Elezioni Comites 2021: Daniel Amoroso, candidato per la Lega si impegna per dare visibilità al Comites e mantenere lo jus sanguinis

È un imprenditore, ha con alcuni soci un’agenzia di pubblicità che dirige. Insieme hanno deciso di chiamarla Italia Comunicación proprio in segno di riconoscimento e gratitudine verso i nonni italiani.

Afferma che il Comites non funziona, nessuno sa della sua esistenza: “bisogna renderlo operativo e farlo diventare un effettivo strumento di supporto per il Consolato Generale”.

Chi è stato il primo della Sua famiglia a immigrare in Argentina?

I miei nonni paterni. Mio nonno Prospero è venuto dal paese di Catenanuova, in provincia di Enna, in Sicilia.

Sa se per suo nonno è stato facile adattarsi alla sua nuova realtà?

È sempre difficile arrivare in un nuovo paese e adattarsi anche se dobbiamo riconoscere che l’Argentina è stato ed è un paese ospitale, che ha steso la mano a tutti gli italiani, li ha ricevuti e li ha protetti come fossero suoi cittadini. Senza dubbio i miei nonni avranno provato molta tristezza per aver dovuto lasciare la loro terra natale e parte della famiglia, ma sicuramente il fatto d’aver incontrato qui tanti compaesani gli avrà reso meno doloroso lo sradicamento e più facile l’adattamento.

Cosa Le ha trasmesso nonno Prospero della sua cultura d’origine?

I principi tipici della cultura italiana e la coscienza che la famiglia è prima di tutto, che è il valore più importante di ogni persona. Per questo mi piace festeggiare la domenica riunendo tutti i mei familiari attorno a una grande tavola, come facevano i nostri genitori e nonni, adulti e bambini insieme per condividere un momento unico. Sono molto orgoglioso della mia italianità anche quando posso godere di un piatto tipico italiano o ascoltare i grandi cantanti.
Da buon “tano” sono un fanatico di tutto ciò che è di origine italiana, dal caffè, la roba, la marca dell’automobile o della motocicletta. Come non pensare alla Fiat 500, alla Vespa o alla Ferrari?

È andato a conoscere il paese d’origine di suo nonno?

Sì, e ci ho vissuto momenti indimenticabili. È un’esperienza emozionante tornare alle origini. Ci sono andato quando mia moglie, Claudia, ha ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana per naturalizzazione. Ci sono andato con tutta la famiglia con i passaporti italiani. Per noi è stato molto commovente tornare nel luogo da dove era partito il nonno e da cui è iniziata la nostra storia in Argentina.

A che età ha iniziato a lavorare?

Da molto giovane, avevo smesso di studiare e mio padre mi ha detto che se non studiavo dovevo lavorare. Ho iniziato a farlo in una officina meccanica nel rione di Floresta.

Lei è candidato per il Comites, perché si sta presentando in queste elezioni?

Ho sempre coltivato i miei vincoli con l’Italia e la collettività italiana, ma non mi ero mai interessato di politica. Dopo aver avuto una brutta esperienza nel Consolato, cercando di portare a termini alcune pratiche, ho pensato che tanti altre persone devono aver avuto i miei stessi problemi, ho deciso allora che bisognava fare qualcosa. Mi sono reso conto che la maggior parte dei connazionali non sa nulla dell’esistenza dei Comites e tanto meno ne conosce la funzione.

Cosa si potrebbe fare per migliorare il funzionamento dei Comites?

Molto. Per incominciare dargli visibilità, fare in modo che tutta la collettività sia al corrente della loro esistenza, secondo trasformarli in luoghi aperti al pubblico, dove tutti coloro che vogliono partecipare possano farlo.
È fondamentale che compiano la funzione per la quale sono stati istituiti, che è quella di consigliare e assistere i connazionali, difendere i diritti di tutti gli italiani nei confronti del Consolato e delle alte istituzioni.

Allora, rendere visibilità ai Comites perché il pubblico vi si rechi alla ricerca di una guida e poi?

Uno dei nostri principi è quello di difendere e sostenere lo Jus Sanguinis, affinché i nostri figli e nipoti, cresciuti nell’amore all’Italia, possano continuare a chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Il signor Daniel Amoroso ha inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno al presidente del Comites di Buenos Aires, Dario Signorini per chiedergli la consegna dei bilanci preventivi e consultivi degli esercizi 2019 – 2020.

Ha mandato la stessa raccomandata per conoscenza al signor Console generale Marco Petacco per metterlo al corrente della sua richiesta.

Edda Cinarelli

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