Fabio Porta: legge sulla cittadinanza. In Argentina una campagna all’insegna di fake news su “ius culturae” e “ius sanguinis”. L’esigenza di fare chiarezza.

Ancora una volta, in maniera scorretta e strumentale, rappresentanti di partito e movimenti politici italiani in Argentina ricorrono al pericoloso esercizio della diffusione di notizie false (Fake News) per seminare un panico ingiustificato all’interno della grande collettività italiana e fare facile propaganda, approfittando delle scarse notizie sulla politica italiana che circolano tra l’estero.

E’ il caso della pretestuosa polemica che sta circolando in questi giorni su alcuni organi di stampa e sulle reti sociali relativamente al diritto alla cittadinanza italiana.

“Lo ‘ius sanguinis’ è in pericolo !” dicono gli autori di queste notizie false; oppure: “il Parlamento italiano sta approvando lo ‘ius soli’”.   Si tratta di due falsità grossolane e fuorvianti, in primo luogo perché nessuna legge in discussione attualmente nel Parlamento italiano abolisce o interviene in qualche modo sul diritto alla cittadinanza ‘ius sanguinis’, attualmente vigente in Italia; in secondo luogo perché la proposta di legge all’esame della Camera dei Deputati riguarda il cosiddetto ‘ius scholae’ o ‘ius culturae’, vale a dire la cittadinanza di figli di immigrati regolarmente residenti in Italia dopo il compimento di un intero ciclo scolastico di cinque anni.   Una misura considerata giusta ed equa, oltre che utile e necessaria, da gran parte degli italiani nonché da partiti che fanno parte della coalizione di centro-destra (es.: Forza Italia).

Perché allora diffondere informazioni errate, generando paure e insicurezze in una popolazione (quella degli italiani all’estero) che ha poco accesso alle informazioni politiche e parlamentari italiane ed è quindi naturalmente esposta ad accogliere come buone informazioni provenienti da esponenti politici italiani che vivono in Argentina? Perché, purtroppo, le elezioni italiane si avvicinano ed è più facile conquistare il consenso con la disinformazione che con la divulgazione di notizie corrette o con la semplice illustrazione del lavoro dei rispettivi gruppi politici di appartenenza.

L’Italia ha un bisogno urgente e fisiologico di iniettare nuova linfa nelle vene della sua società, ormai sempre più anziana; le giovani generazioni di italiani nati all’estero così come quelle nate in Italia e regolarmente frequentanti le nostre scuole costituiscono le due facce della stessa medaglia.   Metterle in contrapposizione vuole dire non avere compreso la gravità della recessione demografica in atto e soprattutto ripudiare oltre un secolo di storia dell’emigrazione italiana nel mondo, una storia di sacrifici e di successo costruita proprio grazie all’integrazione ed alla inclusione dei nostri immigrati nel tessuto sociale dei Paesi di accoglienza.

Il Partito Democratico ripudia fortemente questa politica fondata sulle “fake news” e sulla distorsione della verità, giudicandola non rispettosa dell’intelligenza e della dignità dei nostri connazionali che vivono all’estero oltre che causa di malintesi, equivoci e divisioni strumentali tra i nostri connazionali.

Ci appelliamo a tutti, in primo luogo ai partiti e movimenti presenti all’estero e poi agli organi di informazione, affinché siano rispettate le regole dell’etica, dell’onestà e del buon senso, citando fonti di legge e non opinioni personali o interpretazioni arbitrarie della realtà.