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July 2017 - page 2

Presentazione del libro “Un faro que marca rumbos”

L’Ospedale Italiano di Buenos Aires ha presentato il libro Un faro que marca rumbos, testimonianza della storia di questa istituzione, dalla sua fondazione fino alla sua trasformazione in un punto di riferimento nell’ambito locale della sanità, data dai suoi protagonisti.

Alla presentazione infatti sono stati presenti: l’ing. Franco Livini, presidente dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires; il dott. Atilio Migues, direttore medico; il prof. dr. Jorge Lemus, ministro della Sanità, il prof. dott. Jaim Etcheverry, ex rettore dell’Università di Buenos Aires e membro del Consiglio di Direzione dell’Ospedale Italiano di Buenos Aiers; autorità nazionali e del governo della città; rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia e della comunità italiana in Argentina, del Consiglio Direttivo e Consultivo della Società Italiana di Beneficienza a Buenos Aires e invitati speziali. Tra loro: la sig.ra Marcella Rocca, Roberto Chioccarelli, il console della cittá di Buenos Aires, Gianluca Guerriero.

Nel suo ruolo di padrone di casa, l’ing. Livini ha preso la parola per primo ed ha ringraziato per la loro presenza gli autori del libro e le persone autorevoli, in modo speciale il ministro della Sanità. Ha detto che” il loro apporto é un riconoscimento al contributo dell”Ospedale Italiano alla sanità e alla medicina argentina durante 164 anni”. Dopo ha affermato: “Fedele ai valori fondazionali abbiamo sentito il bisogno di una innovazione, di una trasformazione che si é realizzata  rafforzando il progetto strategico- medico con un forte accento accademico e l’adozione di una moderna gestione professionale in grado di assicurare la sostenibilitá del progetto medico”. Da parte sua il dott. Migues ha passato in rassegna i diversi periodi storici dell’Ospedale Italiano, ed ha sottolineato l’importanza della nomina a presidente dell’ing. Livini, che ha marcato nella storia del nosocomio un prima e  un dopo, visto che ha spronato e portato a termine un ciclo di miglioramenti nell’organizzazione dell’Ospedale.

El Prof. Dott. Jaim Etcheverry ha presentato il libro e ha detto: “Costituisce una testimonianza di quello che é successo negli ultimi anni. Mostra che si seguono i valori originali dei fondatori – 1853-   con un’altra tecnologia, un’altra struttura. Nell’Ospedale si sono introdotti cambiamenti molto importanti nell’assistenza e nella gestione incorporando un equipaggiamento d’avanzata, unico nel paese, caratteristiche per cui l’ospedale é riconosciuto a livello internazionale”.  Ha concluso il suo discorso affermando che “l’Ospedale Italiano é un’istituzione che marca rotta, come dice il titolo, nella medicina argentina. Nato nel 1853, l’assistenza, l’insegnamento e la ricerca sono i pilastri che hanno deciso i suoi fondatori, e che sono ancora vigenti.

Durante questo tempo si é convertito in una cittá palpitante, alla quale entrano ogni giorno circa 40.000 persone alla ricerca di  orientamento, attenzione e cure per i loro problemi di salute.

Negli ultimi dieci anni, fedele alla sua tradizione, ha superato difficili prove ed ha introdotto in modo veloce cambiamenti che lo hanno trasformato in un vero  leading case. Come ha fatto e cosa ha fatto c’é scritto nel libro”.

Modifiche dei servizi nell’Agenzia Consolare di Lomas de Zamora

Dal mese di luglio i cittadini italiani regolarmente iscritti all’anagrafe delleAgenzia Consolare d’Italia a Lomas de Zamora o i loro figli che debbano presentare uno o due atti/sentenze (per es.: matrimonio, nascita, morte, divorzio, adozione) dovranno richiedere un appuntamento telefonando da lunedì a venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30 al 4292-7954 int. 1111 a loro dedicato per concordare l’appuntamento. Se invece dovessero presentare tre o più atti/sentenze, dovranno richiedere un appuntamento con il servizio anagrafe tramite il sistema Prenota OnLine (cliccare qui).

