Elezioni Comites 2021 – intervista a Leandro Pitton Straface, candidato per la lista MIRE

Leandro Cristian Pitton Straface è ingegnere civile laureato alla Univesidad Tecnológica Nacional, specializzato in ingegneria portuale all’Università di Buenos Aires e insegnante universitario. “I miei capisaldi sono l’attaccamento alle radici italiane – dice – partecipare attivamente alla vita associativa e federativa italiana in Argentina, la conoscenza delle pratiche consolari e l’entusiasmo di rappresentare gli italiani all’estero nel migliore dei modi”.

Qual è la sua origine? Da quanto tempo è presente nella vita della comunità italiana?

Le mie origini sono tutte italiane, dato che i miei quattro nonni erano immigranti italiani. La mia nonna paterna era siciliana e il nonno friulano. I miei nonni paterni calabresi, anche i miei padrini. Partecipo attivamente della comunità da ancora prima di essere nato perché mia madre, figlia di calabresi, mi ha partorito all’Ospedale Italiano di Buenos Aires.

Già da bambino partecipavo alle feste tipiche italiane, in casa dei miei nonni materni, che era un punto di ritrovo dei paesani. Mio nonno le animava, cantava e suonava la chitarra, io lo accompagnavo suonando le canzoni italiane al pianoforte.

Dai 5 anni sono stato anche socio del Club Italiano di Buenos Aires dove ho avuto l’onore di rappresentare il tricolore giocando al volley, che è tra gli sport italiani più rappresentativi. Da piccolo a casa mi hanno trasmesso i valori dello studio e del lavoro, in linea con lo sforzo di tutti gli immigranti che sono venuti in Argentina per renderla ancora più grande.

Da diversi anni faccio parte delle associazioni di oriundi delle regioni e dei paesi dei miei nonni, ci collaboro volontariamente, faccio parte del Consiglio Direttivo e di un gruppo folkloristico italiano, sono attivo nella diffusione della cultura e della lingua italiane. Promuovo anche la partecipazione dei più giovani nella vita associativa, in linea con la mia convinzione di portare avanti l’eredità delle mie radici.

Perché ha deciso di candidarsi a queste elezioni Comites 2021?

E’ fondamentale partecipare affinché i cambiamenti avvengano da dentro, faccio forza della mia gioventù e l’entusiasmo di migliorare i vincoli tra gli italiani fuori l’Italia.

Vorrei una migliore rappresentazione degli italiani a Buenos Aires, avere una unione più forte tra le associazioni e le federazioni, e avvicinarle agli italiani che non partecipano della comunità. Incentivare le corsi di specializzazione rivolti ai giovani e agli italoargentini più grandi, stabilire vincoli tra l’Italia e l’Argentina e agevolare le pratiche consolari.

Perché ha scelto la lista MIRE?

Ho scelto la lista “Movimento Italiani Residenti all’Estero” (MIRE), perché è l’unica lista indipendente, senza impegni di partito. E’ un gruppo composto da gente con un’ampia esperienza, leadership, impegno e tanta forza che viene dai suoi giovani impegnati nella vita italoargentina. Siccome si tratta di una lista che non risponde a interessi partitici italiani, è un movimento che nasce in questo territorio e ciò mi coinvolge di più. Rappresenta veramente gli italiani che siamo all’estero, conosce i loro problemi e la loro risoluzione.

Qual è il motivo per cui si presentano tante liste a queste elezioni?

Secondo me, il motivo per cui si presenta il doppio delle liste rispetto alle scorse elezioni del 2015 è dovuto ad un fenomeno scaturito dal ritorno alla normalità dopo la chiusura del Covid-19. Più italoargentini lavoriamo per riprendere e migliorare le attività. Si aggiunge l’importanza di rafforzare i vincoli tra Italia e Argentina, più concretamente a Buenos Aires, che rappresenta la circoscrizione consolare italiana più numerosa nel continente americano.

E’ molto positivo che sempre più gente partecipi e si impegni per rappresentare quelli che abitiamo fuori dall’Italia, perché i problemi degli italiani all’estero  si possono affrontare con più diversità e partecipazione.

Quali sono i problemi più evidenti del funzionamento dei Comites?

A mio avviso li problema più evidente del funzionamento dei Comites è la mancanza del lavoro di squadra tra le parti. Su questa linea sarebbe importante ascoltare i connazionali, dando spazio ai consiglieri e al loro impegno per la risoluzione dei problemi e di cercare risultati positivi, migliorando la dinamica della rappresentazione.

Considero sia fondamentale ascoltare l’opinione dei connazionali italiani a Buenos Aires. E’ importante che si sentano accompagnati e ci vedano impegnati nella risoluzione dei loro bisogni, raggiungere risultati che possano migliorarne la dinamica, con un accompagnamento più presente anche dal consolato.

Come italoargentino mi piacerebbe ricordare che non siamo italiani per avere un passaporto UE, ma che dobbiamo far valere i nostri diritti dato che siamo cittadini italiani che vivono all’estero. Così, tra i nostri obblighi e diritti prende corpo l’importanza di eleggere i nostri rappresentanti per le prossime elezioni.

Come pensa di poterli risolvere?

Penso di risolverli con il lavoro di squadra, coinvolgendo più forze da dentro e da fuori il Comites, con le commissioni di lavoro e di tutti quelli che vogliano operare nel bene della comunità italoargentina.

Nelle istituzioni italiane si lavora tanto in modo disinteressato. L’idea è quella di direzionare l’attività per migliorare la qualità della rappresentazione. Unire l’impegno per la risoluzione, con il dialogo e la persistenza, in quanto sono convinto che i problemi più difficili si possono risolvere con il lavoro, le buone intenzioni e la verità.

Edda Cinarelli