Coerenza e serietà: due parole-simbolo quasi sconosciute a quanti scrivono.

È il caso del giornale “Tribuna italiana” che il giorno 8 di febbraio 2018 ha pubblicato un articolo incoerente e poco serio, così come pure scrivono alcuni candidati alle elezioni italiane come “L’Italia è per te”, o ancora : “I nostri candidati hanno fatto dell’impegno sociale la loro bandiera”. E inoltre “l’identità si difende con la cultura”.

Scritti a vanvera, parole senza senso, descrizioni logorroiche che non hanno una base concreta, nè coerente e neppure seria.

L’esempio più eclatante viene dall’articolo della “Tribuna Italiana”, nel quale si confondono incoerentemente i criteri di sviluppo dell’articolo, e poco seriamente non si nominano avversari politici al modo di pensare dell’articolista che negli anni – pur non eletti al Parlamento italiano – hanno fatto molto di più dei deputati o senatori eletti all’estero, come è il caso di Eugenio Sangregorio.

Nel caso di “L’Italia è per te”, l’annuncio è addirittura ridicolo: cosa significa “per te”? Quale messaggio ha voluto trasmettere chi ha scritto questa ridicolaggine?

L’impegno dei candidati del MAIE che hanno del sociale fatto la loro bandiera, avranno magari presentato qualcosa nel loro settore, ma per quanto riguarda il Parlamento italiano, quale impegno prospettano?

Descrivere che “l’identità si difende con la cultura” appare un panflet privo di ogni significato. Essere italiani all’estero senza cultura, per caso, non significa identificarsi nella Patria d’origine? E di quale tipo di cultura si parla?

Certo, inventare uno slogan per le elezioni è necessario, ma è altrettanto necessario mantenere serietà e coerenza, elementi pressochè sconosciuti a quanti scrivono.

Perlomeno qualcuno ha esposto “vivere con la gente per conoscere i problemi della gente”; questo appare più coerente per chi realmente ha fatto seriamente qualcosa di concreto in favore degli italiani all’estero, sicuramente molto di più di chi ha ingenuamente dichiarato: ”Noi eletti all’estero, nel Parlamento italiano non possiamo fare niente”: questa sì, è una dichiarazione seria e coerente, ma che in concreto avrebbe dovuto porre la sua fotografia attuale, e non quella di alcuni anni addietro.

Cono Marinelli