Inoltre si ricorda che da quest’anno prima di iniziare la domanda di naturalizzazione per matrimonio nel sito del Ministero dell’Interno, sarà neccesario chiedere un appuntamento con il sistema di PrenotaOnLine a “Naturalizzazione per Matrimonio” per legalizzare la traduzione dell’atto di nascita e del certificato penale. Il pagamento dei diritti consolari è in pesos, il valore si puó consultare nella Tabella Diritti Consolari disponibile in questo sito web. A breve sarà disponibile il servizio di pagamento dei diritti consolari anche mediante bancomat.

Comunicato del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires riguardo il riconoscimento della cittadinanza italiana

In riferimento agli articoli recentemente pubblicati in merito a presunte semplificazioni intervenute nel procedimento di riconoscimento della cittadinanza italiana, si precisa quanto segue.

La legislazione italiana in materia di cittadinanza NON ha subito nei giorni scorsi alcuna modifica.

Le possibili modifiche normative, di cui il Parlamento italiano discute in questi giorni, non riguardano in alcun modo la procedura di riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis ai discendenti di cittadini italiani, che rimane pertanto ad oggi immutata.

Per informazioni sui requisiti e la documentazione da presentare, si prega di fare esclusivo riferimento al sito web del Consolato Generale.

Educare alla legalità

A venticinque anni di distanza dall’attentato in Via D’Amelio del giudice Paolo Borsellino, seguito a breve distanza a quello di Capaci dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta, è ancora vivo e presente nella quotidianità degli italiani l’orrore con il quale la criminalità organizzata tende a sostituirsi allo Stato. Un fenomeno, quello della criminalità organizzata, che può essere debellato solo con l’educazione e la perseveranza ad affermare sempre e ovunque la legalità.

Quella terra martoriata della Sicilia, che negli anni ha pagato un eroico contributo in vite umane per l’affermazione dello stato di diritto, per consolidare il ruolo delle istituzioni e di una libera convivenza civile, ricorda in questi giorni il sacrificio di tutte le figure esemplari impegnate a ristabilire i valori che tengono assieme una comunità.

Negli anni è confortante osservare anche dall’estero come si sia stratificata la risposta popolare che, da quell’eclatante sfida portata dalla criminalità all’ordine costituito, ha messo in moto un’onda umana ed in particolare le giovani generazioni spingendole ad un impegno civile incondizionato per garantire i principi su cui si fondano le società democratiche.

Anche se oggi sembrano superati quei gravi fatti delittuosi, che hanno segnato negativamente la storia del nostro Paese tenendo sospesa la democrazia italiana, è opportuno considerare come quegli eccessi abbiano dato la stura ad una presa di coscienza collettiva, che ci porta a non abbassare la guardia, poiché la criminalità organizzata ha cambiato fisionomia e continua ad essere presente in altre forme anche all’estero.

Michele Schiavone\aise

Boeri: “Paghiamo 1 miliardo in pensioni all’estero, ma hanno versato contributi per pochi anni”

Hanno contribuito al sistema previdenziale italiano per poco tempo, in più di otto casi su dieci per meno di un decennio e in più di un caso su tre per nemmeno tre anni. Ma l’Inps deve loro poco più di 1 miliardo di euro l’anno. Sono le pensioni pagate all’estero dall’Istituto della previdenza sociale: “Su 160 Paesi sono state 373mila, per un valore poco superiore a 1 miliardo di euro”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sentito dal Comitato permanente sugli italiani nel mondo alla Camera. Come accennato, ha fatto notare Boeri, “più di un terzo delle pensioni pagate a giugno del 2017 hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni, il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è ai 10 anni”, quindi durate contributive “molto basse”.

Boeri ha rimarcato che “si tratta in tutti i casi di durate contributive molto basse e a fronte di queste i beneficiari possono accedere a prestazioni assistenziali quali le integrazioni al minimo o la quattordicesima. Quindi c’è chiaramente uno iato tra l’entità e la durata dei contributi e la possibilità ad accedere a delle prestazioni che vanno molto al di là dei contributi versati”. Il presidente dell’Inps ha osservato che “malgrado i limiti posti dalla normativa nazionale e internazionale annualmente si versano a soggetti residenti all’estero integrazioni al trattamento minimo e maggiorazioni che costituiscono un’uscita per lo Stato italiano e che non rientra nel circuito economico del nostro paese sotto forma di consumi”.

Dai numeri portati dall’Inps ai parlamentari, emerge che tra integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali si tratta di un importo di una ottantina di milioni, per poco meno di 40mila pensionati.

