“Credo di essere stato italiano in una vita passata”

Intervista all’ambasciatore Antonio Hsieh, Direttore Generale dell’Ufficio Commerciale e Culturale di Taipei.

Di questo ambasciatore colpisce tutto, estremamente gentile e affabile, apparentemente umile, è molto colto, innamorato dell’Italia e della sua cultura. Le ragioni alla base di questo sentimento sono molteplici e diverse, per incominciare ha studiato l’italiano a Taipei, capitale della Repubblica Cina (Taiwan), con una professoressa che ammirava l’Italia e gli ha trasmesso questo sentimento, poi è stato due volte in missione nel nostro paese, dove questo amore è diventato sempre più forte. Non poteva essere diversamente.

Il dialogo si sta svolgendo in italiano e mi sorprende la conoscenza che l’ambasciatore ha della nostra lingua.

E.C.: Come mai sa parlare tanto bene in italiano e nutre tanta passione per la nostra cultura?

A. H. Ho iniziato a studiare l’italiano nel 1980 con una professoressa molto brava, che amava l’Italia e mi ha trasmesso questo amore e tanta curiosità per la vostra ricca cultura. Quando sono stato in missione in Bolivia, dal 1991 al 1993, ho ricominciato a studiare l’italiano perché le ambasciate d’Italia e di Taiwan, a La Paz, sono vicine e seguivo il programma culturale dell’Ambasciata d’Italia, più lo frequentavo e più mi entusiasmava la cultura italiana,

E.C.: Quando è stato in Italia?

A.H.: Sono stato a carico della Divisione Politica dell’Ufficio di rappresentanza di Taipei, a Roma, dal 1996 al 2001. Sono stati anni di realizzazione di un sogno: vivere e lavorare nel vostro meraviglioso paese, culla della civiltà umana, della cultura, del diritto, dell’arte. Conquistato dalla vostra cultura ho lavorato per stringere ed attivare vincoli tra i due paesi.

Nel 2007 , per questa ragione, quando ero Direttore Generale dell’Ufficio Commerciale e Culturale di Taipei in Argentina, mi è stata concessa dal presidente Napolitano un’onorificenza di Cavaliere della Stella della Solidarietà . La cerimonia si è svolta nella sede dell’Ambasciata italiana e me l’ha consegnata l’ambasciatore Ronca.

E.C.: So che dopo è tornato in Italia.

A.H.: Sono stato nuovamente in missione a Roma, dal 2015 al 2017, due anni, in cui ho viaggiato moltissimo in lungo e in largo per il vostro paese. Sono stato anche nelle isole Eolie, ho preso i vostri treni ad alta velocità e anche regionali, ho viaggiato in auto. Mi piace tutto dell’Italia, la cucina, l’opera, le canzoni, la musica napoletana, il cinema di ieri e di oggi. Il mio è vero amore: “Mio Belpaese, ti voglio bene assai!”

E.C..: Mi fa piacere che l’Italia lo abbia entusiasmato tanto, ma torniamo a parlare di Taiwan. So che uno degli interessi principali del nuovo governo è la protezione dell’ambiente. Mi incuriosisce però il fatto che tutti usino la mascherina davanti alla bocca. Perché la usano?

A.H.: È un’abitudine in Taiwan portare la mascherina, non è per un problema di contaminazione ambientale ma per rispetto verso gli altri. È obligatorio portarla quando si è ammalati: nei luoghi affollati, come la metropolitana, per evitare di contagiare le persone sane.

E.C.: So che, sempre nel rispetto dell’ambiente, prevedete di usare energia rinnovabile e pura e di eliminare gradualmente i reattori nucleari:

A.H.: Uno dei punti principali del nuovo governo di Taiwan è quello di dismettere le centrali nucleari. Prevediamo infatti di togliere l’ultima prima dell’anno 2025.

E.C.: Quali diritti hanno i lavoratori?

A.H.: Esattamente quelli che hanno i lavoratori in Europa, assistenza sanitaria gratuita, pensioni.

E.C.: Come descrive l’economia di Taiwan e gli scambi commerciali con l’Italia e con l’Argentina?

