Amedeo Bernardo: ristoratore, chef, attore, ballerino, un artista a 360 gradi

Amadeus cucina molto bene, lo si può incontrare in “La Glorieta” di Barrancas di Belgrano a ballare il tango, o a teatro come interprete di un’opera di De Filippo. Più chiaro di così si muore, è un artista completo.

Quando sei venuto e per quale ragione?

Nato a Caserta e cresciuto a Roma, sono venuto nel 1993 perché mi sono sposato con una ragazza argentina. Lei voleva ritornare, io sono uno spirito libero e abbiamo fatto insieme il grande passo. Sono venuto quindi per amore.

E’ stato facile inserirsi in questa società o hai avuto qualche problema?

Mi sono inserito subito bene. Appena arrivato, ho provato la sensazione di essere in Italia, pensavo: Ma sono a Roma, a Napoli? L’anima di questa città è europea, sembra d’essere in Italia. Sono stato accolto molto bene e mi hanno aperto molte porte, credo proprio perché sono italiano.

Non sarà che ti hanno accettato perché hai un buon carattere?

Può essere ho un carattere facile, non mi piacciono le situazioni conflittuali, penso subito a pacificare, mi piace ballare e recitare.

So che conoscevi il Tano Carmine, che produceva formaggi in via Chile, vicino ad Av. Entre Rios. Che ricordi hai?

In effetti, ho anche lavorato con lui, che elaborava dei prodotti artigianali di grande qualità. Tra i tanti una mozzarella “all’uso nostro”, il pubblico non lo sa, ma si tratta di un formaggio di difficile elaborazione. Bisogna impastarlo per ore mettendo le mani in acqua calda. Non è facile, ogni mestiere ha i suoi segreti, per questo ci sono persone altamente specializzate. Carmine era molto bravo, aveva iniziato da molto giovane e era molto geloso del suo lavoro. Non delegava, per questo non ha lasciato un successore. Ora ci sono molte mozzarelle in circolazione ma la sua era speciale. Lui lavorava sempre, a me piace molto anche divertirmi, è necessario per continuare a vivere.

Quando è nata la tua passione?

Mi piace mangiare bene, genuino, il mio interesse per la cucina nasce da lì. Mi rendo conto immediatamente se un prodotto è buono e di qualità. Afferro al volo l’essenza del piatto e anche la predisposizione di chi lo prepara. Deve essere una caratteristica di famiglia perché mia madre sapeva cucinare, mia sorella è molto brava. Ho imparato in casa. In seguito ho lavorato in ristoranti, alberghi in Italia e negli USA, dove ho fatto una buona esperienza. Ho conosciuto altre cucine, per esempio le orientali. Diciamo che tutto nasce dal fatto che mi piace mangiare bene.

Hai qualche progetto in questo campo?

Ho conosciuto Maurizio Romagnoli, che è, come me, un appassionato di cucina italiana. Ha già dei ristoranti ed insieme pensiamo di aprire una pizzeria, quando finirà il lock down, a La Recova, in Av. 9 de Julio e Av. Del Libertador. Elaboreremo e venderemo pizza rustica romana.

Da quando sei arrivato trovi che sia cresciuto o diminuito l’interesse dell’ Italia verso i suoi emigrati?

Veramente non so molto di questo tema, non me ne sono interessato, comunque credo che si potrebbe fare sempre meglio.

Credi che sarà facile uscire da questo momento, dalla quarantena e dalla crisi economica?

Sono una persona ottimista, credo che potremo uscire dalla pandemia, ma che la recuperazione economica sarà difficile.

Edda Cinarelli