Si tratta, in sostanza, di una “anomalia”. Il motivo, per Boeri, è semplice: “Le prestazioni assistenziali” pagate all’estero “vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, è quindi come se il nostro Paese operasse un trasferimento verso altri” senza “avere un ritorno in consumi”. Le somme, infatti, sono erogate “dall’Italia invece che dal Paese in cui si risiede e si paga le tasse” e quindi “non c’è un quadro di reciprocità”. Non mancano poi “le pratiche di prestazioni indebite”, che Boeri ha quantificato in “circa 101 mila, di cui 60 mila sono in corso di recupero su pensione, mentre le rimanenti vengono riscosse con rimesse in denaro. L’importo complessivo da recuperare è di circa 270 milioni di euro”. La “maggior parte degli indebiti è in Argentina (27,5%), seguono Australia (quasi 15%), Francia, Canada e Usa” (tutte e tre con il 9%).

Boeri ha portato un altro numero che ritrae quanto si siano ampliati i diritti di questi pensionati esteri: “Nel 2017 con il provvedimento sulle quattordicesime si è ampliata in modo molto considerevole la platea tra i residenti all’estero” con un’impennata “del 131% dl numero dei beneficiari”. In questo caso, dalle tabelle dell’Inps emerge che l’importo versato ha superato i 35 milioni di euro.

Il presidente dell’Inps è intervenuto invece in commissione Lavoro per parlare della riforma della governance dell’istituto. A proposito dell’ok del civ al piano sul patrimonio, Boeri ha spiegato che l’operazione “è importante, ci dà la possibilità di procedere speditamente alla dismissione degli immobili, in attuazione di quanto la legge richiede”. “È qualcosa che fa bene al Paese – ha aggiunto -, perché riduce il debito pubblico, e dall’altro lato migliora l’efficienza dell’Istituto”. il numeor uno dell’istituto di previdenza ha spiegato come si ragioni di stime “attorno a 2,5 miliardi di euro di valore” immobiliare, per un piano da sviluppare in “circa 5 anni”.

Risorse ai consolati per eliminare le attese delle domande di cittadinanza

Il Sottosegretario con delega per gli italiani all’estero, Vincenzo Amendola, ha confermato al Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che il Ministero degli Esteri ha chiesto al Ministero dell’Economia l’assegnazione di tutti i proventi incassati nel corso del 2016 per le domande di cittadinanza presentate presso i consolati e che presto sarà in grado di procedere al trasferimento alle sedi di quanto incassato nei primi tre mesi del 2017.

Tali adempimenti sono la diretta conseguenza dell’approvazione nella legge di bilancio per il 2017 dell’emendamento presentato dal Partito Democratico, a prima firma Fabio Porta e sottoscritto dagli altri deputati eletti all’estero, che prevede la riassegnazione ai consolati del 30 per cento di quanto incassato per le domande di cittadinanza, allo scopo di migliorare i servizi consolari ed eliminare le lunghe giacenze.

“Si tratta – ha ribadito Porta intervenendo alla riunione del CGIE – di una importantissima conquista, che va al di là della semplice per quanto significativa assegnazione di risorse, segnando un’inversione di tendenza nel rapporto tra connazionali residenti all’estero e pubblica amministrazione nell’ottica di una compartecipazione alla soluzione dei comuni problemi di rafforzamento del Sistema Italia e delle sue strutture nel mondo”.
“Stiamo già preparando – ha continuato il Presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera – alcuni emendamenti che presenteremo in raccordo con il governo nella prossima legge di bilancio per rendere più semplici queste procedure e più rapido il trasferimento delle risorse ai consolati; ce lo chiedono migliaia di cittadini che, dopo aver sottoscritto una petizione popolare on-line stanno adesso scrivendo al Presidente del Consiglio con una richiesta in questo senso”.

“La nostra strada e il nostro impegno – conclude il deputato del PD eletto in America Meridionale – continueranno ad essere quelle della responsabilità e delle soluzioni concrete, per risolvere i problemi dei nostri concittadini residenti all’estero, individuare risorse in grado di rafforzare la rete diplomatico-consolare e stabilire un rapporto positivo e virtuoso tra la grande collettività italiana nel mondo e la sempre più necessaria internazionalizzazione del nostro Paese”. (aise) 

Borse di studio in Argentina per italiani laureati

E’ stato pubblicato il bando di Concorso per borse di studio in Argentina destinate a cittadini italiani laureati per l’anno accademico 2018 (scadenza 29/09/2017).

