Fase 2: Conte torna in Parlamento

Torna in Parlamento il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, prima alla Camera e poi in Senato, ha illustrato ai parlamentari la ormai famigerata “fase 2”, quella che dovrebbe parzialmente far ripartire l’Italia dopo il lockdown da coronavirus. Prudenza, cautela, gradualità le parole ribadite dal premier che cita gli studi scientifici e le previsioni dell’Istituto Superiore di Sanità, in contemporanea con Silvio Brusaferro che tiene oggi l’incontro all’ISS – vista la Festa dei lavoratori di domani – in cui viene confermato che l’indice di contagio, il cosiddetto R0, è inferiore a 1 in tutta Italia, con diversi valori regione per regione. Valori che, secondo un recente rapporto del Comitato tecnico-scientifico il rapporto, sarebbero messi in pericolo dalle riaperture indiscriminate: lo studio, ha detto Conte, stima che “la riapertura simultanea di tutte le attività economiche, delle scuole e di tutte le opportunità di socialità a partire dal 4 maggio porterebbe a un incremento esponenziale e incontrollato dei contagi”.

Per questo il Governo si fa guidare dal “principio di precauzione”, perché “il contenimento cauto e attento del contagio è, in primo luogo, una misura giusta e necessaria per garantire la nostra salute, la salute dei nostri cittadini, dei nostri cari, ma costituisce anche – in secondo luogo – il principale strumento che abbiamo per far ripartire al meglio la nostra economia senza dolorose e forse anche irrimediabili battute di arresto in futuro”.

“Gli esperti ci indicano che sono quattro i principali fattori principali di crescita dei contagi: i contatti familiari, i luoghi di lavoro, la scuola, le relazioni di comunità. Questa considerazione – ha ribadito Conte – rende evidente il motivo per cui un approccio non graduale e incauto alla riapertura porterebbe a una recrudescenza del contagio, e renderebbe altrettanto chiare le ragioni sottostanti alle scelte del Governo”.

Il Governo ha scelto “di ripartire dal lavoro”, allentando “le misure che avevano determinato l’arresto di molte filiere produttive”.

Il 4 maggio “segna l’inizio di quella che è ormai nota come “fase 2”: un graduale, progressivo ritorno allo svolgimento delle attività produttive e anche commerciali”. Solo un “primo passo”, ma “fondamentale e necessario per tanti cittadini, per le famiglie, per i lavoratori, per gli imprenditori, affinché tutto il Paese possa incamminarsi sulla strada della riconquista di una vita quanto più normale e serena, tenendo sempre bene a mente che questa nuova fase sarà una fase di convivenza con il virus e non purtroppo, come qualcuno forse si era illuso, di liberazione dal virus”.

“Preferisco dirlo forte e chiaro, e preferisco dirlo qui in Parlamento, a rischio di apparire impopolare: il Governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità della vita precedente”, ha aggiunto Conte. “Ci piacerebbe consentire un pieno ripristino di tutte le ordinarie abitudini di vita. Ma dobbiamo avere consapevolezza che il virus sta continuando a circolare nella nostra comunità, abbiamo 105.000 – non uno, pochi – casi positivi accertati, senza considerare i casi di contagiati asintomatici non accertati, che secondo ragionevoli proiezioni statistiche sarebbero anche molti di più”.

“La graduale riapertura delle attività produttive richiede, nei prossimi giorni, un attento monitoraggio degli andamenti epidemiologici, in base a tre fattori: il controllo giornaliero dell’andamento dell’epidemia, con il potenziamento della disponibilità anche dei test; la verifica del grado di saturazione del sistema ospedaliero, non soltanto con riferimento alle terapie intensive ma anche ai posti letto dedicati al Covid-19; e la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, gel e materiali di protezione”, ha proseguito. “La logica della sperimentazione è quella che dovremo adottare nelle prossime settimane, facendo leva sul sistema di monitoraggio complessivo della diffusione dei contagi, incrementando la tecnologia di contact tracing, che comprende anche la app Immuni, di cui ho già riferito – a dire il vero – nell’informativa alle Camere dello scorso 21 aprile. Oggi vi do notizia che ieri il Governo, all’esito del Consiglio dei Ministri, ha adottato un decreto-legge che, tra le altre cose, contiene anche una norma quindi una copertura normativa di rango primario alle procedure di tracciamento dei contatti con funzioni di monitoraggio del virus”, ha ricordato, citando il contenuto delle norme previste a garanzia della privacy.

Conte ha confermato che “nel mese di maggio procederemo a effettuare 150.000 test sierologici su un campione di cittadini selezionati dall’Istat, il che ci consentirà di avere un quadro più chiaro sul reale impatto del Covid-19 nel nostro Paese”.