A.H.: Importiamo da tutto il mondo e esportiamo. Gli scambi commerciali con l’Argentina sono arrivati a 430 milioni di dollari l’anno scorso, sono aumentati un 30 per cento riguardo all anno 2015.

Con l’Italia vanno ancora meglio, il vostro paese è il nostro quinto partner commerciale d’Europa, con un saldo favorevole per l’Italia.

Questo governo ha l’intenzione di rafforzare di più i rapporti commerciali, culturali e altri con la zona Indo – Pacifico, cioè con i paesi della zona del Sud-est asiático: India, Australia e Nuova Zelanda , la politica di “Southbound “ (Verso il Sud).

E.C.: Com’è l’educazione nel vostro Paese?

A.H.: L’educazione è obbligatoria e gratuita per 12 anni. Molti dei nostri giovani si laureano, usufruiscono anche di borse di studio e offriamo Master a studenti di tutto il mondo.

E.C.: Come sono i rapporti con la Repubblica Popolare Cinese?

A.H.: Sono molto intensi, la Repubblica Popolare Cinese è il nostro principale partner commerciale. Tra le due sponde dello Stretto di Taiwan ci sono oltre 800 voli alla settimana. Certo che la Repubblica Popolare della Cina e la Repubblica della Cina (Taiwan) sono diverse, in Taiwan c’è una democrazia, nella Cina popolare, no. La nostra libertà, la nostra democrazia, la libertà di culto, l’educazione pluralistica e il rispetto dei diritti umani, che abbiamo conquistato, rappresentano una minaccia per la Cina continentale. Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese ha eliminato un articolo della sua Costituzione per cui può essere rieletto per sempre, quindi si figuri!

E.C.: Ma voi siete cinesi?

A.H.: La maggior parte della popolazione di Taiwan è meticcia, cioè ha sangue indigeno mescolato con sangue cinese, quello degli immigranti cinesi arrivati nei secoli passati. Ci tengo molto a precisarlo perché mi sento molto taiwanese, anche se i miei antenati arrivarono a Taiwan dal continente cinese quattrocento anni fa. È lo stesso caso di un argentino di origine italiana, che non dice di essere italiano ma italo argentino anche se i suoi antenati sono venuti dall’ Italia e ha sangue italiano. Cinquecento anni fa i cinesi continentali cominciarono a emigrare gradualmente nell’Isola di Taiwán. Nel secolo scorso, in conseguenza della guerra civile del 1949 nel Continente cinese, c’ e’ stata una massiccia emigrazione dal Continente a Formosa e alle isole vicine. La Repubblica della Cina (fondata nel 1912) ha perso la guerra contro i comunisti cinesi e il nuovo governo Nazionalista ha costretto a rifugiarsi in Taiwán circa due milioni di persone. Nel continente cinese si è fondata la Repubblica Popolare della Cina e nelle isole quella della Repubblica della Cina, correva il 1949. È come nelle due Coree e nelle due Germanie.

E.C.: Perché se Lei è ambasciatore ha l’incarico di Direttore Generale dell’Ufficio Commerciale e Culturale di Taipei?

A.H.: Perché il nostro paese dal 1972 non è riconosciuto diplomaticamente dall’ Argentina, è da quando Argentina stabilí i rapporti diplomatici con la Cina popolare. Per questo il nostro ufficio di rappresentanza ufficiale non si chiama Ambasciata. Lo stesso vale per l’ufficio di rappresentanza dell’Argentina in Taiwan.

Si tratta di accordi speciali e bilaterali. Abbiamo delle Ambasciate nei paesi che riconoscono diplomáticamente la Repubblica della Cina (Taiwan ) come uno Stato a sé stante, come il Vaticano dove abbiamo un’ambasciata.

Molte grazie, Signor Ambasciatore, per avermi fatta sentire orgogliosa del mio paese nonostante la crisi politica che sta attraversando, grazie del Suo entusiamo.

A.H. : Grazie infinite per la vostra amicizia verso Taiwan!

Vorrei anche trasmettere I miei carissimi saluti al Popolo Italiano.

E.C.: Sarà fatto.

Edda Cinarelli