Il testo integro è scaricabile dal sito web https://drive.google.com/file/ d/0B8V6kY5dD1AUW9M dWlGWUFoZGc/view

Madonna del Pettoruto

L’Associazione civile calabrese di San Sosti invita a partecipare alla tradizionale festa della Madonna del Pettoruto che quest’anno si terrà la domenica 3 settembre a Beccar in via Pedro de Mendoza 2563.

 

La corsa ai passaporti dei discendenti italiani

Ci sono gli italiani che non hanno mai visto l’Italia o a malapena ci sono stati una volta in vacanza. Figli di italiani emigrati, il loro numero cresce sempre di più: sono quasi due milioni (1.888.223 per la precisione) e altre 160 mila pratiche sono in attesa. Ma dietro questo fenomeno se ne nasconde un altro esploso, nel corso dell’ultimo anno, in maniera dirompente. È il numero delle richieste per acquisire la cittadinanza come italo-discendente.

Quelli che hanno almeno un avo emigrato all’estero. Un tempo venivano chiamati oriundi e hanno fatto la fortuna di un’epoca del calcio italiano. Le richieste, ancora inevase, di cittadinanza italiana nel mondo, soprattutto in America Latina, sono 300 mila, 116 mila solo in Brasile. Ma il dato sorprendente è quello rivelato dal viceministro agli Esteri Mario Giro: «La nostra legge è così ampia e tollerante – spiega – che il numero complessivo delle persone che, potenzialmente, avrebbero diritto a vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana è di 80 milioni. Più degli abitanti odierni della Penisola». Ovvio, spiega Giro, che non ci sono solo motivi affettivi in chi sta tentando questa strada, «ma soprattutto il tentativo di garantirsi un passaporto europeo in un momento di difficoltà economiche e tensioni politiche e sociali».

Il boom di richieste di cittadinanza negli ultimi mesi ha un precedente durante la crisi economica argentina del 2001. Allora, di fronte agli uffici della rappresentanza diplomatica italiana nacque persino una tendopoli. Se allora erano i soldi, il bene da mettere in salvo, nel Venezuela di oggi è soprattutto la vita. Pasquale Calligaris, uno dei rappresentanti della comunità italiana in quel Paese, tenta di dare una lettura duplice del fenomeno: «Diverse persone anche di seconda e terza generazione manifestano il desiderio di tornare in Italia: per nostalgia e per paura». E la paura è preminente. Tentare una analisi («in alcune giornate è anche impossibile aprire gli uffici diplomatici») è difficile.

I dati raccolti da Lorenzo Solinas, primo segretario commerciale dell’ambasciata italiana a Caracas, spiegano che i residenti italiani e italo-discendenti nel Paese sono 152.405. Il consolato di Maracaibo calcola che dal 2011 siano tornate in Italia 3.326 persone; attualmente gli iscritti sono 29.680. Caracas, che ha in questo momento 122.725 iscritti, ha potuto calcolare che dal 2014 ad oggi 4.539 connazionali hanno abbandonato la circoscrizione, ma non è riuscito a stabilire la loro destinazione.

Dopo una crescita costante sino al picco di iscritti alla fine del 2016 (124.508), alimentato soprattutto dalle nascite di figli di cittadini italiani, matrimoni e dal riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, nei primi mesi del 2017 si è registrata una forte diminuzione della popolazione italiana residente, che è oggi inferiore al dato del 2014.

È evidente che ottenere un passaporto italiano non implica automaticamente l’intenzione di tornare in Italia. Gli italo-discendenti che provengono dal Venezuela e che sono riusciti ad allontanarsi da un paese nel caos hanno riparato soprattutto a Panama e a Miami. Questo, rivela una fonte degli Esteri, ha già provocato una protesta degli Usa: «Queste persone sono sudamericane ma hanno tutte i documenti italiani, ne state concedendo troppi». E, in un periodo in cui in Italia si dibatte sullo ius soli, introduce delle riflessioni. Come quella di Delfina Licata, responsabile studi e ricerche della Fondazione Migrantes della Cei: «È più italiano chi è nato all’estero, non parla la nostra lingua, non ha mai visto l’Italia, o un ragazzo che è nato e ha studiato qui?».

