Il gabinetto d’oro di Cattelan: il 19 novembre si festeggia in tutto il mondo il World Toilet Day

Nel 2016 il Guggenheim di New York ha aperto al pubblico una mostra in cui si esibiva l’ultimo lavoro di Maurizio Cattelan: un gabinetto d’oro. Il titolo dell’opera è “America”. Il critico del New Yorker Calvin Tomkins ha detto che è il lavoro più interessante dell’artista italiano: «Nulla di quello che Cattelan ha fatto prima del suo ritiro è di una bellezza mozzafiato paragonabile a questa, sebbene le sue sculture di Papa Giovanni Paolo II a terra colpito da un meteorite ci si avvicini».

Cattelan aveva annunciato il suo ritiro dalla creazione di opere d’arte nel 2011, con l’annuncio: « Signori, la festa è finita. Cala il sipario». E da allora si è dedicato ad altri progetti, come il magazine Toilet Paper. L’istallazione esposta al Guggenheim è stata la prima dal suo «non-retirement», come l’ha descritto ironicamente Tomkins.

Prevedibilmente, il critico paragona il cesso dorato di Cattelan alla “Fontana” di Duchamp, che risale a quasi un secolo fa: «Era quando Marcel Duchamp ha presentato il suo orinatoio alla mostra della Società degli artisti indipendenti nel 1917 che un arredo da bagno non veniva nobilitato in questo modo». Quello di Cattelan era un gabinetto perfettamente funzionante, realizzato in oro massiccio a 18 carati e installato in un piccolo bagno, dove i visitatori potevano godersi l’opera in tutta privacy. “All’inaugurazione Cattelan ha esortato i partecipanti a utilizzarlo. «Qualsiasi cosa tu mangi, che sia un pranzo da duecento dollari o un hot dog che ne costa due, il risultato è sempre lo stesso dal punto di vista di una toilette».

Nel 2019 l’opera è stata rubata dal Blenheim Palace, nel Regno Unito.

Edda Cinarelli