Campionesse di corsa in Patagonia

Hanno carattere queste ragazze, chiamiamole pure donne seppur ancora teenager. Siamo abituati a pensare ai giovani come una generazione spenta, svogliata, maleducata, costantemente con lo sguardo e le dita sull’iphone, ma non è il caso di queste diciannovenni così di come altri componenti della squadra azzurra di corsa in montagna che si è ben comportata in Argentina, ai mondiali , 15 e 16 novembre 2019. Toste, belle, forti, coraggiose. A 18 anni andare dall’altra parte del mondo e fare una gara di alto livello è un gran risultato secondo me. Come minimo un applauso e un titolo su un giornale gli va dato. Sudate, sporche di fango, hanno fatto chilometri e chilometri sotto la pioggia, senza curarsene. Sono vive e ci hanno insegnato che un futuro nella corsa in montagna ce l’abbiamo. Meriterebbero di più? Sì, senz’altro. Chi può lo faccia. Perchè fino ad ora davvero in pochi hanno dato lustro a questo successo.
Questo il comunicato Fidal a seguito dell’oro individuale di Angela Mattevi e di quello a squadre u20.

Doppia vittoria italiana ai Campionati Mondiali di corsa in montagna, nella gara under 20 femminile. L’azzurra Angela Mattevi conquista il titolo individuale a Villa La Angostura, in Argentina, e trascina la squadra all’oro, sul percorso di salita e discesa. Per la giovane trentina un’altra medaglia internazionale, stavolta a livello iridato in una gara disputata sotto la pioggia battente, dopo il successo europeo della passata stagione e l’argento continentale di quest’anno. La non ancora 19enne di Segonzano, allenata da Ivano Pellegrini, riporta l’Italia sul podio in questa categoria: l’unico precedente risaliva all’edizione del 1992 quando riuscì a imporsi Rosita Rota Gelpi.

FESTA DI GRUPPO – Nella top ten altre due azzurre: settima Giovanna Selva (39:42) e nona Anna Arnaudo (39:52), entrambe piemontesi e protagoniste di un bel finale, poi diciannovesima la lombarda Elisa Pastorelli (41:25) per completare il trionfo collettivo con 17 punti, il terzo nella storia della manifestazione che si aggiunge a quelli del 1992 e del 2000. Secondo posto alla Turchia, che ha la meglio di un punto per l’argento (26 a 27) nei confronti della Repubblica Ceca. Il tracciato delle gare under 20 in Patagonia è stato modificato alla vigilia, per garantire la massima sicurezza evitando l’attraversamento di un corso d’acqua in piena, con una deviazione nella parte alta: circa 8 chilometri in totale con un dislivello di 350 metri.

“CHE EMOZIONI DALLA MONTAGNA!” – “Una grandissima gioia! Speravo di salire sul podio – sorride Angela Mattevi – ma forse non mi aspettavo l’oro. Avevo già vinto agli Europei, però stavolta è un Mondiale! Sono contentissima anche per il titolo a squadre, così anche le mie compagne si portano a casa una medaglia, quella più preziosa. È un gruppo fenomenale, siamo tutti uniti e ci sosteniamo a vicenda. Chiudo nel migliore dei modi la mia esperienza da under 20 nella corsa in montagna. Ho iniziato quasi per caso, l’anno scorso, ma è sicuramente questa la specialità che mi ha regalato più emozioni finora. A metà della prima salita oggi ho attaccato e da lì sono riuscita a impostare il mio ritmo, per mantenerlo, su un saliscendi da ripetere due volte dopo la modifica del percorso. Ho avuto anche qualche difficoltà nella discesa che non era facile da affrontare, in alcuni punti ho frenato e camminato. La pioggia non mi spaventa, ma il terreno era molto fangoso e si rischiava di scivolare, anche in salita.

Mi sono messa a testa bassa, nell’ultimo tratto in falsopiano ho cercato poi di correre più forte possibile e ce l’ho fatta! La dedico al mio allenatore, al presidente della mia società Antonio Casagrande e alla mia famiglia, che mi supportano sempre in tutto. Ma ora guardo avanti e vorrei tornare presto in gara: se riesco, già nel prossimo weekend al cross di Osimo, per puntare a un’altra maglia azzurra, agli Europei di campestre dell’8 dicembre a Lisbona”.