Nelle prossime ore, “il Ministro della Salute emanerà un provvedimento, che è previsto dal dPCM del 26 aprile, proprio al fine di definire criteri, specifiche soglie di allarme che consentiranno una valutazione accurata della tendenza al contagio in ciascuna area del Paese”. Un provvedimento “importante”, perché “una volta acquisiti questi strumenti di valutazione potremo anche concordare con le Regioni, con le Province autonome un allentamento delle misure restrittive che sia circoscritto su base territoriale, in modo da tenere conto delle Regioni dove la situazione epidemiologica appare meno critica”.

Ciò non vuol dire che il Governo resterà a guardare le “iniziative improvvide di singoli enti locali”, ha detto Conte, ultima delle quali l’ordinanza di ieri della Regione Calabria. “Allo stato delle previsioni vigenti, iniziative di Enti locali che comportino l’introduzione di misure meno restrittive di quelle disposte su base nazionale, non sono possibili perché in contrasto con le norme del decreto legge n. 19 del 2020, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti di legge illegittime”.

Tornando al 4 maggio, lunedì torneranno a lavoro 4 milioni e mezzo di italiani: quella del Governo, rivendica Conte, non è stata “una scelta timida, tutt’altro”. Si tratta di persone che “torneranno a spostarsi, con autobus, metro, treni, auto per recarsi sul posto di lavoro, e sarà un test di fondamentale importanza per accertare la solidità e la tenuta del sistema”.

Da lunedì “ci si potrà muovere all’interno della propria Regione – oltre che per motivi di lavoro, salute e necessità – anche per andare a trovare i propri cari. Si potrà fare attività sportiva, attività motoria non più solo nei pressi della propria abitazione, purché evitando assembramenti e mantenendo la distanza di sicurezza. Gli atleti di sport individuali di interesse nazionale potranno tornare ad allenarsi a porte chiuse”.

“Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere oltre la soglia critica prudenzialmente individuata, – ha aggiunto il Premier – allenteremo ulteriormente le misure, assicurando la riapertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona, certamente nel rispetto delle regole di distanziamento sociale con le quali – dobbiamo esserne consapevoli – convivremo ancora per un certo periodo di tempo”.

Conte ha espresso “apprensione” sia per il “mondo dello spettacolo del teatro, al mondo della musica, del cinema” annunciando un incontro del Ministro Franceschini con una delegazione rappresentativa del settore, che per quello del turismo: “sappiamo quanto questa crisi stia colpendo tutte queste attività, e le molte altre che non cito in dettaglio, tutte le lavoratrici, i lavoratori di questi settori”.

Il Governo “è profondamente consapevole della necessità di consentire la riapertura degli esercizi commerciali al pubblico e dei servizi alla persona e tutte queste altre attività, ripristinarle pienamente, non appena l’andamento dei dati epidemiologici lo consentirà”, ha assicurato. “E quindi lavoreremo, già in questi giorni stiamo lavorando, per definire con la massima accuratezza i protocolli specifici e quindi necessari a una ripresa in sicurezza di tutte queste attività”.

Citato il Documento di economia e finanza (Def) per il 2020 e la contrazione del Pil, Conte ha ricordato le misure “volte a limitare le conseguenze economiche e sociali della chiusura delle attività produttive e del crollo non solo della domanda interna ma anche mondiale, nonché a potenziare la capacità del Sistema Sanitario Nazionale e a garantire flussi di liquidità aggiuntiva e garantita per tutto il mondo produttivo” contenute nel “Cura Italia” e nel “Decreto Liquidità”.

Ora servono “ulteriori provvedimenti, che assumeranno la forma di decreto-legge sottoposti al Parlamento”.

Il primo “conterrà ulteriori misure di sostegno a lavoratori e imprese, per continuare ad accompagnarli nella fase di transizione verso la riapertura delle attività economiche”: riprendendo tutti gli interventi del “Cura Italia”, “li rafforzerà prolungandoli nel tempo. Saranno prorogate, con un impegno finanziario di circa 25 miliardi, le vigenti misure di sostegno al lavoro, all’inclusione e al reddito, quali la cassa integrazione, l’indennità per il lavoro autonomo, due mensilità aggiuntive dei sussidi di disoccupazione, e gli indennizzi per colf, badanti”. Allo studio “anche l’introduzione di nuove forme di protezione sociale”.

“Per assicurare alle imprese e ai professionisti la riscossione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni per forniture, appalti e prestazioni professionali, saranno sbloccati 12 miliardi di euro, attraverso anticipazioni di liquidità della Cassa Depositi e Prestiti in favore di Regioni, Province, città metropolitane, Comuni e enti del Servizio Sanitario nazionale”, ha aggiunto il Premier. “Tra gli interventi di supporto ai settori produttivi più colpiti dall’emergenza, è allo studio uno schema di finanziamento a fondo perduto per le piccole imprese, che potrà essere direttamente legato alla perdita di fatturato. Per le PMI al di sopra di una certa soglia sono poi allo studio interventi volti ad assorbire parzialmente le perdite, con capitale pubblico che possa trasformarsi in sostegno a fondo perduto attraverso erogazioni di liquidità o schemi di agevolazione fiscale. Complessivamente, destineremo a questi interventi all’incirca 15 miliardi. Per le imprese medio-grandi è allo studio un intervento significativo da parte della Cassa Depositi e Prestiti, con un ingresso temporaneo nel capitale a fronte dell’indebitamento. Si sta poi valutando il potenziamento del credito d’imposta per i canoni di locazione delle attività produttive e commerciali, per estenderlo anche alle categorie di pubblici esercizi ad oggi non coperte dall’agevolazione”.

