Elezioni del Comites 2021: Vito Santarsieri, un imprenditore di successo

Arrivato in Argentina all’età di tre anni, al giorno d’oggi è un noto imprenditore, proprietario di
“Constructora Forenza”. Il denaro non gli ha dato alla testa, è un uomo cortese, umile che conserva i valori tipici degli italiani, come l’amore alla famiglia, al lavoro e valorizzazione dell’amicizia. Lucano di Forenza (PZ), da molti anni frequenta la Federazione delle Associazioni della Basilicata in Argentina, dove ha lavorato per promuovere varie manifestazioni culturali e stringere vincoli tra la Regione e i suoi emigrati all’estero. Emerge per la sua attività di amministrazione dei fondi che la Basilicata manda per i suoi emigrati indigenti. Ha raggiunto vari obiettivi dando prova di solidarietà, creatività e di capacità di gestione. È candidato come consigliere alle prossime elezioni per il Comites nella lista del MAIE.

Com’è la Sua storia d’immigrazione?

È come quella di molti altri. Mio padre è venuto in Argentina nel 1949, nel secondo dopoguerra quando in Italia c’erano tanti problemi. Avevo due mesi. Nel 1952 ha mandato a mia mamma il biglietto di viaggio e l’abbiamo raggiunto, avevo tre anni.

Ha sofferto molto per lo sradicamento?

No, non mi ricordo molto, so che quando siamo arrivati siamo andati a vivere in casa di un fratello di mia nonna, quello che aveva mandato il foglio di chiamata a mio padre. Mia madre ha insistito perché andassimo a vivere in un altro posto e ci siamo trasferiti in una stanza di quattro per quattro Come vede è una storia simile a quella di molti immigranti. Mio padre era un uomo straordinario ma la forte della famiglia era mia madre, cuciva camicie, pantaloni ed era una donna molto lavoratrice e intelligente.

Perché nella pizzeria Guerrin c’è un murale in cui è ritratto Suo padre?

Carlos Sesto, uno dei padroni di Kentucky, l’impresa proprietaria della pizzeria omonima, di Guerrin, dei bar Dandy e delle pizzerie Sbarro, ha un deposito di fronte al mio ufficio. Abbiamo fatto amicizia e lui si è affezionato molto a mio padre. Mi diceva sempre che era un tipo geniale, che la sua generazione aveva contribuito a fare l’Argentina e mi raccomandava di occuparmi di lui.

Nel 2019 ha creato un panettone Guerrin cotto nel forno a legna. Me ne ha regalato uno e la notte di Natale mentre mio padre apriva il panettone gli ho scattato una foto, che poi ho mostrato a Sesto. Quando mio padre è morto Carlo ha voluto rendergli omaggio, con questo murale che riproduce tale e quale quella foto. Si trova nel cortile “patio” napoletano, dietro la pizzeria e costruito proprio dove prima c’era un “conventillo”. Nello stesso murale c’è Pavarotti, di fronte il Golfo di Napoli con Sofia Loren e Alberto Sordi

Parliamo di Lei, so che ha sempre frequentato la Federazione delle Associazioni della Basilicata in Argentina (FABA), e che da circa 10 anni è consultore della Regione Basilicata.

In effetti sono stato consultore della Basilicata per l’America Meridionale fino al mese di dicembre scorso quando c’è stata una nuova elezione e non mi ci sono presentato perché ogni 10 anni, secondo la legge, bisogna rinnovare le autorità.

È un incarico complicato?

È un incarico di responsabilità. I consultori della Basilicata sono quattro: c’ero io per l’America Meridionale, poi c’erano Joe Di Giacomo per Australia, Domenico Pinto per l’America del Nord, Luigi Abati per l’Italia e Giuseppe Ticchio per l’Europa. I consultori si riuniscono una volta all’anno per esaminare i progetti presentati per il sostegno delle associazioni, la realizzazione di corsi, seminari, riunioni, lingua, conferenze, per mantenere vivo il legame tra i lucani e la Regione e si votavamo.

So che realizzate anche un grande lavoro di aiuto per gli emigrati lucani più sfortunati.

La Basilicata ha il petrolio e la regione riceve delle regalie di cui il 3% è destinato agli emigrati lucani nel mondo in stato di necessità. La Regione dal 2001 ha mandato per tre anni consecutivi molte migliaia di dollari che con Cifarelli, De Bonis e il Consiglio Direttivo della FABA abbiamo distribuito tra i lucani non abbienti.

Sono riuscito a far consegnare dei fondi ad alcune associazioni lucane e ho ottenuto dalle Regione 120 mila euro per la Casa degli anziani che si è allestita nella Città di Buenos Aires con il Governo della Città. Noi lucani abbiamo 20 stanze per 20 anni con servizio completo, cioè i quattro pasti, con servizio medico, infermeria e i nostri anziani vivono lì.

Mi può dire di più su questo convegno?

Cifarelli e De Bonis avevano firmato un convegno cornice e il 9 aprile 2013 si è firmato un accordo di cooperazione istituzionale. Per quella data era venuto il presidente della Commissione di Lucani all’estero, Lugi Scaglione.

L’accordo impegna le autorità della Città di Buenos Aires e quelle della Regione allo scambio di esperienze, a realizzare progetti in comune nelle aree della salute, turismo, sviluppo sociale, economico, comunale e della cultura. In quell’occasione abbiamo collocato in Piazza Roma un busto in bronzo del poeta latino Orazio e abbiamo realizzato molte cerimonie.

Tra le tante manifestazioni culturali che abbiamo realizzato c’è stato un concerto nel Teatro Colon del pianista Alessandro Vena, corsi di cucina tipica lucana con degustazione e pubblicazione di un libro, laboratori per insegnare artigianato lucano, come la carta pesta.

Mi ricordo di una visita di Gianni Alemanno quando era ministro di Agricoltura e di politiche forestali.

Nel 2001 ci ha mandato 10 container de fiocchi di patate liofilizzati. L’Italia si è fatta carico delle spese fino all’arrivo dei container in Argentina, una volta arrivati ho fatto fronte ai costi di logistica e di distribuzione. Ho mandato alcuni container al Patronato Italiano, poi alla Provincia di Buenos Aires, a Corrientes, a Santa Fe. Otto mesi dopo ho ricevuto dall’assessore Zanon del Veneto altri container carichi di alimenti e anche di camere ortopediche che sono state distribuiti in alcuni ospedali. Sono stato consultore per tanti anni e nei libri dei conti non c’è una sola spesa mia.

Perché si presenta come candidato a Consigliere nella lista del MAIE?

Mi piacerebbe essere nominato consigliere ma non voglio altri incarichi. Mi piacerebbe mettere la mia esperienza e la mia competenza e i miei contatti al servizio del Comites per poter applicare la mia esperienza.
Continuare a fare gestioni e a risolvere problemi dei nostri connazionali.

La Basilicata continua a mandare le regalie?

Dal 2001 al 2015 le ha mandate, ora le sta mandando, bisogna risolvere un problema tecnico e sicuramente arriveranno.

Edda Cinarelli