Eugenio Sangregorio neo eletto deputato: “Non sono un politico di razza, sono un politico di cuore”

Da dieci anni il MAIE emergeva tra gli italiani all’estero. Nelle elezioni del 2013 era riuscito addirittura ad avere un senatore: Claudio Zin e due deputati: Ricardo Merlo e Mario Borghese. Sembrava che il regno di questo movimento non dovesse mai smettere, che lo attendesse un cammino in salita verso sempre più successi, quando la tendenza è cambiata con l’arrivo dell’USEI, che, nelle scorse elezioni, ha avuto un senatore Adriano Cario e un deputato Eugenio Sangregorio.

Il MAIE ha perso, rispetto al 2013, circa cinquantamila voti per il Senato e trentamila per la Camera, che si sono tradotti in un deputato in meno.

Se, infatti, c’è, un vincitore di queste ultime elezioni è proprio Eugenio Sangregorio, che con 36.000 preferenze è stato il candidato più votato per la Camera ed è entrato nel mondo della politica con la forza di un ciclone. Del resto anche lui è sorpreso dalla sua vittoria, ha affermato: “ La collettività mi ha premiato con una quantità di voti che non mi aspettavo. Sapevo che l’avrei fatta ma non in questo modo travolgente”.

La campagna elettorale semplice, chiara e diretta con lo slogan “Sangue italiano, cuore argentino”, ha fatto breccia nella mente e nel cuore degli elettori.

Ma Eugenio non è nuovo nel mondo della politica, nel 1986 ha creato il Movimento Italoargentino di Partecipazione Civica, quindi nel 2006 ha fondato l‘Unione Sudamericana Emigrati Italiani, USEI, che dopo dodici anni l’ha portato a conquistare un posto nel Parlamento italiano. Nato a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, settantanove anni fa, è emigrato da giovane in Argentina, dove ha iniziato subito a lavorare duro mentre completava i suoi studi. Tra le sue principali caratteristiche ci sono la perseveranza e l’orgoglio della sua italianità, è, infatti, l’imprenditore che maggiormente aiuta la collettività italiana quando le sorge un problema. Ha promosso e vinto, infatti, tre cause contro la “pesificaciòn” delle pensioni italiane ed europee, e ha aperto la strada agli altri pensionati. Ci è stato vicino all’epoca dello smembramento e trasloco del monumento di Cristoforo Colombo ed è grazie a lui, che noi stranieri, possiamo votare nelle elezioni della città di Buenos Aires e nella Provincia omonima, per un disegno di legge che ha promosso e spinto, divenuto la Legge Mercury dal nome del politico che l’ha presentato nel Parlamento.

Eugenio è molto contento, ha lavorato, si è fatta una solida posizione e ore è diventato deputato, la sua è sicuramente una vita di successo. Tra le ragioni della sua vittoria ci sono la sua semplicità, non si è messo dentro una bolla di sapone, e la sua vicinanza alla gente, che gli altri candidati non hanno avuto nel corso degli anni. Eugenio si propone di migliorare i vincoli tra l’Italia e l’Argentina, di rispolverare il patto Italia Argentina stretto all’epoca di Alfonsin e di puntare soprattutto sullo sviluppo delle piccole e medie imprese. Aziende che dovrebbero lavorare la materia prima argentina con il Know how italiano. E’ cosciente che lo attende un duro lavoro e per farlo bene conta sul gruppo che l’ha accompagnato alla vittoria e naturalmente sull’appoggio e le idee della collettività italiana d’Argentina. Dimostra così di essere un politico di cuore.

Edda Cinarelli