Lo stesso fenomeno si sta duplicando in Brasile. Al consolato italiano di Recife, difficilissimo da raggiungere telefonicamente, una voce anonima conferma: «È vero, siamo sotto grandissima pressione, il numero di richieste continua ad aumentare, un ritmo al quale è difficile star dietro». Una situazione così complessa che ha creato anche, inevitabilmente, gli interessi di personaggi senza scrupoli che tentano di lucrare sulle difficoltà degli uffici diplomatici a dare risposte sollecite. Così in Brasile si è moltiplicato il numero di agenzie specializzate di dubbia credibilità che, a pagamento, offrivano servizi con la promessa di accelerare i tempi per il riconoscimento della cittadinanza italiana ius sanguinis. Il nostro governo è intervenuto, procedendo «a smentire pubblicamente tali agenzie e richiedendo la rimozione degli annunci ingannevoli».

Per non parlare delle mire della criminalità organizzata: in Italia, nello scorso maggio, la polizia ha arrestato sette persone tra Floridia Augusta nel siracusano. Lavoravano per faccendieri brasiliani e, dai Comuni siciliani, riuscivano a far ottenere in breve tempo la documentazione. Spiega ancora Giro: «La legge spagnola, ad esempio, è più severa e limita fino al nonno la possibilità di ottenere la cittadinanza di quel Paese. La nostra legge sullo ius sanguinis, invece, non pone alcun limite». Conclusione: basta avere un avo emigrato all’estero, che sia un bisnonno, un trisavolo, ma anche di grado superiore, per poter avviare le pratiche. «Se io, nato in Sudamerica, avessi un parente emigrato in Argentina o in Brasile nel 1861, potrei chiedere la cittadinanza».

Evidentemente, bisogna provarlo. Bisogna consegnare ai consolati una documentazione idonea a stabilire che c’è una discendenza diretta da quella persona, nei fatti un albero genealogico confortato dai documenti, e indicare esattamente da quale Comune d’Italia era partito. L’istruttoria non è breve e spesso s’inceppa non tanto all’estero, ma nei municipi italiani. Quanto può durare questo iter? Oggi molto, moltissimo. Anche dieci anni. Perché le risposte dei Comuni spesso arrivano con grandissimo ritardo, ma anche perché le esigenze di bilancio hanno tagliato grande parte del personale delle ambasciate e soprattutto dei consolati italiani all’estero. Un’attesa che, per chi ha fatto la richiesta, può comunque valere la pena.

Il Circolo Italiano e ItaliaChe

La sera di venerdì 14, nella splendida cornice del Salone Rocca del Circolo Italiano, con la sponsorizzazione di Digimpex import-export, Pasta DIVELLA, l’ENIT, il programma radio Italia Tricolore e la rivista Italiani a Buenos Aires

si è svolta questa manifestazione culturale, nel corso della quale si è proiettato il film Basilicata coast to coast, del 2010, diretto da Rocco Papaleo e da Max Gazzè. Sono stati anche mostrati dei video sulla Basilicata e la città di Matera, la capitale della cultura europea nel 2019. La serata è conclusa con una degustazione di pasta al pesto con un bicchiere di vino

C’è da dire che l’incontro non ha fatto una piega, le ragazze di ItaliaChe sono state bravissime in ogni senso, dalla presentazione di Marta Potenza e Camilla Tosatto, al servizio della pasta e del vino. Tutto era stato preparato con l’esattezza di un orologio svizzero. Poche volte si è assistito ad una riunione tanto ben programmata. Le giovani hanno dimostrato di essere belle, brave e molto organizzate. Il film è stato tradotto da Emilia Ciccone, Silvia Chiesa ha avuto il compito di occuparsi delle foto, Chiara Bille e Veronica Barbatano hanno contribuito al successo della serata con il supporto di Valentine Gerkens, la sommelier del gruppo, una belga, innamorata dell’Italia e della Liguria in particolare.

Tra il pubblico: Giulia Campeggio dell’Ufficio Politico e Stampa, Gianluca Guerriero console d’Italia a Buenos Aires, Tony Mori, agente consolare di Lomas de Zamora, moltissime le persone presenti il cui denominatore comune era quello di amare la cultura italiana.

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