Grandi architetti gesuiti: Bianchi e Primoli

Compagni del grande musicista Domenico Zipoli, i tre grandi sono arrivati insieme a Buenos Aires agli inizi del 1718 assieme ad alcuni confratelli. Giovanni Andrea Bianchi, che nei territori spagnoli trasformò il suo nome in Andrès Blanqui, rappresentò la “punta di diamante” di questa attività architettonica.

Nato a Campione d’Italia, il 24 novembre 1675, aveva probabilmente già lavorato come architetto anche a Roma. Nel periodo romano fu allievo di una scuola di architettura frequentata anche a Joseph E. Fisher Von Erlach, James Gibbs e Nicodemus Tessin che saranno tra coloro che diffusero il gusto italiano nelle città di Vienna, Londra e Stoccolma .

Visse sempre, eccetto brevi soggiorni nelle missioni, tra le città di Buenos Aires e Cordoba, dove diresse la costruzione e il completamento di molti edifici religiosi e pubblici. Giovanbattista Primoli nacque a Milano nel 1673 e anche lui aveva già lavorato come architetto in Italia. I due, dal momento dello sbarco, iniziarono una stretta collaborazione artistica, che venne segnalata, anche nelle lettere spedite in Italia dai padri gesuiti Gervasoni e Cattaneo, recatisi nelle missioni americane alcuni anni dopo .

I due architetti lavorarono per circa 25 anni in Argentina, ed oggi, sono loro attribuiti le realizzazioni di almeno 20 monumenti, tra chiese, conventi, chiostri ed edifici pubblici. Si tratta di un elevato numero di opere, che secondo molti storici dell’arte rappresentò il meglio della produzione gesuitica del tempo, segnando contemporaneamente l’inizio “ufficiale” della storia dell’architettura argentina.

Il milanese Giovanbattista Primoli invece fu inviato nel 1730 nei territori delle missioni perché le Riduzioni mancavano di un architetto.