Arte italiana a Buenos Aires: il palazzo Barolo

Disegnato dall’architetto Mario Palanti per un ricco imprenditore tessile, il sig. Barolo, è stato inaugurato nel 1923.  Si trova nel quartiere di Montserrat, in Av. De Mayo 1370.

Lo stile è a firma Palanti ma si potrebbe dire che è un’espressione dell’eclettismo, in voga in quegli anni. Nella sua struttura s’ispira alla Divina Commedia, sembra, infatti che, sia Palanti sia Barolo ammirassero Dante Alighieri e volessero addirittura farne portare i resti dall’Italia in Argentina per farli tumulare nel palazzo.  Fino al 1935, anno in cui è stato inaugurato il Kavanag, il Barolo con i suoi 100 metri di altezza è stato l’edificio più alto di Buenos Aires. E’ un edificio di uffici.

Nel 1929 Palanti ha inaugurato a Montevideo un gemello del Barolo, il palazzo Salvo, dal nome dei committenti, ricco di simbologia massonica. Palazzo Salvo ha 27 piani, 370 appartamenti ed è alto 95 metri. In effetti quando a Montevideo ci si ferma davanti a Palazzo Salvo, si ha l’impressione di essere a Buenos Aires.

Entrambi i palazzi hanno una cupola con molte luci, quella del Barolo ne ha 300.000, e fino ad un certo punto della loro storia, quando non c’erano tanti edifici, sulle sponde del Rio de La Plata, comunicavano tra loro.

Nel 1997 l’edificio è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale, d’altronde lo sono tutti i palazzi  di Avenida de Mayo, la strada elegante di quel periodo, in cui quasi tutti i negozi appartengono a spagnoli ma le costruzioni sono state quasi tutte disegnate da architetti italiani, risultato quindi della fusione culturale italiana e spagnola.

Il faro che si trova nella cima della torre del Barolo è tornato a funzionare il 25 settembre 2009, grazie anche a un aiuto economico dato dall’Italia.

Nel 2012 è uscito il video documentario “ El rascacielos latino,” con la regia di Sebastián Schindel, che parla delle curiosità dell’edificio.

Edda Cinarelli

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