Emergenza acqua in Italia e in Europa

Mentre noi a Buenos Aires, stiamo vivendo una primavera anticipata molto umida e stiamo soffrendo perché ci dolgono le ossa, la roba non secca mai, i capelli non stanno in ordine, il trucco si disfa, i vestiti sono appiccicosi, ma in fondo abbiamo l’acqua, in Europa, dov’è estate, c’è un caldo infernale. Infatti nelle ultime decadi le ondate di calore sulle capitali europee sono aumentate di durata e intensità di oltre il 60 percento in relazione a cento anni fa e, come se non fosse sufficiente il vecchio continente soffre per l’emergenza acqua cioè per la siccità. Il problema comune a tutta l’Europa è molto più accentuato nei paesi intorno al Mediterraneo. Lì le piogge si sono ridotte in media del 40 percento, con picchi di oltre il 75 percento di pioggia in meno. In Italia ci sono dieci regioni a rischio, non solo alcune del Sud, dove la mancanza di acqua c’è sempre stata, ma anche quelle del Nord. Sono spariti o si sono rimpiccioliti i ghiacciai e i bacini dei fiumi si sono ridotti.

I temporali attesi in agosto non cambieranno la situazione dell’approvvigionamento, anzi, probabilmente peggioreranno soltanto i danni alle colture. Laghi, fiumi e falde riusciranno ad avere un bilancio positivo solo in autunno poiché le piogge estive evaporano.
A Palermo la situazione è molto grave, a Roma sono stati chiusi i nasoni delle fontane, però la città si è salvata dalla razionalizzazione, nonostante il lago di Bracciano, che alimenta Roma, abbia molta meno acqua di quella che dovrebbe avere. A Genova, dove la situazione non va male, perché la diga del Brugneto è piena, il problema esiste ugualmente perché la città passa l’acqua alla città di Parma in Emilia Romagna.

Bisogna agire per evitare che il nostro pianeta diventi un enorme deserto e rispettare le conclusioni prese alla Conferenza sul Clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, in cui 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale.

L’accordo definisce un piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC. Un obiettivo imprescindibile che dovrebbe essere comune e condiviso da tutti i paesi del mondo.