Argentina: “ovunque si trovi un italiano…” – di Roberto Medici

“È ormai fuori discussione il fatto che la presenza italiana in Argentina ha da sempre contribuito al benessere sociale e particolare della nazione che la ospita”. Si apre così l’articolo a firma di Roberto Medici pubblicato nell’ultimo numero della rivista italoargentina La Voce d’Italia, pubblicata a Buenos Aires.

“Oggi vorrei riportare alla luce la figura di un bravo toscano, nato nel 1832 a Sassetta, provincia di Livorno. Si chiamò Angelo Paganelli, di professione fotografo all’epoca del vetro, il sale ed il bromuro. Assieme al fratello Giuseppe emigrò nel 1860 e si stabilì prima a Còrdoba e dopo a Tucumàn.

Angelo si interessò non solo alle fotografie di società che gli davano da mangiare, ma ritrasse con particolare zelo l’architettura della città, per cui fece adattare una semplice carrozza come laboratorio ambulante per poter disporre sul luogo di tutti gli elementi necessari. In uno di questi percorsi, anno 1869, ritrasse un edificio storico molto caro alla nazione argentina, la Casa de Tucumàn, emblema dell’Indipendenza Nazionale, purtroppo allora in uno stato deplorevole, pronta a crollare. Angelo immortalò la nobile facciata, assieme ad uno dei suoi figli e al cocchiere della carrozza e conservò per anni l’immagine. Visse una lunga vita familiare e come i professione finché morì nel 1928. Purtroppo non seppe mai quanto valore avrebbe avuto tanti anni dopo il suo scatto di quel mezzogiorno tucumano, una semplice foto di un edificio in rovina.

Facciamo ora un salto nel tempo, anno 1943, al rinomato architetto Mario J. Buschiazzo, nipote di un altro grande architetto piemontese, Giovanni Antonio Buschiazzo, cui viene dato l’incarico di ricostruire la facciata della Casa de Tucuman, allora ormai sparita. Solo si conservava il salone principale che il presidente Roca fece proteggere per mezzo della costruzione di un tempietto ornato di fregi operati da Lola Mora.

Buschiazzo non possedeva alcuna traccia della facciata dell’edificio originale . Per fortuna le indagini lo portarono a trovare le fotografie di Paganelli che generosamente aveva conservato o donato a chiunque lo avesse visitato in vita sua.

Grazie alla sua presenza e alla sua opera la “Casita de Tucuman” fu ricostruita alla perfezione e rimane come testimonianza storica per tutti gli argentini… “y para todos aquellos que quieran poblar el territorio nacional””. (aise)

Fonte https://www.aise.it/rassegna-stampa/argentina-ovunque-si-trovi-un-italiano-di-roberto-medici-/149290/157