Elezioni Comites 2021: la candidata per Italia Futura Maria Soledad Balsas punta sulla promozione culturale

E’ ricercatrice del Conicet, si presenta in Italia Futura, una lista con una maggioranza di candidate donne nate in diversi comuni della Circoscrizione di Buenos Aires. Dice con un sorriso “Sono molto contenta di candidarmi insieme a Italia Futura per rappresentare la collettività italiana. Mi sento piena di energia e mi fa piacere incontrarmi con altre persone per scambiare opinioni e cercare di preparare programmi. Per ora il bilancio di questa esperienza è molto positivo:”

Perché ha accettato di candidarsi per le elezioni del Comites?

Sono una ricercatrice di ruolo del Conicet e dal 2004 analizzo le immigrazioni italiane in Argentina da diversi punti di vista. Ho accettato questa candidatura per portare avanti un progetto culturale derivato dai temi di ricerca di cui mi occupo e anche per poter raggiungere un pubblico più ampio rispetto a quello dell’Accademia. D’altronde, mi rende entusiasta mettere al servizio degli italiani a Buenos Aires la mia esperienza e le mie conoscenze.

Il suo progetto nasce da un’indagine seria sull’immigrazione?

Diciamo che nel corso della mia carriera universitaria ho maturato delle idee che vorrei vedere attuate. Penso di avere molti elementi, molte risorse cognitive per contribuire a rappresentare gli italiani che risiedono in Argentina. Per esempio mi sono occupata dei nuovi flussi d’italiani che sono arrivati dal 2008 ad oggi. Un tema che non è molto conosciuto né in Argentina né in Italia. Ho indagato anche sul rapporto tra gli italiani in Argentina e la Rai, la relazione che c’è tra la ricezione del canale internazionale della Rai, il diritto di voto e la partecipazione politica.

Si spieghi meglio

Si suppone che in democrazia il cittadino debba essere informato per poter esercitare il suo diritto di voto e scegliere le autorità da cui desidera essere rappresentato. Osservando come decidono di votare le persone che risiedono in Argentina la premessa dell’informazione è fortemente questionata. Dalle indagini emergono diverse criticità. Si tende a considerare gli italiani in Argentina come un tutto omogeneo quando formano gruppi diversi. Realtà differenti che non possono essere appiattite in una stessa immagine.

Ci sono i nuovi migrati, i discendenti di italiani, persone che vanno e vengono. Per informarsi contano molto anche le conoscenze linguistiche e i media cui si ha accesso. Per esempio, i discendenti degli italiani conformano il gruppo più numeroso e

spesso non sono italofoni. Questo determina che debbano informarsi quasi esclusivamente dai media argentini che danno l’informazione a loro convenienza e presentano le vicende politiche, che succedono in Italia, da un proprio approccio particolare. Se una persona conosce l’italiano può accedere a mezzi d’informazione tramite internet e altri canali allora può contrastare quello che dicono i media locali con quello che dicono i media italiani. Si può fare un’idea critica personale e prendere una posizione strategica tra le due realtà. Non si registrano quindi delle condizioni appropriate per la formazione di un’utenza in grado di questionare. Si vede anche che gli ultimi arrivati hanno con il loro paese un rapporto affettivo ma hanno perso, in molti casi, interesse verso la politica e la realtà italiane.

In che cosa può aiutare i suoi elettori?

La mia proposta gira intorno a tre punti principali:

Innanzitutto vorrei stimolare la presenza delle donne all’interno delle associazioni, cercare di ottenere che ne diventino protagoniste e riuscire ad avere rappresentanti donne nel Parlamento italiano. Dal 2006 ad ora ne abbiamo avuta solo tre: Mirella Giai, Mariza Antonietta Bafile Romani e Renata Bueno quando le donne sono maggioranza sia nell’elenco degli elettori sia nel Registro Italiani all’Estero (AIRE). Evidentemente in campo rappresentativo non abbiamo raggiunto la parità.

ll secondo punto?

Rendere visibili figure italiane molto positive come i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino quindi far conoscere la cultura italiana che non sia solo quella folcloristica. Per esempio, nel rione di Palermo, qui a Buenos Aires, c’è piazza Sicilia, lì c’è un monumento di Pirandello, donato dalla collettività siciliana nel 1991. Mi sembrerebbe opportuno collocare nello stesso spazio un busto o una targa dedicata ai due giudici sopra menzionati. Vorrei promuovere una cultura italiana della coscienza e della legalità, della lotta civica per i valori, di cui Falcone e Borsellino sono stati icone. Negli ambiti accademici sono molto conosciuti ma non lo sono dalla gente comune, vorrei farli conoscere da tutti per additarli come degli esempi da seguire perché non si può ammirare ciò che non si conosce.

Per quanto mi riguarda essendo parte del sistema scientifico argentino, il mio compito è cercare di rendere esplicito il rapporto che avevano Falcone e Borsellino con l’Argentina.

Siamo arrivati al terzo punto. Qual è?

Riguarda le politiche dell’informazione e della comunicazione. Ci sono diverse criticità che riguardano il coinvolgimento delle audience dall’estero per partecipare appunto della pianificazione delle strategie dei palinsesti loro rivolti. Non è quello che l’Italia vuol farci vedere ma quello che noi vogliamo vedere. Ogni anno viene

chiesta al Comites un’opinione sul palinsesto della Rai. Bisognerebbe cercare di ottenere dei programmi Rai più soddisfacenti, di dirigerli verso gli interessi dei diversi pubblici. La Rai deve trasmettere sì o no le partite? Ci sono opinioni incontrate, tutto questo dev’essere oggetto di studio. Un altro punto critico riguarda la programmazione per bambini, ce n’è poca, non è nell’orario giusto e forse bisognerebbe preparare programmi in sintonia con le nuove infanzie. Se ci fossero i sottotitoli il raggio di utenza si allargherebbe. Le politiche di comunicazione richiamano un consenso sociale che in un certo qual modo bisogna raccogliere, sia attraverso gli strumenti della ricerca, sia attraverso le assemblee, sia attraverso forum elettronici.

Non ha detto niente del male servizio dei consolati, per molti è il piatto forte della campagna.

Con Italia Futura ci poniamo come un’alternativa a quello che c’è, altre liste fanno bandiera di questo tema. Il nostro non è un approccio strumentale dell’identità e della rappresentanza, ma una semina a lungo termine. Va tenuto in conto che i Comites sono organi consultivi non sono esecutivi, non hanno un potere decisionale. Ci proponiamo di accompagnare la collettività per risolvere questi problemi ma di ottenere anche un coinvolgimento di tutti gli italiani nel territorio della nostra circoscrizione.

Edda Cinarelli