, che ha attirato particolarmente l’attenzione dei numerosi visitatori intervenuti.

Relativamente al settore teatrale, il 14 giugno si e’ realizzato presso l’Istituto Italiano di Cultura un evento in omaggio alla cantante lirica Amelita Galli-Curci, nella ricorrenza del centenario del Quartetto del Rigoletto “Bella figlia dell’amore” da lei cantato insieme ad Enrico Caruso, Flora Perini e Giuseppe De Luca. In tale occasione, oltre ad una conferenza sulla vita della celebre soprano italiana, sono state esposte sue fotografie ed oggetti a lei appartenuti, nonchè si è tenuto in conclusione un breve recital di arie d’opera a cura di artisti locali. Il Teatro Coliseo è stato invece lo scenario della consueta programmazione specifica per bambini dal titolo “Veranito” (Piccola Estate), che nelle date del 10 e 17 giugno ha inteso coinvolgere in tal modo anche i piu’ piccoli.

Notevole attenzione e’ stata rivolta anche quest’anno alla valorizzazione della nostra collettivita’ ed in particolare alle giovani generazioni di italo-argentini, nell’ambito della strategia di avvicinamento e sensibilizzazione. L’evento centrale in tale settore e’ stato senza dubbio la rinnovata partecipazione alla tradizionale manifestazione “Buenos Aires celebra Italia”, che la Citta’ di Buenos Aires organizza ogni anno per promuovere la comunità italiana nelle sue molteplici espressioni culturali. L’edizione di quest’anno della manifestazione si e’ svolta l’11 giugno per farla coincidere con il Verano italiano. Nel padiglione fieristico Dorrego sono state presenti ed attive durante tutta la giornata oltre 50 associazioni italiane con stand turistici e gastronomici, visitati da un ininterrotto flusso di migliaia di persone, mentre si susseguivano sul grande palco esibizioni musicali tradizionali e contemporanee, sempre all’insegna dell’italianità di ieri e di oggi. Tra gli ospiti invitati è da segnalare la famosa cantante italiana Lucilla Galeazzi, che, molto attesa dal folto pubblico presente, ha interpretato un repertorio di canzoni popolari. Successivamente il 16 giugno presso l’Istituto Italiano di Cultura si è tenuto un incontro con la conduttrice della RAI Francesca Alderisi, che, durante la sua visita a Buenos Aires, non ha mancato di salutare i suoi appassionati fan italiani, per l’occasione accorsi numerosi da tutto il Paese. Infine il 24 giugno presso il complesso polisportivo Colegiales ha avuto luogo un torneo di calcio tra squadre della collettività italiana, che ha visto una notevole partecipazione di giovani.

Per quanto riguarda la gastronomia, si è realizzata l’ormai tradizionale Settimana della Cucina Italiana di Buenos Aires, per il quinto anno consecutivo sotto la guida del celebre critico gastronomico Pietro Sorba ed in collaborazione stavolta con ben 80 tra ristoranti, pizzerie e gelaterie di Buenos Aires, che hanno offerto dal 19 al 25 giugno menu promozionali a base di specialità culinarie italiane. Il gran finale della Settimana della Cucina si è tenuto, come di consueto, presso l’Usina del Arte alla presenza di un pubblico numerosissimo e con un ricco programma gastronomico ed artistico, che ha rappresentato indubbiamente anche un’eccellente cornice per la conclusione dell’edizione di quest’anno del “Verano Italiano”.

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