Il Governo cercherà di “favorire il turismo interno, anche attraverso forme di sostegno alle imprese turistiche e, parallelamente, a un incentivo alle famiglie al di sotto di particolari soglie di reddito e con figli a carico, sotto forma di un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese” e di “includere all’interno del decreto-legge l’eliminazione degli aumenti dell’Iva e delle accise previsti per il 2021 dalla legislazione vigente”.

Quanto ai più piccoli, bambini e ragazzi il Governo “intende dedicare alle famiglie e ai minori lo spazio che meritano all’interno dei prossimi provvedimenti normativi: occuparsi di loro, facendo in modo che nessuno resti indietro, significa occuparsi del futuro dell’Italia. E sarà cruciale preparare e sostenere progetti territoriali da attivare nella “Fase 2” dell’emergenza – abbiamo coinvolto già tutti gli enti locali, tutte le loro rappresentanze – per tutelare il diritto al gioco e all’attività motoria dei minori, senza compromettere, e capite bene che è davvero un compito molto difficile, le norme di distanziamento sociale che dovranno essere mantenute anche dopo la riapertura delle attività produttive e commerciali e l’allentamento delle restrizioni agli spostamenti”.

“In particolare, condivido l’urgenza di ripensare gli spazi educativi in forma dilatata, anche tramite una nuova progettazione degli ambiti urbani e l’utilizzo, laddove possibile, degli spazi di prossimità”, ha osservato Conte. “Occorrerà valutare la possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell’infanzia, oltre ai centri estivi e ad altre attività ludiche ed educative destinate ai nostri i bambini. Una specifica attenzione dovrà essere riservata al tema della disabilità. Anche dal punto di vista economico per quanto riguarda l’ultimo Dpcm abbiamo previsto, abbiamo lavorato con le associazioni, una riapertura dei centri diurni, cosiddetti semiresidenziali, ovviamente il tutto con dei protocolli che saranno siglati a livello di Patti territoriali in modo da garantire alle persone con disabilità e i loro familiari e a tutti gli operatori che lavorano con loro la massima sicurezza”.

Risorse saranno destinate all’incremento del Fondo nazionale per l’autosufficienza e del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Conte ha poi evocato lo “spirito riformatore” che dovrebbe essere al centro di importanti cambiamenti che velocizzino le procedure negli appalti e rendano più efficace l’attrazione di investimenti.

Sostenuto che “i cittadini italiani meritano risposte efficaci, meritano risposte tempestive”, Conte ha dedicato l’ultima parte del suo lungo intervento alla costituzionalità dei provvedimenti presi dal Governo attraverso i decreti.

“Sono ben consapevole della responsabilità che mi sono assunto ogni volta che ho apposto la firma su un atto che, appena entrato in vigore, era destinato a produrre effetti sì incisivi sui diritti fondamentali dei cittadini italiani”, ha detto il Premier. “Come giurista e anche come persona cresciuta ed educata ai valori democratici, avverto come profondamente ingiusta l’accusa di avere irragionevolmente e arbitrariamente compresso le libertà fondamentali”.

“Pur consapevole delle prerogative del Parlamento, ricordo che le misure adottate in queste settimane sono state l’esito di decisioni ispirate non solo ai principi di proporzionalità e di massima precauzione”, ha aggiunto. “Il Governo sarà sempre molto attento ai contributi che le Camere vorranno apportare. Lo sarà ancor di più in questa seconda fase, che si avvia il 4 maggio, la fase del progressivo allentamento delle misure, del riavvio delle attività economiche, la fase del ritorno alla vita”.

“Alcune aziende specializzate nei giorni scorsi hanno segnalato come il valore reputazionale del nostro paese all’estero sia cresciuto notevolmente. L’immagine dell’Italia è cresciuta, secondo queste indagini, percepita come migliore all’estero. Ma questo non è tanto merito del governo, è merito dei cittadini, è merito dei cittadini italiani. Noi li dobbiamo ringraziare, li dobbiamo ringraziare per i sacrifici fatti, per i comportamenti virtuosi posti in essere.

Se siamo sin qui riusciti a piegare la curva del contagio che sembrava destinata a risalire inesorabilmente è tutto merito loro”, ha detto il Premier. “E non ci è dato conoscere l’indice R0 delle prossime settimane. Non lo troviamo scritto da nessuna parte e nessuna previsione scientifica può spingersi a predirlo con sicurezza. Esso dipenderà dalla nostra capacità di vivere questa seconda fase con pari senso di responsabilità. Io – ha concluso – sono fiducioso”. (aise) 

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