Ing. Francisco Fabian Nardelli, Candidato a senatore per l’USEI

Nardelli è con suo padre, Francisco Santiago Nardelli, nato nel 1937, il tipico esempio del sogno realizzato del migrante italiano, quello dell’ascesa sociale. Un italo argentino che rappresenta il sogno del progresso dei migranti e vuole applicare la sua esperienza alla risoluzione dei problemi della collettività italo argentina.

Milioni di persone hanno lasciato la loro terra con quest’aspirazione, alcuni ci sono riusciti, altri no, per questi ultimi stare meglio è rimasto una speranza.

 

La storia familiare

Il nonno Francesco Nardelli, è arrivato, infatti, nel dicembre 1902 a Buenos Aires, dove ha lavorato alcuni mesi come macellaio. Poco dopo si è trasferito a Bahia Blanca, dove c’era dei conoscenti trentini.

Sommandosi a gente della sua terra pensava di soffrire meno per lo sradicamento e di poter contare sul loro appoggio.  Ci ha visto bene, in breve è riuscito a diventare proprietario di una macelleria. Ha avuto dieci figli, di cui solo l’ultimo è riuscito a laurearsi in ingegneria civile. Si chiama Francisco Santiago Nardelli, padre di Francisco Fabian, nato nel 1937, e fino al 2005 presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bahia Blanca. Francisco Fabian, sulle orme del padre, si è laureato anche lui in ingegneria civile quindi ha frequentato un master in ingegneria ambientale in Finlandia. Nel 1992 è tornato e da allora trascorre il suo tempo con la famiglia, il lavoro e la collettività italiana, per cui ha ricoperto vari ruoli.

E’ stato coordinatore dei Circoli Trentini dell’Argentina fino al 2015, segretario generale per l’America Latina del CGIE dal 2006 fino al 2015. Incarico ricoperto prima da Antonio Macri e Luigi Pallaro.

Come mai tanto attaccamento alla cultura italiana?

Da parte paterna sono di origine trentina, da parte materna marchigiano. Quando ero bambino, trascorrevo tutte le domeniche in casa della mia bisnonna materna, dove si riuniva tutta la famiglia. Mi sono formato in quell’ambiente e ne ho assorbito i valori: lavoro, famiglia, fede, onestà, sacrificio, solidarietà e l’amore per l’Italia.

 

Quando ha iniziato a occuparsi del Circolo Trentino di Bahia Blanca?

Nel 1998, per il censimento dei trentini della mia citta e ho collaborato con un gruppo di giovani alla riorganizzazione dell’istituzione. Da allora ho ricoperto diversi ruoli all’interno del consiglio d’amministrazione del Circolo Trentino fino ad arrivare a esserne il Presidente.

 

In che anno e per quali circostanze si è avvicinato a Feditalia?

Nel 1992, in occasione di un congresso dei giovani, riunioni che l’on. Pallaro, storico presidente di Feditalia, organizzava annualmente. Sono entrato nel Consiglio Direttivo di FEDITALIA, nel 2004, come delegato della FEISA (Federazione di Enti Italiani del Sud Argentino), federazione che presiedo dal 2016.

 

Una volta, Feditalia organizzava questi incontri, in che clima si svolgevano ed erano utili?

Erano molto utili per riflettere sulla nostra identità di persone con una doppia cittadinanza: italiana e argentina, sui nostri doveri e diritti. Su come contribuire allo sviluppo dell’Argentina coscienti della nostra origine italiana. Una situazione che arricchisce quando non si rinnega di nessuna delle due culture. Il clima era costruttivo e interessante.

 

Qual è la Sua relazione con Luigi Pallaro?

E’ una relazione nata nel corso degli anni che si rafforza sempre di più, provo rispetto e ammirazione verso l’on. Pallaro, che mi ricambia onorandomi  della sua amicizia. A lui m’ispiro nel mio lavoro per la collettività.

 

Come mai si è avvicinato all’USEI?

Eugenio Sangregorio, fondatore dell’USEI, ha preso contatto con me e con altri rappresentanti dell’AISA per vedere se volevano stringere un’alleanza elettorale con il suo partito. Dopo alcune riunioni, io e i miei compagni abbiamo accettato e siamo entrati nella lista dell’USEI. Io della “FEISA” sono capolista e sono candidato a senatore, Dino Novello della “FECARA” e Antonio Melia della“FAILAP sono candidati a deputati.

Problemi della collettività

Su questo tema, Nardelli divide la collettività in tre gruppi: l’emigrazione storica, i doppi cittadini e i nuovi arrivati, e propone un lavoro di squadra per il rafforzamento di tutto il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero: associazioni, Comites, CGIE, parlamentari eletti all’estero.

Considera basilare riportare l’attenzione del Parlamento italiano sull’importanza che potrebbero avere gli italiani nel mondo per il miglioramento delle condizioni di vita in Italia e  per partecipare attivamente al processo d’internazionalizzazione. Con questo fine propone di favorire joint venture tra imprese italiane e argentine, che consentano di produrre prodotti agroalimentari di alta qualità con know how italiano, in modo da generare ricchezza per entrambe le realtà.

Pensioni

A proposito delle pensioni, un problema molto sentito, crede opportuno aggiornare i trattati stipulati negli anni ’70 e pensa che sia necessario lo stanziamento di fondi speciali per i casi di emergenza.

Rete consolare

Sulla rete consolare, lenta e insufficiente, Nardelli crede che il problema non sia solo determinato dalla mancanza di fondi, ma soprattutto da un’erronea sottovalutazione degli italiani all’estero.

Promuoverà perciò in Parlamento un dibattito approfondito per ridefinire le relazioni che l’Italia desidera avere a lungo termine con le collettività italiane residenti all’estero, facendo notare che la rete deve garantire tutti i servizi dovuti ai cittadini in un modo che sia all’altezza di una grande potenza come l’Italia.

Cosciente del lavoro da fare mette a disposizione della collettività le conoscenze acquisite in decenni di lavoro in favore di essa, e promette di diventare nel Parlamento italiano la voce delle persone che s’impegnano in silenzio per l’Italia nel territorio nell’America Meridionale.

Edda Cinarelli